Parliamo_ne: UN RAGAZZO-PADRE


UN RAGAZZO-PADRE racconta al suo figlio; “Il Vuoto Intorno”

Il-Vuoto-Intorno-Copertina

Amore e sofferenza che scorrono insieme ne “Il Vuoto Intorno” il romanzo di esordio dell’appena ventenne Claudio Volpe edito dalla casa editrice “Il Foglio Letterario” di Piombino attenta talent scout di giovani autori italiani.

Il giovane autore di Catania parla con maturità di un vita che sgorga impetuosa e reale e affronta violenza, prostituzione, handicap e il rapporto tra padre e figlio. O meglio tra un ragazzo padre e il figlio, dopo la perdita della fragile madre morta suicida.

La narrazione è impostata sul racconto fatto da Achille ragazzo padre al figlio Ettore affetto da un ritardo cognitivo: un atto di amore profondo e intenso di un uomo che si mette a nudo e scopre ogni aspetto di sé, che apre al figlio il suo mondo interiore fatto di vulnerabilità, errori, dolori e ferite inferte e subite.

Una vita divorata, deprivata e depravata dominata dalla paura del vuoto, dell’assenza e della solitudine e riempita con ogni emozione fino ad una sazietà eccessiva e lacerante.

Ma in definitiva è un racconto di forza che esorcizza il vuoto affettivo che ci sta intorno e mette in guardia il figlio. La confessione di un padre al proprio figlio. Un padre che fa quello che ogni padre dovrebbe fare: farsi conoscere ed essere padre in ogni circostanza anche la più difficile. Due ruoli, quello di padre e di figlio, che non possono essere messi da parte, un legame, una dipendenza stretta l’uno con l’altro.

A volte uno scontro che nasce dal voler dare e dal non riuscirci; dal voler avere e dall’essere delusi. Una lotta alla quale l’autore forse allude rimandando alle epiche gesta degli omonimi eroi omerici Ettore e Achille.

Un libro consigliato ai padri e ai figli che possono nonostante tutto essere padri e figli: due individui ognuno con il proprio vissuto, ognuno con il bisogno dell’altro, ognuno che si riconosce riflesso nell’altro e ne trae forza.

Recensione: Morte. Rinascita. Cadere. Rialzarsi. Un ragazzo padre e suo figlio. Il racconto di una vita. Il racconto di una storia fatta di buchi e di vuoti, di cadute, di assenze che si sovrappongono e puzzano di insignificanza. Un padre che sfoga i suoi istinti frustrati sulle prostitute incontrate per strada. Una madre debole, fragile, alcolizzata, autolesionista, suicida. L’amore con una zingara dei nostri giorni, in fuga dall’amore pedofilo e incestuoso di suo padre. La fuga verso la speranza, il viaggio alla ricerca di se stessi, del proprio valore, della propria storia. Il desiderio di distruggersi, di lasciarsi coprire dal male, di sacrificarsi. La prostituzione di un uomo in cerca del peccato. La possibilità di rinascere, di sconfiggere il male, di far tremare il vuoto prendendolo a morsi. La storia di come si può perdonare, morire e rinascere. La storia di come si può ancora amare nonostante tutto il male del mondo.

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7 commenti su “Parliamo_ne: UN RAGAZZO-PADRE

  1. L’ha ribloggato su Ultima spiaggia dei sognie ha commentato:

    Un libro consigliato ai padri e ai figli che possono nonostante tutto essere padri e figli: due individui ognuno con il proprio vissuto, ognuno con il bisogno dell’altro, ognuno che si riconosce riflesso nell’altro e ne trae forza.

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  2. Descrizione del libro/ a modo mio

    Avevo pensato all’insignificanza dell’uomo. A quanto siamo patetici.
    Agli uomini che nella vita si incontrano, si scontrano, si azzannano sulla scacchiera delle cose prive di senso.
    Uomini che piangono, uomini che soffrono il dolore che fa parte di loro come fosse un pezzo del loro corpo.
    Uomini che sbagliano, uomini che non sanno perdere, uomini che non sanno vincere, uomini che sanno tutto e uomini che non sanno niente.
    Uomini che costruiscono e uomini che distruggono, uomini che giudicano e uomini che vengono giudicati.
    Uomini che amano e uomini che odiano, uomini che sono soddisfatti di sé e uomini che se stessi è il loro peggior nemico.
    Uomini che sono uomini e si sentono donne, uomini che sono donne e si sentono uomini, uomini che fabbricano speranze e uomini che distruggono quelle speranze.
    La nostra vita è fatta di uomini nati nella terra e uomini nati nell’oro, uomini che sono uguali e uomini che sono diversi, uomini che sono cittadini e uomini che sono stranieri, uomini che sono puliti e uomini che sono sporchi.
    Uomini che vogliono cambiare le cose e uomini che le cose le vogliono sempre uguali. Uomini che non sanno pregare e uomini che hanno dovuto imparare a farlo. Uomini che non riescono a ricordare e uomini che non riescono a dimenticare.
    Uomini. Semplicemente uomini. Patetici. Meravigliosi.

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  3. Nel nome dei figli
    Un libro che affronta trasversalmente tutte le tematiche connesse alla crisi della famiglia facendole conoscere e analizzandole, con intenti sia divulgativi che formativi rivolto a un pubblico di fruitori ampio e molto differenziato grazie alla sua struttura che permette vari gradi di lettura, a seconda delle competenze del lettore. Un punto di vista di un autore che pur coinvolto personalmente conduce la narrazione con approccio scientifico e un lucido rigore etico.

    Un consiglio di lettura per introdursi al mondo della famiglia separata per capire, aiutarsi ed aiutare.

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