307 – Niente è più importante

“A volta basta guardare il mondo da un’altra prospettiva per
riassaporare il senso della vita”

C’è un uomo seduto sui muretto del Lungotevere non lontano dall’Isola Tiberina,
un uomo di forse cinquant’anni, dal volto intenso e pensoso, ma sereno.
Guarda lontano e lascia ciondolare le gambe, un po’ come fanno i ragazzini.
Accanto a lui un carrello; simile a quelli che vengono usati per fare la spesa.

Nei miei vagabondaggi quotidiani mi sono trovato a pochi passi da lui e d’istinto l’ho salutato.
Mi ha risposto con voce limpida e ferma.

Poco distante ci sono alcuni cartoni sui quali c’è un sacco a pelo ancora schiuso, dove evidentemente l’uomo ha trascorso la notte.
«Non fa freddo». Mormora imbarazzato.
«Da alcune ore è venuta la primavera».

Me lo dice quasi fosse merito mio e me ne volesse ringraziare.

Mi colpisce la serenità, straordinaria di questo essere umano che sembra non corrispondere in nulla al suo aspetto e alla sua condizione.

Così il nostro dialogo si avvia e mi consente di scoprire che l’uomo di fronte a me è un docente universitario, cattedratico di lettere e filosofia, che già da un paio di anni vive in quest’insenatura del Tevere.

Da quando si è congedato dall’università ha delegato la moglie a ritirare la pensione e se n’è andato di casa.
«Voglio vivere in pieno il tempo della vita».

Anche Tolstoj a novantadue anni è fuggito di casa e quando l’hanno ritrovato in una stazioncina della grande Russia pare abbia mormorato:
«Che peccato; finalmente ce l’avevo fatta».

Mi spiega che non poteva continuare a mentire a se stesso, che il sistema universitario era una vera e propria truffa ai danni di una qualsiasi vera cultura, e che solo ora, finalmente, essendo in uno stato di libertà, incomincia ad afferrare il senso della vita.

D’istinto, mentre ascolto la sua voce serena e chiara, formulo mentalmente l’ipotesi che quest’uomo sia vittima di una depressione.

Il professore mi guarda e sorride: «Stai pensando che sono pazzo?»

«Beh, devo confrontarmi con questa tua strana condizione: un professore d’Università che preferisce fare la vita del barbone, chiedendo l’elemosina».
«Guarda che non chiedo l’elemosina e tanto meno la voglio.

Mi sono tolto di dosso le bollette, le tasse, i telegiornali, le finte amicizie, un mondo culturale mediocre e privo di reale verità.
Vivo fuori dalla logica del denaro.
Sapessi che emozione la libertà!
Mangio alla Caritas e alla mensa comunale e per il resto mi godo l’immensità del tempo.
Ho vissuto di più in questi due anni che in tutto il resto della mia vita»

«E la cultura?»
«Solo ora posso esercitarla, nelle lunghe ore di riflessione e da questo osservatorio vedo finalmente il mondo e le sue vere sciagure»

«Tu avevi una posizione di privilegio che ti ha permesso di scegliere, ma tutti quelli che sono all’indigenza, pensionati costretti a frugare tra i rifiuti dei mercati, oltre i confini della dignità?»

Fa un gesto con la mano a indicare i pochi metri quadri che lo ospitano.
«Eppure qui ho scoperto il vero e unico scopo della vita stessa e conseguentemente il tempo per viverla. Niente è più importante»

Poi mi consegna un foglietto di carta che qui trascrivo.

«Se è vero, come dite, che il mondo è dolore e sofferenza, cosa sono i fiori di tiglio e i nidi d’ape? E le foglie, che rivelano il vento, e questo mio essere contento, solo di poter vivere e vedere?»

Buona serata/notte serena mondo di amici. con un pensiero;  voi cosa pensate?

” – e possibile essere felici abbandonando la vita misera e ipocrita, che la società ci impone? – o a volte dimentichiamo della nostra fortuna che ci è stata donata e non la sappiamo appezzare?”

C’era una volta un’anima
Era Libera
Tutto era Bellezza
Felicità e Pace

SOGNI DOLCI … ♪♪


E LA MIA ORA QUESTA
E l’ora che lascia alla spalle il giorno passato
e va … verso quello nuovo…
E l’ora in cui si apre la porta dei sogni
e si chiude quella della realtà.
E una notte fredda d’autunno
fuori tira vento e si vedono poche stelle.
Le nuvole si muovono veloci verso la montagna
quasi avessero furia di andare a riposare …
Io, lo seguo …

SOGNI DOLCI …

e una luminosa buona giornata amici ♡ ELisa

♪Chopin Nocturne Op.9 No.2 (Arthur Rubinstein)♪ 

Amo …

Amo

Amo il Vento che lieve
mi scivola sul viso e tra i capelli
e quando sono triste, gentile,
spazza via la mia malinconia.

Amo le Nuvole
che incantano i miei occhi
e quando ho un pò di nostalgia nel cuore
mi ricoprono di attenzioni
e avvolgono i miei dolori.

Amo il Sole
che, con le sue mani calde,
tiene vivi sentimenti più belli dentro me
rinnovandoli di una luce più splendente.

Amo la Luna
che culla il mio animo romantico
con la sua bianca e lieve luce
e tutte le volte che il mio sguardo
la incrocia
le confido i miei segreti e desideri,
con la speranza che possa custodirli
e un giorno reallizzali.

Copyright© poesilandia

Io sono il vento l’onda il fragore del mare …

Foto: Io sono il vento<br />
l'onda<br />
il fragore del mare ...

La mia casa

DONNA-luna

La mia casa tra stelle e cielo
… una lunga scala… si deve salire in alto… sino alla fine… c’è un abbaino lassù… dove sembra si tocchi il cielo con un dito…
Un abbaino particolare… tra stelle e cielo… dove ti accolgono sempre una luce accesa… dalla vecchia lampada poggiata sullo scrittoio in un angolo…
Fogli bianchi aspettano che tu scriva, con la penna poggiata di fianco…
La poltroncina è comoda, fatta apposta per pensare… per leggere o rileggere… le stelle curiose ti stanno a guardare…
La luna aiuta la lampada a rischiararti la notte… le note languide di un sassofono in sottofondo…
Ecco il posto ideale per me, dei comodi divani, due poltrone accanto…
L’odore della città sale fin quassù, sente il miagolare dei gatti, il dolce mormorio del vento che solleva la tenda, l’aria entra e ti porta il sapore del mare non lontano…
E’ un mondo fatato, dove regna la serenità… di un lavoro svolto, di una giornata terminata, dove puoi dedicarti a te stessa… solo a te…
Dove gli amici sono ben accetti… a portare le loro testimonianze, a parlare d’emozioni, sensazioni… di aprire il loro cuore, di scrivere, di leggere.
Sono saliti le scale per arrivare sin qui. Le lunghe scale della conoscenza… si salgono molto lentamente.
E lentamente si acquisisce la consapevolezza dell’amicizia, seppur virtuale.
E nel mio abbaino si parla, si parla per ore… si ascolta… si racconta…
Resto qui, ad ascoltare… le voci… il vento… e quest’abbaino pieno di polvere dei tempi… e tu… ascolta… la polvere racconta… tu ascolta …la polvere…

 con sorriso,  ♫Lisa