Un salutino ….

… con affetto, per ringraziarVi  della Vostra presenza!

Ho tre amiche indispensabili:
Lascia sta, non ce pensa, e tira a campa.
Loro si che m’aiutano nei momenti di bisogno.

 

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Devi scegliere tu gli ingredienti migliori per costruire la tua giornata, come scegli cosa mangiare e bere, così devi scegliere i pensieri.
Scegli solo pensieri che ti faranno felice e sorridi.

I passi erano troppo pesanti, così ho deciso di cambiare le mie scarpe, indossare qualcosa di più comodo. …
Provare a star dentro certe calzature …
Ho deciso di far crescere fiori ad ogni mio passo e camminare oltre. ♡

Capitolo 5 – IL DESTINO

“Un destino contro cui nessuno può nulla.”

Ritengo che invece il destino centri poco in tutto questo.
Quando incontriamo persone che poi ci deludono, non è colpa loro, è colpa nostra.
Abbiamo riposto in loro aspettative tutte nostre, abbiamo proiettato in loro i nostri desideri, non abbiamo guardato a quelle persone realmente come esse sono.

Le abbiamo guardate in funzione dei nostri bisogni, e se non sono all’altezza dei nostri ideali ce la prendiamo con loro o con i fato.

“Non è colpa loro, è colpa nostra.”

Ci aspettiamo sempre di trovare persone o cose che corrispondano a noi, non è così!

Gli altri sono altri e spesso non sono complementari a noi. Non si deve dare aspettando di ricevere qualcosa in cambio, si dovrebbe arrivare ad una tale completezza del sé, che questo non ci dovrebbe essere più necessario, dovrà esistere in noi solo il piacere di dare e proporsi.

Se le situazioni e le persone che incontriamo non sono sulla nostra stessa lunghezza d’onda, le lasceremo senza rimpianto, anzi, ci avranno arricchite con il loro passaggio di nuova esperienze e saremo pronti a contattare nuovi esseri e a vivere nuovi scambi.
continua …

ps:  per ora il mio mondo e fogli bianchi ovunque … buon estate cari amici ♡

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Pensiero della sera …

Una parola è un bocciolo che cerca di diventare un arbusto.
Come si può non sognare mentre si scrive?
È la penna che sogna.
La pagina bianca dà il diritto di sognare.

PENSIERO DELLA SERA

Cara vita,
qualche volta concedi un attimo di tregua alla gente stanca.
E’ che qui i buoni ci rimettono sempre. Amen.

Notte serena

Elisa

 

 

Buona serata con sorriso

 

Il cappello color porpora
A 3 anni Lei si guarda e vede una Regina.
A 8 anni Lei si guarda e vede Cenerentola.
A 15 anni Lei si guarda e vede un brutto anatroccolo (“mamma non posso andare a scuola con questo aspetto qui”).
A 20 anni Lei si guarda e si vede “troppo grassa/troppo magra, con i capelli troppo lisci/ troppo arricciati”, ma decide che uscirà di casa lo stesso.
A 30 anni Lei si guarda e si vede “troppo grassa/troppo magra, troppo bassa/troppo alta, con i capelli troppo lisci/ troppo arricciati” ma decide che non ha tempo di risistemarsi e che uscirà di casa lo stesso.
A 40 anni Lei si guarda e si vede “troppo grassa/troppo magra, troppo bassa/ troppo alta, con i capelli troppo lisci/ troppo arricciati” ma dice: “almeno sono pulita”, ed esce di casa lo stesso.
A 50 anni Lei si guarda e si vede “esistere” e se ne va dovunque abbia voglia di andare.

Risultati immagini per cappello color porporaA 60 anni Lei si guarda e ricorda tutte le persone che non possono più nemmeno guardarsi allo specchio. Esce di casa e conquista il… mondo.
A settanta anni Lei si guarda e vede saggezza, capacità di ridere e saper vivere, esce e si gode la vita.
A 80 anni non perde tempo a guardarsi, si mette in testa un cappello color porpora ed esce per divertirsi con il mondo.


