NATALE


Natale 2014     Natale 2014    Natale 2014

Ed è venuto il momento di parlare di me, del mio tempo di Natale.
E già mi manca il fiato perchè il mio Natale come tutti i Natali di tutti gli uomini è un misto di dolcezza e di malinconia e anche di rimpianto per chi non potrò mai più avere accanto.
Le luci di Natale, le musiche, i profumi tutto contribuisce a creare un’atmosfera che sa di magia e di ricordi e si sa i ricordi, anche i più felici, hanno sempre intorno a loro una leggera nebbia che ha il sapore di una tristezza molto dolce e stemperata.
Credo che sia proprio questo che mi fa amare così tanto questo periodo dell’anno con le sue feste così intime, le sue giornate corte, le tazze di tè fortemente speziato, il piacere di restare in casa a godersi la propria famiglia e a crogiolarsi nei ricordi che sì, qualche lacrima ogni anno la strappano ma in modo molto , molto dolce.
Credo che ogni famiglia abbia le proprie personalissime tradizioni, certamente per la mia famiglia Natale ha sempre rappresentato un momento importante sotto tanti punti di vista.
E allora raccontiamoceli questi Natali!
Quando ero piccola tutto era un mistero, bisognava comportarsi bene, almeno l’ultimo mese, ma in realtà noi eravamo sempre dei bravi bambini.
Eravamo anche bambini fortunati, avevamo regali, e sopratutto una mamma che era capace a creare la vera atmosfera del Natale.
L’8 dicembre come in tutte le famiglie si faceva l’albero, sempre in sala da pranzo e uno anche sul balcone poi la mamma decorava le finestre e le porte di casa e si appendeva il calendario dell’Avvento.
Dei profumi che giorni prima del Natale si spandevano per casa, degli arrosti e dei dolci di miele, opera di mia mamma e la mia nonna.
Man mano che i giorni passavano tutto lo spazio sotto l’albero si riempiva di pacchi e pacchettini …
I nostri regali facevano la loro comparsa solo la notte del 24 dopo che noi eravamo andati a dormire.
Adesso me li immagino la mia mamma che nel corso della notte facevano tutto questo spostamento di pacchetti.
Poi chiudevano a chiave la sala da pranzo e al mattino, venivano svegliati all’alba dalla nostra impazienza ma la porta della sala da pranzo era sempre chiusa a chiave, si apriva solo dopo che eravamo vestiti, avevamo fatto colazione, ed erano arrivate i nonni, a quel punto la porta si apriva, ed era il paradiso per grandi e piccoli.
Poi il candore della tovaglia ricamata e con il pizzo,
che adesso uso io
… il pranzo, tutti eleganti con i vestitini nuovi.

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