Dal mondo dei sogni, …

Le ragioni per cui leggere prima di dormire: dal mondo dei sogni, al sentirsi meno soli… Il libro (tra l’altro) è l’antidoto a ogni lunedì lavorativo…


Premessa d’obbligo: leggere un libro è sempre cosa buona e giusta, ci teniamo a sottolinearlo, ma oggi ci occupiamo del motivo per cui leggere un libro prima di dormire può risultare un’azione positiva per mente e corpo.

Va anche premesso che la lettura a letto è una cosa privata, quindi i motivi possono variare da soggetto a soggetto, però vogliamo offrirvene 5 che possono essere i principali:

1) Concilia il sonno: ebbene si!, perdersi nei meandri di una trama, immedesimarsi con un personaggio, leggere e rileggere attentamente lunghe e dettagliate descrizioni, può conciliare il sonno. Questo non vuol dire che il libro è brutto, anzi, vuole solo dire che si è scelto di addormentarsi nel modo migliore.

2) Stimola l’attività onirica: la fase successiva a quella del sonno conciliato dalla lettura, è quella dei sogni; un fantasy o una storia d’amore possono farci sognare mondi in cui siamo eroi o coroniamo storie sentimentali appunto “da sogno”, un thriller o un horror, al contrario, ci possono suscitare incubi, attenzione alla lettura che si sceglie!

3) Aiuta a rilassarsi dopo le fatiche quotidiane: lunedì mattina terribile o giornata faticosa? Sciopero dei mezzi? Pioggia senza ombrello? Un buon libro di sera, a letto, sotto le coperte, può aiutare a dimenticare e a rilassarvi. Dopo una giornata difficile, sapere di tornare a casa, aprire la pagina dove si è lasciato il segnalibro e riprendere la lettura, può essere di conforto. Il libro è l’antidoto a ogni lunedì lavorativo!

4) Sconfigge la solitudine: si ha paura del buio a ogni età, si sentono rumori sospetti ogni volta che si sta a casa da soli. Leggere un libro prima di dormire fa sentire più sicuri di sé, protetti, al sicuro nel proprio mondo di pagine, come se si dormisse sotto una bolla di vetro infrangibile. Il libro è una guardia del corpo!

5) Un libro non è mai una buonanotte banale: l’ultimo motivo, il famoso “last but not least”, è riassuntivo dei primi quattro, ma al tempo stesso unico nel suo genere. La buonanotte di un libro può essere diversa tutti i giorni: può cambiare personaggi, trama, lingua; può essere dolce, crudele, fantastica, giocosa, timorosa, sarcastica. La buonanotte di un libro è contemporaneamente diversa ogni volta, ma confortevole al tempo stesso.

Il libro è la buonanotte più sicura e varia che c’è.

E voi, leggete prima di dormire?

289 – CADE LA NEVE

CADE LA NEVE

Sui campi e sulle strade;
silenziosa e lieve,
volteggiando la neve cade.
Danza la falda bianca
nell’ampio ciel scherzosa
poi sul terren si posa stanca.
In mille immote forme
sui tetti e sui camini,
sui cippi e sui giardini
dorme.
Tutto d’intorno è pace;
chiuso in oblio profondo
indifferente il mondo tace.

Ada Negri

Ada Negri  Lodi, 3 febbraio 1870Milano, 11 gennaio1945  è stata una poetessa e scrittrice italiana. È ricordata inoltre per essere stata la prima e unica donna ad essere ammessa all’Accademia d’Italia.

Cari amici, con questi versi vi auguro un sereno inizio settimana, Elisa

Cosa vuoi conservare?