B U O N A  * S E R A T A

Buon giorno …

IN FONDO CAMMINARE è il paradigma della vita.
A volte trovi percorsi difficili che pensi di non superare, ma se ci metti grinta e tenacia tutto è sormontabile e dopo puoi trovare delle vaste praterie dove assaporare il gusto di aver creduto in te stesso, perché quando l’uomo e la natura si incontrano, grandi cose accadono.
Per questo è bene non perdere la voglia di camminare. Camminando ogni giorno si raggiunge uno stato di benessere e ci si lascia alle spalle ogni malanno; i pensieri migliori si hanno mentre si cammina, e non si conosce pensiero così gravoso da non poter essere lasciato alle spalle con una camminata…
Ma stando fermi si arriva sempre più vicini a sentirsi malati…
Perciò basta continuare a camminare, e andrà tutto bene.

( che vuol dire, è utile continuare a vivere, in ogni caso)

BUON fine settima, e qualche volta ricordiamoci dell’importanza del benessere del nostro corpo e della nostra mente perché è qui l’unico luogo dove dobbiamo vivere!

ELisa

 

La mia anima si è svegliata al richiamo

Anche questa notte la mia anima si è svegliata al richiamo di altre anime ignote e lontane.

Non so sotto quale cielo spasimavano e nemmeno in quale parte del mondo conducevano la loro esistenza terrena.
Ma so che tutte le anime hanno una patria sola e che questo corale di sofferenza è un’onda palpitante al di là degli orizzonti umani e quando l’onda meravigliosa passa su pena, tutte le anime si risvegliano al richiamo ardente, si uniscono al corale che ha cento ritmi di tormenti ma un solo nome di speranza, e diventano gocce dell’onda che va alla ricerca della misteriosa foce.

Io credo che esista, nell’universo ancora a noi ignoto, un oceano che raccoglie le proteste dei deboli, le rivolte degli oppressi, i silenzi delle madri, le lacrime dei figli, le preghiere dei bambini, le miserie dei vecchi… e tutto trasfigura nell’eterno ideale dell’umanità, condannata a vivere nell’odio mentre aspira all’amore. Ed è certo a questo oceano luminoso, che eroi genii attingono l’alimento di fede per un migliore domani.

L’ onda misteriosa passa e le anime diventano gocce ardenti… e ognuna sa che nessuna pena è vana, nessun tormento sterile, nessuna goccia inutile, nessuna sofferenza infeconda.

Ogni dolore è una scintilla che una volta accesa non si spegne più.
Così la sofferenza è la generosa semente che le anime gettano nei solchi ardenti degli orizzonti lontani, perchè la nuova primavera fiorisca domani.Non importa quale nome abbia oggi la pena, poiché tutte sono gocce di quella onda incandescente che al di là del tempo e dello spazio opera sui piani invisibili per l’ evoluzione della coscienza universale… perciò ogni generazione che se ne va consegna a quella che viene un doloroso capitale di esperienza dai mille nomi.

Così ogni anima dorme finché il dolore la sveglia. Non si può rimanere sprofondati nel sonno tutta la vita: viene sempre una sofferenza a suonare la sveglia.

Si direbbe che molte anime vivano in letargo fin quando un misterioso segnale d’ allarme le chiami alla ribalta, allora ognuna diventa protagonista del suo dramma, vive stupita il miracolo che rende eterno anche un attimo solo, ed entra nel divino ordine dei destini dolorosi.

Ma l’ anima deve riconoscere il segno del suo tormento e il nome della sua passione. Bisogna che l’ anima soffra per vedere, e bruci per cantare … e spesso, in un momento di profonda lucidità, sintetizza la verità per cui vive!

A volte hai solo bisogno che qualcuno ti dica “Stai tranquilla, andrà tutto bene”

… nella vera essenza dello stare insieme: capire quanto vale un legame importante e cosa vuol dire averlo fra le mani.

