FAVOLE


 

Angelica Home and Country - Quadro orso

Quante fiabe ci sono state raccontate nella nostra infanzia… Con mia nonna facevamo sempre il gioco del finale diverso…

Lei iniziava la fiaba e io dovevo continuarla cambiando situazioni, ruoli e soprattutto il finale.

E’ stato divertente scoprire da adulta questa bellissima filastrocca di Gianni Rodari, da leggere ai nostri bambini per insegnar loro che le cose si devono sempre analizzare da più punti di vista!

C’era una volta
un povero lupacchiotto,
che portava alla nonna
la cena in un fagotto.
E in mezzo al bosco
dov’è più fosco
incappò nel terribile
Cappuccetto Rosso,
armato di trombone
come il brigante Gasparone…
Quel che successe poi,
indovinatelo voi.

Qualche volta le favole succedono all’incontrario e allora è un disastro: Biancaneve bastona sulla testa i nani della foresta, la Bella Addormentata non si addormenta, il Principe sposa una brutta sorellastra, la matrigna tutta contenta, e la povera Cenerentola resta zitella e fa la guardia alla pentola.

♡Buona notte ai nostri bambini!♡  –

C’era  una volta * Blog delle favole*

“Quando l’uomo smette di sognare, si ammala!”
Leggere le fiabe ai bambini…

La lettura è un atto del sentimento, un gesto di creazione, una zona ove esercitare la propria libertà:e la base dell’educazione civile

Grazie ai maghi, alle fate e alle principesse, si può imparare a riaccendere la fantasia e la creatività.
A riaprire il nostro cuore.

La verità è che, da GRANDI, non riusciamo piu ad esprimere le nostre gioie, le nostre paure.


Le fiabe, che arrivano direttamente alla coscienza attraverso dei simboli, ci aiutano anche ad affrontare i nostri problemi.
Infatti le fiabe della tradizione trasmettono un insegnamento millenario presente in tutte le culture: un metodo semplice ed efficace per trasformare l’atteggiamento nei confronti della vita e favorirci, quando qualcosa ci sembra impossibile. Le fiabe sono un potente mezzo sia per affrontare situazioni che sembrano non avere sbocchi, sia come strumento per riscoprire la propria creatività, fantasia ed i propri talenti. Sorprendenti, come le stesse fiabe, sono i risultati nelle terapia individuali.

Il RESPIRO in psicologia.

Assieme alle fiabe anche il respiro ha un ruolo di prima piano nella espansione della potenzialità dell’uomo: costituisce un valido strumento in campo psicologico e permette di affrontare naturalmente ed efficacemente grandi e piccole difficoltà moderne, come ansia, attacchi di panico, depressione, alti e bassi emozionali difficili, stress, stanchezza mentale, difficoltà di memoria e concentrazione, per arrivare all’essenza e permetterle di manifestarsi in tutto il suo splendore nella vita di ogni giorno.
“A chi nel cuore è ancora un bambino a tutti i piccoli d’ogni età grazie perchè è bellissimo essere sempre bambini”

Le favole servono a stimolare la fantasia dei bambini, la quale sfocia in due strada. I sogni e la arte.
Lasciare che il bambino sfoghi la propria fantasia solo nei sogni, non l’aiuta a crescere.
Sarebbe bene incanalare la fantasia del bambino sul’unica stra da che li porti ad esprimerele esperienze interiori in modo sano e formativo.
L’arte rimane l’espressione piu alta di ciò che ogni individuo riesce a comunicare del proprio mondo interiore.
E cosi la musica, la pittura, la recitazione, la danza e tutto ciò che è arte, porta la persona a rendersilibera di esprimersi il modo di recepire il mondo esterno.

 

Dormi dormi, cuor di mamma,
fai la ninna fai la nanna!

Dormi, chiudi i lumi santi,
quelle stelle fiammeggianti.

Dormi, cuore della mamma,
fai la ninna, fai la nanna.

Vedi viene dall’Oriente
un corteo tutto splendente:
due re bianchi ed un re moro
e con doni tutti d’oro.

Bacia, bacia la tua mamma,
non più ninna, non più nanna.

fonte

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2 commenti su “FAVOLE

  1. Filastrocca del mese di Giugno di Gianni Rodari, che recitavo volentieri con le mie bambine e che vorrei ricondividere con tutti voi.

    Filastrocca del mese di Giugno:

    Filastrocca del mese di Giugno,
    il contadino ha la falce in pugno:
    mentre falcia l’erba e il grano
    un temporale spia lontano.
    Gli scolaretti sui banchi di scuola
    hanno perso la parola:
    apre il maestro le pagelle
    e scrive i voti nelle caselle…
    “Signor maestro, per cortesia,
    non scriva quel quattro sulla mia:
    Quel cinque, poi, non ce lo metta
    sennò ci perdo la bicicletta:
    se non mi boccia, glielo prometto,
    le lascio fare qualche giretto.”

    di Gianni Rodari

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