“Cosa vuoi conservare?”
Che giornata oggi! Oggi e bello fuori! Come vorrei …
E invece tosse, febbre, freddo … non è giusto!
Non con una giornata così bella!
E poi, quella paura latente che possa trattarsi dell’influenza alla moda, che magari  puoi finire all’ospedale per polmonite…uff…
Accendo con un pò di fatica il pc, anche lui non sta bene, è in attesa del suo specialista  o del suo becchino.
L’altra sera era ko, nessun segno di vita e, parlando con gli esperti informatici di casa, dopo un dettagliato esame, la risposta fu da semi-infarto: “E’ partito l’hard disk o parte di esso è danneggiato.
Hai copia di tutto, vero?”
“No, ho copia nello stesso pc”. (Intelligente, io…)
“Bene,… proviamo a salvare qualcosa: incrocia le dita perchè non è detto che vada a buon fine”
Con l’applicazione di un programma alternativo a windows, cominciamo a copiare qualche cartella. E’ pomeriggio, non ho a casa sufficienti cd, dvd o chiavette per contenere oltre 10 anni o di piu?
“Devi scegliere cosa salvare: ad un nuovo avvio potresti trovare il pc vuoto di tutto. A cosa tieni di più?”
“A tutto, anche alla poesia copiata dal web o alla foto o alla ricetta di cucina o alla mail “ciao come stai”.
“A tutto.”
Capisco, però, la situazione e indico tre sole cartelle: documenti, pensieri, foto.
Impieghiamo tutta la sera nei tentativi di copiatura e alla fine le tre cartelle sono in un dvd, leggibili nel pc di mia figlia, [eh si, la sua pc e nuova e funziona da dio]
L’indomani riprovo ad accendere il pc e…windows riparte!
Così, come nulla fosse, solo più lento e con impossibilità di accedere a qualche programma.
So che potrebbe spegnersi da un momento all’altro e non riavviarsi più.
Riesamino, così, ogni singola cartella, ogni file e mi accorgo che dentro questa macchina sono davvero poche le cose a cui tengo davvero e che non possono essere rifatte.
Pur col tempo e con fatica, tutto è rifattibile ( articoli, immagini, pps, indirizzi mail,musica, video, schede di lavoro, persino progetti.  Tutto.
L’unica cosa che non puoi rifare è la cartella FOTO.
Ecco, le foto… foto di famiglia, di lavoro, di viaggi, di feste, di amicizia…sono le uniche  cose che davvero mi sarebbe dispiaciuto perdere perchè in quelle foto c’è la mia vita.
E sono salve!
Così nel nuovo cd copio un paio di poesie che nel web non posso trovare e, poichè mi era stato detto che avrei perso anche il blog per non so quale incompatibilità, copio i post che ho scritto qui e che parlano della mia vita.[non si sa mai ]
Ci riempiamo di futilità e di accessori, ma ciò che veramente conta, alla fine lo ritrovi sulle punte delle dita di una mano.
nella speranza…
[forse e arrivata l’ora di scrivere a Babbo Natale?]
vi auguro la dolce notte, Lisa

Un pensiero al giorno :-) … Amare

 

Aspetto con fiducia che ritorni il sole
ad illuminare con tenerezza i tuoi semplici occhi
spenti ormai dalle difficoltà della vita
e dal sopravvento che i vecchi ricordi
da tempo feriscono con crudeltà la tua anima
che prima era la protagonista di quella splendida favola.
Ancora attendo quel sole
e nutro per te una sincera speranza
perchè la vita ti da sempre possibilità di rimediare
finchè non avrai lottato abbastanza.
Inizia oggi un nuovo giorno
e luce pura si riflette sulle tue guance
deformate da un sorriso che mancava
al mondo ed alle sue formali apparenze
che fanno in modo che tutti debbano sempre essere felici
non lasciandoci neanche un attimo per pensare
che il dolore è la spinta che da al cuore
l’energia necessaria per iniziare di nuovo ad amare.
Un Pensiero al giorno ©Elisa
Bellissimo sole che nasce, calda e dolce carezza….
Un BENVENUTO di cuore ai nuovi Amici … e
un abbraccio forte a chi già alberga nella mia anima ♥ ♥ ♥
Lisa

La Quercia …

 

Mi piace molto fantasticare …
Ho un mio piccolo rifuggio sotto una pianta di Quercia,
dove molto tempo fa ho riposto una grossa pietra, e li seduto faccio volare le mie fantasie.

 

Una mattina di primavera li seduto sentivo il profumo della terra e dei tanti fiori che mi circondavano, mi sentivo in paradiso il cinquettio degli uccelli e qualche farfalla che volava da fiore in fiore, ho chiuso gli occhi e ho visto un mondo multicolore.

Mi chiedo come potremmo vivere senza fantasia, senza poesia, senza musica?

Cosa sarebbe il mondo se l’uomo non vi trovasse ancora, nonostante tutto, quell’incanto che a volte glielo fa apparire come un regno sconosciuto e brulicante di misteriose e sorridenti forme di vita?

Per me non sono affatto sogni di chi non ama vivere nel mondo reale, ma sorrisi in più per vivere ancora più intensamente.