Io però, durante questi periodi di stelline, botti e candele, ho sempre cercato quella calma dove una buona lettura, una musica giusta e un appagamento personale, fossero, chissà perché, una cornice salutare per il fisico e la mente. 

Sempre con affetto per gli amici di questo mia piccolo “tana”  vi auguro buona vita!

ELisa

Pensieri … “senza senso”

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“L’amore non ha bisogno di tempo
lo sguardo di un attimo
accende la scintilla
del cuore”

Convinta, nonostante tutto, che nessuno di noi sia nella propria vita, davvero destinato alla solitudine e che aprirsi agli altri in fondo sia la piu’ grande occasione che abbiamo per poter amare gli altri amando noi stessi …

Quando il tuo orgoglio non si piega
urla la tua anima,
respiri, come se ti mancasse l’aria,
l’odio divora, corrode l’amore mancato,
il cuore rallenta ai limiti della sopportazione
lo spirito, subisce la solitudine
e la paura imprigiona il corpo,
che tace nella sua materia.

Notti che durano non so quante ore cascate impetuose o gocce in un mare, notti che bruciano su una ferita, notti boccate di vita.
Notti che spaccano il calendario senza brindare per l’anniversario, vasi di tempo che invecchiano l’uomo, nubi gonfie di storie perdute.
Le notti scivolano o raschiano il fondo imprevedibili come naufragi, voltarti indietro stupito, ché non sei neanche partito.

Vorrei conoscere l’odore del tuo paese, camminare nel tuo giardino, respirare nell’ aria gli aromi dei tuoi fiori parlando con te del tempo e dei giorni andati, e lo vorrei perchè non “sono”quando non ci sei e resto solo coi pensieri miei.
Ed io… raccontarti e poi farmi raccontare, il senso d’ un rabbuiarsi e del tuo gioire, vorrei tornare nei posti dove sono stato, spiegarti di quanto tutto sia poi diverso e per farmi da te spiegare cos’è cambiato e quale sapore nuovo abbia l’ universo.
Vedere di nuovo Roma o il mare di una remota spiaggia dove risuona
fra gli alberi un’usata e semplice tramontana.

Vorrei restare per sempre in un posto solo per ascoltare il suono del tuo parlare,
del semplice tuo camminare e restare in silenzio al suono della tua voce o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso, dimenticando il tempo troppo veloce, giocare con te un eterno gioco proibito, che l’oggi restasse oggi, senza domani o domani potesse tendere all’ infinito e lo vorrei perchè non “sono” quando non ci sei.

Il tempo passa
i sogni cambiano
ma certe “presenze”
non le dimentichi.
Stanno sempre lì
dove tieni le persone speciali,
nell’anima.

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Se un giorno tornerò alla vita la mia casa non avrà chiavi: sempre aperta sarà, come il mare, il sole e l’aria.
Che entrino la notte e il giorno, la pioggia azzurra, la sera, il pane rosso dell’aurora … “casa dolce casa.”

Che l’amicizia non trattenga il passo sulla soglia, né la rondine il volo.
Nessuno deve bussare.
La mia casa e il mio cuore mai chiusi: che passino gli uccelli, gli amici, e il sole e l’aria.
Questa è la vera natura della casa: il luogo della pace; il rifugio, non soltanto da ogni torto, ma anche da ogni paura, dubbio e discordia.
Solo l’amore e la morte cambiano ogni cosa.

Faccio mio il pensiero del saggio che dice: Essere positivi non significa che si è sempre pervasi da un entusiasmo concentrabile e un sorriso incessante.
Essere positivi è affrontare ogni giorno le avversità della vita con la voglia di emergere, la fede che se solo lo si vuole tutto si puo’ affrontare.
Basta non abbondonare mai la speranza!

