L’insegnante

“Se per correggere hai bisogno di umiliare, allora non sai insegnare”…

➡️ Un anziano incontra un giovane che gli chiede:
– Si ricorda di me? E il vecchio gli dice di no.
Allora il giovane gli dice che è stato il suo studente. E il professore gli chiede:
– Ah sì? E che lavoro fai adesso?
Il giovane risponde:
Beh, faccio l’insegnante.
– Oh, che bello come me? gli ha detto il vecchio
– Beh, sì. In realtà, sono diventato un insegnante perché mi hai ispirato ad essere come te.
L’anziano, curioso, chiede al giovane di raccontargli come mai. E il giovane gli racconta questa storia:
– Un giorno, un mio amico, anch’egli studente, è arrivato a scuola con un bellissimo orologio, nuovo e io l’ho rubato. Poco dopo, il mio amico ha notato il furto e subito si è lamentato con il nostro insegnante, che era lei. Allora, lei ha detto alla classe:
– L’orologio del vostro compagno è stato rubato durante la lezione di oggi. Chi l’ha rubato, per favore, lo restituisca.
Ma io non l’ho restituito perché non volevo farlo.
Poi lei hai chiuso la porta e ci ha detto a tutti di alzarci in piedi perché avrebbe controllato le nostre tasche una per una. Ma, prima, ci ha detto di chiudere gli occhi. Così abbiamo fatto e lei ha cercato tasca per tasca e, quando è arrivato da me, ha trovato l’orologio e l’ha preso.
Hai continuato a cercare nelle tasche di tutti e, quando ha finito, ha detto:
-Aprite gli occhi. Ho trovato l’orologio. Non mi ha mai detto niente e non ha mai menzionato l’episodio. Non ha mai fatto il nome di chi era stato quello che aveva rubato. Quel giorno, lei ha salvato la mia dignità per sempre. È stato il giorno più vergognoso della mia vita. Non mi hai mai detto nulla e, anche se non mi ha mai sgridato né mi ha mai chiamato per darmi una lezione morale, ho ricevuto il messaggio chiaramente. E grazie a lei ho capito che questo è quello che deve fare un vero educatore. Si ricorda di questo episodio, professore?

➡️ E il professore rispose:
-Io ricordo la situazione, l’orologio rubato, di aver cercato nelle tasche di tutti ma non ti ricordavo, perché anche io ho chiuso gli occhi mentre cercavo.


Questo è l’essenza della decenza. Se per correggere hai bisogno di umiliare, allora non sai insegnare.

#PALLEDINATALE (SMILE! IT’S CHRISTMAS DAY)

PALLE DI NATALE (SMILE! IT’S CHRISTMAS DAY)

…. è la canzone di Natale realizzata dagli adolescenti de “Il Progetto Giovani” (sito: http://www.ilprogettogiovani.it,
Il progetto giovani dell’istituto tumori pediatrici di Milano è davvero fantastico, hanno fatto canzoni davvero belle questi ragazzi, meritano l’appoggio e la solidarietà di tutti!


https://youtu.be/hFNXCuPCbLA

“Tutt s’accong.”

Buon giorno,
con una bella riflessione..

Sono andata da nonna, le ho chiesto di cucirmi il bottone della camicia.
Mi ha guardata, e teneramente mi ha detto : “picciré vieni qua, ti devi imparare a fare tutto. Altrimenti che fai quando io non ci sto più? Butti le cose perché non sai aggiustarle?
Tutt s’accong. Ricordatelo sempre. “

La guardavo. Con il suo ditale, la sua immancabile scatola di legno che ha da quando sono nata, piena di cose per cucire e “accongiare”.
Mi ha commossa. Perché lei viene da una generazione che cuciva i buchi ai calzini invece di buttarli. Quella generazione in cui si cambiava l’elastico alle mutande e dagli avanzi di un tessuto per lenzuola, si creavano camicette fresche, per i più piccoli. Perché nulla si buttava, nulla veniva sprecato.
Mentre la guardavo, fissavo la fede, che non ha mai tolto nemmeno dopo la scomparsa di nonno, anzi indossa anche la sua come ciondolo.
E ho pensato a tutte le volte che ha “accongianto” invece di buttare. A tutte le volte che ha ricucito e rammendato, in 50 anni di matrimonio.

Ha ragione lei, con il suo ditale e le sue fedi. Ha ragione la sua generazione che dava valore alle cose e alle persone.

Andiamo dalle nostre nonne e facciamoci insegnare a ricucire i rapporti, a rammendare il cuore e a ricamare nuovamente il valore della vita.

“Tutt s’accong.” Non lo dimentichiamo.

L'immagine può contenere: una o più persone

#Promemoria da stampare

Parlati bene
Quando parli con te stessa, parlati bene.
Non sminuirti, non ti offendere, non darti appellativi poco carini.
La tua mente memorizza tutto, sottolinea, ricorda; specie quando credi di essere sovrappensiero.
Trattati bene.
Trattati come se potessi vederti dall’esterno.
Sii comprensiva coi tuoi errori.
Sii buona coi tuoi inciampi.
Sii gentile coi tuoi difetti.
Sei tu la prima persona da amare.
Sei tu la più importante storia d’amore.
Parte tutto da te.
Parte tutto dal tuo decidere come darti al mondo senza scordarti di te stessa.
Non ti sottovalutare e allontanati da chi lo fa.
Non mancarti di rispetto e non permettere a nessuno di farlo. Tieniti tutti i bronci che desideri per il tempo che servono ma fai il possibile per trasformarli in sorrisi.
Per te.


#pensieri la notte … #insonnia continua

Un caro saluto con affetto ai amici e il nuovi arrivati. Grazie di cuore per la vostra presenza per me preziosa, Vi auguro una serena fine settimana ELisa

#pensieri la notte … #insonnia

Da qualche parte scrissi che non è una ruga in più a farmi impazzire ma è la mancanza di passione che mi fa invecchiare. Cerco rifugio nella memoria che non cessa mai di pulsare. Come le stelle, aleatorie lucciole che non sono mai riuscito ad interpretare, maledetta, meravigliosa, memoria. Stanotte alzerò ancora gli occhi al cielo, parlerò alla luna per poi addormentarmi, stanco, rubando l’ultimo sogno alla fantasia.

Buon ffine agosto anime belle 🤗

#14agosto2018

Scrivere è quello strano paradosso per cui più sono belle le parole e più grande è il dolore che c’è dietro

Un amore non termina mai del tutto, ma si trasferisce dal cuore alla testa… E diventa ricordo.

PONTE MORANDI 14 AGOSTO 2018