UNA serena fine settimana Amici ♡ Lisa

– e il poeta come scienziato –

La Poesia come distillato omeopatico
– e il poeta come scienziato –

Oggi sono veramente pochi, troppo pochi, i lettori che si curano l’anima, leggendo poesia.
La politica e la televisione, con la loro invasiva veemenza, hanno scacciato il “genius loci” dalla città, e anche dai nostri cuori inariditi.
La luna è diventato solo un faro bianco.
“La poesia, un tempo genere letterario florido, non ha quasi piu’ mercato,
e il poeta viene visto dalla società come imbecille che non fa soldi e ozia improduttivo cincischiando frasi sconesse.
Gli stessi poeti oggi quasi si vergognano di definirsi tali.
Ma anche in tempi di maggior rispetto per queste genere,
lo stesso Giacomo Leopardi che a Napoli si ingozzava di gelati e poi si lamentava per l’imbarazzo di stomaco, constatava con umor nero:
 /In questo naufragio continuo e comune non meno degli scritti nobili che plebei,/ soli soprannuotano i libri antichi/
Basta aspettare, cioè, e se l’antico è di qualità, qualcosa di buono si salva.

“I poeti sono innanzitutto maghi che sanno aprire porte segrete.
Sperimento, da veri scienziati della parola ( e del sentimento), prima di tutto su se stessi, il potere curativo di un verso, in grado di riconciliare il lettore con la vita.”
(quello che successo a me) dal libro : Libroterapia di -Miro Silvera – ”

Bene ha colto il lato segreto del fare poesia  Jorge Luis Borges,
   “la invidioso Guillermo Cabrera Infante lo aveva soprannominato l’Omero dei poveri!”
che aveva definito un volume di versi niente altro che una successione di esercizi magici.

Umberto Saba, il poeta che a Trieste aveva addirittura scelto di vivere nella sua libreria, cibandosi quotidianamente di parole e di poco altro, nel suo Canzoniere aveva scritto che /anche i versi somigliano alle bolle di sapone: una sale e un’altra no/

William Blake era in contatto con spiriti che gli dettavano versi profondi e oscuri, disegni di un mondo di anime elette. E lui li trasmetteva ai suoi lettori, aprendo cosi il sipario su un mondo nuovo.

Lo stessa ha fatto Lord Byron, vagando di porto in porto con l’avventura nel cuore, tramutando la sua stessa vita in un lungo canto poetico, innalzando il poeta a invidiabile figura romantica. E chissà quanti lettori ha curato con i suoi slanci amorosi!

Robert Browing ha incarnato invece il poeta già borghesemente vittoriano, sistemando sentimenti e strorie in un salotto accogliente e bene imbottito,
mentre la pallida Emily Dickinson, reclusa come preziosa propoli cura chi vi si immerge.

“Al poeta il corpo va stretto”
dichiarava Marina Cvetaeva negli anni Venti del Novecento, e aveva ragione.
Egli è soppratutto anima. Il corpo è un ingombro.

Ma se lo si ammaestra bene, è in grado di far risuonara a lungo una musica di pace le creature, sanando ogni conflitto nato dalla brutalità.

“Poesia è l’impossibile / fatto possibile. Arpa/ che invece di corde / ha cuori e fiamme. / “
E’ Federico Garcia Lorca che lo afferma.

I libriccini di versi contengono dunque formule segrete, a dispetto della capricciosa Alice, che protestava: “Che me ne faccio di un libro senza figure e senza filastrocche?
Ma lei doveva crescere ancora un poco.

Quasi di nascosto i poeti, scienziati sublimi e con cosi pochi riconoscimenti, continuano ancora oggi a scambiarsi pensieri di guarigione, dialogando con uomini e donne di altri secoli, trasformando, nel loro laboratorio di alambicchi, ogni tragedia personale in un balsamo a cura delle ferite riportate.

A ragione Karen Blixen, scrittrice e pittrice danese, aveva annotato che / “le perle sono come le favole dei poeti: un malanno trasformato in bellezza” /

Ecco, è questo il vero compito della poesia: trasformare della poesia:
trasformare il malanno personale in bellezza,
poche gocce, poche righe, e una terapia adatta a ogni      sensibile lettore, prende a vibrare, curando.