Mi manchi …

Ammirando l’azzurro del mare
guardo la spiaggia con le sue orme infinite
che mi ricordano tanto della mia vita.
Orme di cose passate
Orme di cose non fatte
Orme di se e di ma
Orme che non concedono sconti
Orme che calpestano l’anima …
e indifferenti ti lasciano a terra
a soffrire

“Nella vita puoi camminare in due modi, con la mano sul cuore o con la mano sugli occhi, è tua la scelta …” mi diceva la mia dolce noninna. “Non perdere la speranza. Accantonala. Tienila nel tuo cuore, nel silenzio della notte, ma non perderla.”

‎Buon domenica sereno a voi ❤
©Elisa

Cosa vuoi conservare?

“Cosa vuoi conservare?”
Che giornata oggi! Oggi e bello fuori! Come vorrei …
E invece tosse, febbre, freddo … non è giusto!
Non con una giornata così bella!
E poi, quella paura latente che possa trattarsi dell’influenza alla moda, che magari  puoi finire all’ospedale per polmonite…uff…
Accendo con un pò di fatica il pc, anche lui non sta bene, è in attesa del suo specialista  o del suo becchino.
L’altra sera era ko, nessun segno di vita e, parlando con gli esperti informatici di casa, dopo un dettagliato esame, la risposta fu da semi-infarto: “E’ partito l’hard disk o parte di esso è danneggiato.
Hai copia di tutto, vero?”
“No, ho copia nello stesso pc”. (Intelligente, io…)
“Bene,… proviamo a salvare qualcosa: incrocia le dita perchè non è detto che vada a buon fine”
Con l’applicazione di un programma alternativo a windows, cominciamo a copiare qualche cartella. E’ pomeriggio, non ho a casa sufficienti cd, dvd o chiavette per contenere oltre 10 anni o di piu?
“Devi scegliere cosa salvare: ad un nuovo avvio potresti trovare il pc vuoto di tutto. A cosa tieni di più?”
“A tutto, anche alla poesia copiata dal web o alla foto o alla ricetta di cucina o alla mail “ciao come stai”.
“A tutto.”
Capisco, però, la situazione e indico tre sole cartelle: documenti, pensieri, foto.
Impieghiamo tutta la sera nei tentativi di copiatura e alla fine le tre cartelle sono in un dvd, leggibili nel pc di mia figlia, [eh si, la sua pc e nuova e funziona da dio]
L’indomani riprovo ad accendere il pc e…windows riparte!
Così, come nulla fosse, solo più lento e con impossibilità di accedere a qualche programma.
So che potrebbe spegnersi da un momento all’altro e non riavviarsi più.
Riesamino, così, ogni singola cartella, ogni file e mi accorgo che dentro questa macchina sono davvero poche le cose a cui tengo davvero e che non possono essere rifatte.
Pur col tempo e con fatica, tutto è rifattibile ( articoli, immagini, pps, indirizzi mail,musica, video, schede di lavoro, persino progetti.  Tutto.
L’unica cosa che non puoi rifare è la cartella FOTO.
Ecco, le foto… foto di famiglia, di lavoro, di viaggi, di feste, di amicizia…sono le uniche  cose che davvero mi sarebbe dispiaciuto perdere perchè in quelle foto c’è la mia vita.
E sono salve!
Così nel nuovo cd copio un paio di poesie che nel web non posso trovare e, poichè mi era stato detto che avrei perso anche il blog per non so quale incompatibilità, copio i post che ho scritto qui e che parlano della mia vita.[non si sa mai ]
Ci riempiamo di futilità e di accessori, ma ciò che veramente conta, alla fine lo ritrovi sulle punte delle dita di una mano.
nella speranza…
[forse e arrivata l’ora di scrivere a Babbo Natale?]
vi auguro la dolce notte, Lisa

