I tre setacci / Socrate


In giorni come questo ci si rende conto della malvagia invidia di tanti.
“Un giorno qualcuno andò a trovare il grande Socrate e gli disse:
– Sai cosa ho appena sentito sul tuo amico?
– Un momento – rispose Socrate. – Prima che me lo racconti, vorrei farti un test, quello dei tre setacci.
– I tre setacci?
– Ma sì, – continuò Socrate. – Prima di raccontare ogni cosa sugli altri, è bene prendere il tempo di filtrare ciò che si vorrebbe dire. Lo chiamo il test dei tre setacci. Il primo setaccio è la verità. Hai verificato se quello che mi dirai è vero?
– No… ne ho solo sentito parlare…
– Molto bene. Quindi non sai se è la verità. Continuiamo col secondo setaccio, quello della bontà. Quello che vuoi dirmi sul mio amico, è qualcosa di buono?
– Ah no! Al contrario
– Dunque, – continuò Socrate, – vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere. Forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio, quello dell’utilità. E’ utile che io sappia cosa mi avrebbe fatto questo amico?
– No, davvero.
– Allora, – concluse Socrate, – quello che volevi raccontarmi non è né vero, né buono, né utile; perché volevi dirmelo?”

Buon fine settimana mondo di amici / vi leggo anche se scrivo poco … ❤ Elisa

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6 commenti su “I tre setacci / Socrate

  1. – Oh carissimo Socrate. I concetti su quale mi chiedi di appurare la mia notizia non sono -a prima vista – sbagliati. Ma non valgono come una condizione “sine qua non”.
    A dir la verità, volevo farti sapere che tuo amico ha avuto un grave incidente. E che chiedeva di vederti, prima di morire, poveretto. Magari anche tu vorrai ancora vederlo un ultima volta.
    Ovviamente, stando al primo concetto dei tuoi setacci, io non posso sapere se lui veramente morirà o può essere qualche possibilità di restare in vita. Per ciò, mi trattengono a dirtelo.
    E nemmeno il secondo setaccio mi permette portati la notizia del povero moribondo, in quanto essa non può essere catalogata come “qualcosa di buono”, mi pare.
    Il tuo terzo setaccio mi chiede se c’è un’utilità nel di concederti la bruta notizia. Ma il senso di “utilità” ha come valore il pragmatismo. Un azione dove il suo fine ha come seguito un minimo di guadagno, qualcosa che ci resta. Un valore.
    Che ora, pensando bene, non vedo niente di pragmatico.
    Ora io vado, e stammi bene amico mio.

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    • Valentino … sempre cosi profondi i tuoi pensieri! Grazie ❤
      Spero tu bene? Cosa combini in questo periodo cosi difficile per tutti?
      Permettimi di mandarti un soffio d'abbraccio! Elisa / che ancora si riflette …

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