Pace notturna
Dal freddo raggio della luna
Il silenzio della pace notturna
Che tramanda ecchi di gemiti
Per l’aria immota

L’insaziabile pschiche
Riposa
Volta ad un felice
Domani

14/11/09
Copyright © Poesilandia

Strano Mondo

 

Strano Mondo

E’ uno strano mondo questo
dove tutto sembra aver un senso
ma non lo possiede
par proprio di scorrere lungo
un fiume senza fine,
lasciandosi trasportare
da una corrente che
non accenna a diminuire
il suo impeto,
portandoci lontano.
Conosciamo luoghi
e persone,
e con lo scorrere della corrente,
li lasciamo andare
proseguendo nel nostro
incessante viaggio.
Un pò di tirstezza c’attornia,
ma cerchiamo
sempre una più
grande felicità,
verso il domani…

”La sofferenza è sempre gratuita, mentre la felicità è diventata un utopia irraggiungibile…”

ELFIGNOMI

28/11/09

Immagine

DEDICATO ai miei Amici …

 

DEDICATO ai miei Amici …

Betulla per onorare la terra,
Quercia per salutare il cielo,
Sorbo selvatico per la magia,
Biancospino per la Regina delle fate,
Nocciolo per la saggezza ,
Melo per l’amore,
Vite per la gioia e per allontanare il dolore.

La Betulla ti offrirà protezione e ti purificherà
La Quercia ti porterà fortuna e ti difenderà dai mali
Il Sorbo Selvatico darà potere al tuo agire
Il Biancospino elargirà felicità alla tua vita
Il Nocciolo cullerà i tuoi sonni proteggendoti da ogni negatività
Il Melo susciterà l’amore
La Vite amplierà la tua coscienza e renderà più penetrante il tuo sguardo”.

Morta Alda Merini

ANSA, Ultimo aggiornamento: 01/11/2009

Morta Alda Merini, la poetessa dalla doppia anima
Aveva 78 anni, e’ deceduta all’ospedale San Paolo di Milan

 
di Elisabetta Stefanelli – ROMA –

“Sono una piccola ape furibonda. Mi piace cambiare di colore. Mi piace di cambiare di misura”. Sono queste le parole che Alda Merini, la grande poetessa scomparsa a Milano, aveva scelto per la hompage del suo sito ufficiale, accanto ad una immagine molto intensa, in bianco e nero, con l’immancabile sigaretta in mano e la altrettanto inseparabile collana di perle al collo. Del resto, in questo mettere insieme regole borghesi e trasgressione era l’anima della sua opera dolorosa, segnata dall’esperienza della follia e del disagio fisico ed economico, in un ventennale entrare e uscire da ospedali psichiatrici tra gli anni Sessanta e Settanta.

GRANDISSIMO DOLORE PER LA MORTE DELLA POETESSA A CUI IL FOTOGRAFO GIULIANO GRITTINI ERA MOLTO AFFEZIONATO DA UN GRANDE RAPPORTO DI AMICIZIA.

La poetessa Alda Merini, 78 anni, è morta oggi pomeriggio alle 17.30 all’ospedale San Paolo di Milano, nel reparto di oncologia, nosocomio che – si legge nella nota ufficiale della struttura sanitaria – «da anni l’ha avuta in cura e a cui ha dedicato profonde riflessioni poetiche oltre a una scultura di forte richiamo a un periodo travagliato della sua vita. Il suo atteggiamento e la sua sensibilità hanno lasciato un profondo ricordo negli operatori sanitari del reparto di cura di Oncologia e cure palliative al quale si è rivolta nella consapevolezza di un supporto al disagio fisico e psicologico che la malattia le ha riservato nell’ultimo periodo della sua esistenza». Era considerata una delle principali poetesse del Novecento. Nel 1996 era stata proposta per il Premio Nobel per la Letteratura dall’Academie Française.

“Sono molto irrequieta quando mi legano allo spazio”, scriveva in una componimento intitolato Poesia e la sua instabilita’ si traduceva in versi ad altissima intensita’ emotiva, spesso erotica, sin a partire dai primi componimenti, semplici, lineari, di pochi versi. Era nata a Milano nel marzo del 1931, ed aveva iniziato a comporre le prime liriche giovanissima, ad appena 16 anni quando subito incontro il favore dei suoi illustri lettori. Il suo primo incontro con il mondo letterario avvenne quando Silvana Rovelli, cugina di Ada Negri, sottopose alcune delle sue poesie ad Angelo Romano’ che, a sua volta, le fece leggere a Giacinto Spagnoletti, considerato lo scopritore della poetessa.