SOGNI DOLCI … ♪♪


E LA MIA ORA QUESTA
E l’ora che lascia alla spalle il giorno passato
e va … verso quello nuovo…
E l’ora in cui si apre la porta dei sogni
e si chiude quella della realtà.
E una notte fredda d’autunno
fuori tira vento e si vedono poche stelle.
Le nuvole si muovono veloci verso la montagna
quasi avessero furia di andare a riposare …
Io, lo seguo …

SOGNI DOLCI …

e una luminosa buona giornata amici ♡ ELisa

♪Chopin Nocturne Op.9 No.2 (Arthur Rubinstein)♪ 

Buon domenica

Non so per cosa valga la pena vivere, ma se lo sapessi direi: per un sorriso,un libro che rileggeresti sempre, un film che sai a memoria, ed una canzone che ti fa sentire ogni volta che vale la pena vivere.
E gli amici … amici “virtuali” ma cosi reali.
Grazie a tutti voi Amici di Lisa blog ♡

Il riso “come cucino io”

   Certi pomeriggi possiedono una delicata dolcezza, come crema di mandarino o malvasia.
E io li assaporo mossa da una golosità bambina.
Questa giornata è soltanto per me, un regalo che le mie mani porgono a me stessa.

Sono ormai le sei del pomeriggio e visto che, per pigrizia, non ho pranzato, decido di anticipare la cena.
La tovaglia di lino, i piatti di porcellana, le posate d’argento, i bicchieri di cristallo, aggiungo le candele, le accendo subito: mi è sempre piaciuto il profumo della cera che arde.
Mi compiaccio della mia opera, questa tavola così ben apparecchiata fa un certo effetto.

Sistemo su un carrello accanto al tavolo la frutta e la verdura che ho affettato un’oretta fa e decido di prepararmi del riso, mi mette sempre di buon umore e poi mi piacciono i chicchi: perline di fiume satinate, tintinnanti e solide, ma poi soffici al calore.

Prima o poi mi confezionerò un gioiello fatto tutto di riso e riderò molto se qualcuno oserà riderne.

Verso l’acqua nella pentola, la sistemo sul fornello, accendo il fuoco.
Chissà dove e quando comparirà la prima bollicina.
In effetti, siamo portati a pensare che, attraverso i procedimenti scientifici, tutto possa essere controllabile e prevedibile, ma ciò non è sempre vero.

Ad esempio, se in questo momento decidessi di lanciare un sasso contro la finestra del mio dirimpettaio (a parte il fatto che potrebbe risultare piuttosto imbarazzante spiegargli, poi, i motivi del mio gesto),
in ogni caso, se il vetro non dovesse infrangersi ma solo incrinarsi, formando la figura di una stella, in nessun modo io potrei prevedere quale sarebbe la sistemazione dei raggi.
Soprattutto se il vetro dovesse essere ben tenuto, liscio, omogeneo (cosa della quale dubito conoscendo il dirimpettaio, quasi quasi ci provo, faccio un bel lancio.

No, lascio perdere, quell’uomo, durante le riunioni di condominio è capace di arringare per tre ore di fila in stato di apnea, discutendo relativamente all’uso dei posti parcheggio. Desisto. Magari ci provo quando sono sicura che non è in casa).

Allo stesso modo, se scaldiamo dell’acqua in un tegame, sembra essere impossibile prevedere in quale punto, in quale istante, apparirà la prima bolla di vapore. Soprattutto se il recipiente è ben levigato e pulito.
Osservo la pentola, nulla, non riesco a scorgervi nessuna imperfezione. Questo significa che la prima bollicina apparirà senza avvisi, a sorpresa. Annuncerà se stessa apparendo. Nulla più.

Nessun segnale, nessuna avvisaglia, come per certi eventi che appaiono nella nostra vita improvvisi e ne modificano il corso.

Nessuna voce tonante ci chiama per nome dall’alto, nessun essere luminoso ci appare reggendo tra le mani la pergamena della profezia e se il vicino di casa bussa alla nostra porta è per chiedere in prestito un po’ di sale, non di certo per vaticinare.