La prima raccolta di poesie di Alda Merini: ‘La presenza di Orfeo’, pubblicata nel 1953, ebbe subito un grande successo di critica ed allora lei aveva gia’ incontrato Giorgio Manganelli, al quale fu legata fino alla fine da una forte amicizia. Sempre nel ’53 sposava Ettore Carniti, proprietario di alcune panetterie a Milano, dal quale ebbe la prima figlia: al pediatra della bambina dedica Tu sei Pietro, del 1961. Nel 1965 viene internata al manicomio Paolo Pini dal quale uscira’ solo nel ’72 a parte brevi periodi a casa nel corso dei quali nasceranno altre tre figlie. Una vita, e un’opera, nell’alternanza tra lucidita’ e follia che troveranno sintesi somma in quello che e’ considerato il suo capolavoro, ‘La Terra Santa’ che le e’ valso, nel 1993, il Premio Librex-Guggenheim ‘Eugenio Montale’ per la Poesia. “La verita’ e’ sempre quella”, scriveva, “la cattiveria degli uomini che ti abbassa/e ti costruisce un santuario di odio dietro la porta socchiusa”. Altre sue raccolte di versi sono ‘Testamento’, ‘Vuoto d’amore’, ‘Ballate non pagate’, ‘Fiore di poesia 1951-1997’, ‘Superba e’ la notte’, ‘L’anima innamorata, ‘Corpo d’amore’, ‘Un incontro con Gesu”, ‘Magnificat. Un incontro con Maria’, ‘La carne degli Angeli’, ‘Piu’ bella della poesia e’ stata la mia vita’, ‘Clinica dell’abbandono’ e ‘Folle, folle, folle d’amore per te. Poesie per giovani innamorati’.

Nella sua carriera artistica, Alda Merini si e’ cimentata anche con la prosa in ‘L’altra verita’. Diario di una diversa’, ‘Delirio amoroso’, ‘Il tormento delle figure’, ‘Le parole di Alda Merini’, ‘La pazza della porta accanto’ (con il quale vinse il Premio Latina 1995 e fu finalista al Premio Rapallo 1996), ‘La vita facile’, ‘Lettere a un racconto. Prose lunghe e brevi’ e ‘Il ladro Giuseppe. Racconti degli anni Sessanta’ e con gli aforismi ‘Aforismi e magie’. Nel 1996 era stata proposta per il Premio Nobel per la Letteratura dall’Academie Francaise, e la raccolta di adesioni continuava ancora oggi sul suo sito. Ha vinto il Premio Viareggio e nel 1997 le e’ stato assegnato il Premio Procida-Elsa Morante e nel 1999 il Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Settore Poesia. Era stata protagonista, negli ultimi anni della sua vita di una serie di apparizioni teatrali e anche di un documentario presentato alla mostra del Cinema di Venezia quest’anno, “Alda Merini. Una donna sul palcoscenico”, di Cosimo Damiano Damato.

io non ho bisogno di ..
Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,di parole,
di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino
all’orecchio degli amanti….
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia
la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni
e dà colori nuovi.
Alda Merini

LA (mia) FILOSOFIA

LA (mia) FILOSOFIA E L’INTERNET

La vita è piena d’avversità, delusioni, ma è la nostra vita ed è la cosa piu meravigliosa che abbiamo. Basterebbe soffermarci ogni tanto a capire le ragioni delle persone, a vedere oltre gli occhi entrando il loro cuore.

Ma no, alla fine è sempre più facile tapparsi le orecchie e mettere un paio d’occhiali da sole per non vedere, per non capire.

      Non ci sto, ho toccato il fondo nella vita, ho dovuto imparare a odiarmi per sapere quanto amore avessi, e ho deciso. Non ha senso vivere una vita senza amore, chiudendo il cuore imprigionandolo nell’indifferenza,
ho capito che l’importante, nel bene o nel male è riuscire ad ascoltare il nostro e il cuore degli altri, perché altrimenti esisterebbe solo il niente e dal niente non si può tornare indietro…

Sono ottimista, mi sento viva anche se sto soffrendo nella mia vita ma ne sono felice perché so che questa sofferenza farà sì che io rinasca con una luce diversa, più luminosa e intensa che mai.

Nelle nostre blog’s, come nella vita reale, le persone hanno dentro di se un gran desiderio, capire ed essere capiti, volersi bene… abbracciarsi e condividere con gli altri quella che è la propria vita… sorridere.

Non ha senso scappare, fuggire dalle cose o dalle persone, solo affrontando tutto ciò che ha di fronte a noi può renderci migliori e può farci sentire orgogliosi di noi stessi..

PRIMO VOLTA …
Molti di noi vivono la vita distrattamente, lasciando che ci scorra addosso, e spesso, senza renderci conto che vicino a noi sono delle persone che possono renderla migliore.

Una sera girovagavo sull’internet, con dei pensieri tristi e con un senso d’apatia, che faceva dire a me stesso: ma cosa ci faccio io qui?
Nel mio vagabondare sono finito davanti ad una porta con poche indicazioni sul tipo di persone che viveva dietro a quella porta, ho bussato e mi è stato aperto, ma non sicuro di me non varcai quella soglia subito, esitavo, forse avevo il timore di trovare qualcosa di non gradito e in ogni modo incerto.
Qualcuno da fuori mi chiama e mi saluta, rispondo per cortesia e scambio due parole, che diventa alla fine una gradevole chiacchierare senza accorgersene che si e fatto tardi. Anche dopo che ho chiuso il pc, continuavo a pensare a lei, e improvvisamente mi usci un sorriso. Cosa che da tanto tempo, non mi capitava. Sorridere.
Per un po avevo tante cose da fare, ma quando una sera mi sedetti davanti al pc, mentre aspettavo il collegamento mi viene in mente lei, e speravo di ritrovala. Era una bella sensazione. Quasi subito comincia a lampeggiare un invito nel chat… era lei. Cominciamo a chattare come due “vecchie amiche”, ad un certo punto mi “afferra per mano” e mi dice; vieni con me, la seguo istintivamente con fiducia, curiosità, e già con un senso di leggerezza dentro di me, sconosciuto.
Seguendo questa persona che già consideravo amica, anche se in parte sconosciuta, sono inciampato più volte, sono caduto, e lei sempre vicina a tendermi la mano, ad incoraggiarmi, capace di darmi la sensazione di essere lì, seduta vicino a me di fronte al PC, di spronarmi perfino, ma sempre molto gentilmente, fino ad un luogo dove vi sono dei suoi amici, che io ho potuto intravedere ma non conoscere per il momento.
Cominciata cosi …

“Mi hanno accolta, con affetto, mi hanno dato l’amicizia, e hanno risvegliato in me l’amore, l’amore per la vita e per la poesia.”
Per la verità, mi piaceva scrivere da sempre, già da bambina scribacchiavo, ma poi nel mio dolore, vivendo nel mio solitudine ho perso il gusto di scrivere.
Per fare breve, con il loro pazienza e l’affetto che mi hanno dato, sono tornata viva, “virtualmente”

 Per me da quel momento in poi, come respirare ossigeno puro…
Avevamo l’abitudine verso le 22.30 riunire davanti al pc e scrivere, poesie a più mani.
Ma non solo poesie. In questo gruppo c’era tanto voglia di aiutare gli altri. Anche con un semplice “buon giorno” ti facevano capire, che non sei più sola. Eravamo una piccola famiglia virtuale, ma molto più vera, quanto non sia nel vita reale!

Penso a loro con immenso affetto, e so che li porterò sempre nel mio cuore, anche se da tempo il destino ci ha divisi, ma non i ricordi e la mia affetto, che porterò sempre nel mio cuore.
E per far capire meglio vi racconto una favola …

… Tantissimo tempo fa, Dio decise di lasciare la terra perché la pace non regnava più nei cuori dei suoi figli, cosi volle tornare nel suo paradiso portandosi con se i semi della vita.
Appena ebbe riempito il suo sacco volo in alto al di dei cieli, senza accorgersi però, che questo, aveva un piccolo foro, da dove durante il tragitto, una parte dei semi riuscirono a disperdersi nell’universo.
Alcuni si posarono sulla stelle e sulla luna, anche il sole volle la sua parte, altri vagarono nel cielo prima di ritornare di nuovo sulla terra.
Un seme cadde in un fiume e si lasciò trasportare dall’acqua e dopo aver sfiorato i riflessi di un lago raggiunse il mare, in un giorno di arcobaleno.
un seme invece venne raccolta da un mago, uno venne preso da un angelo, nulla si perse, persino una briciola ebbe la sua parte.
E ‘cosi che nacquero i Poetxcaso che si sono ritrovati nel quadro di questo tenero dipinto di parole.

Link: Poesia con Amore