A meno che non si possieda la fortuna di abitare accanto a una sibilla, nel qual caso, non appena questa accenni un timido bussare alla nostra porta per chiedere in prestito un po’ di burro, sarà assai ragionevole intrappolarla in una rete, legarla con una fune assai robusta e sequestrarla fino a quando non si sarà decisa a rispondere alle nostre domande…

Nell’attesa della sibilla e dell’ebollizione dell’acqua, preparo una macedonia.
È rutilante di colori, la sistemo in una grande coppa di cristallo trasparente e la appoggio in tavola, sembra così bella e felice sulla tovaglia bianchissima.
È come se pattinasse su un lago ghiacciato.
Quasi ho paura di disturbarla, sistemandola nella piccola coppa dalla quale mi servirò, per il momento la lascio lì, a esibirsi nelle sue evoluzioni.

Ecco la prima bollicina è comparsa, laggiù sul fondo, adesso in tante le fanno compagnia. Certamente giocano a rincorrersi.
Adesso le sfere di vapore sono più corpose, si sollevano per fuoriuscire, andare chissà dove, forse a rincorrersi giù in strada.

Ruoto la manovella, il fuoco è più basso e loro si acquietano.
Sommesse borbottano in una lingua sconosciuta, forse narrano ognuna la propria storia: vicende di fuoco, giochi, vapori, soste, accenni di veloci sortite, ripensamenti, legami che si stringono, si allentano, sovrappongono, si intrecciano.
Forse ognuna narra la nostra storia.

Verso il riso tra le sfere ciarliere e loro si nascondono non so dove.
Sistemo sul fuoco una padella con del burro, aggiungo la lattuga e i peperoni che ho tagliato in striscioline sottili sottili, allegre bandierine spensierate, per non farle sentire troppo sole aggiungo parecchi pezzetti di pomodoro, poi sale, pepe, zafferano.

Intanto il riso cuoce lento lento, vi aggiungo il sale.
Il burro fonde nella padella, mescolo mescolo mescolo.

Fuoco, acqua, vapore arioso, frutti della terra, mescolo mescolo mescolo, gli elementi si fondono, si confondono, ognuno cede all’altro un po’ del suo calore, un po’ del suo colore.
Mescolo mescolo mescolo.
Acqua che diviene aria, terra che si offre al fuoco.
Mescolo mescolo mescolo.
Il riso sobbolle, richiama attenzione.

Spengo il fuoco, scolo il riso, una nube di vapore raggiunge il mio viso, lo avvolge, i capelli si inumidiscono un po’, gli occhi osservano attraverso una tendina di velo, è un attimo, poi la nube raggiunge il soffitto, si allontana. Come vorrei sapere verso dove.
L’acqua bollente fugge dai fori del colino, un piccolo vortice, poi s’inabissa.

Vapore verso l’alto, acqua verso il basso, io sono il centro e il mediatore.

Sistemo il riso nel piatto da portata, le perline di fiume si stringono l’una all’altra, si incollano, il sodalizio è sancito.
Ora non vivono più ognuna per sé, sono parte del tutto.

Il crepitio della padella mi chiama, mescolo mescolo mescolo, ancora per un poco.
Un profumato calore si è diffuso tutt’intorno, mentre un raggio aranciato di sole filtra attraverso le tende e raggiunge il mio polso, il mio cuore batte più forte: ho un gioiello speciale, un bracciale di luce.
Mescolo mescolo mescolo.
Ha impiegato otto minuti per raggiungere la mia pelle e adesso già svanisce, si sposta più lontano.
Mescolo mescolo mescolo. Spengo.

♡ buon pranzo amici, Lisa♡ – oggi e molto triste! – ♡

Eccomi – buon pomeriggio ♪

 

Nulla profuma d’incanto come le cose del passato.
Per questo talvolta, per apprezzare l’oggi,
dobbiamo aspettare che sia diventato “ieri”

 

Buon pomeriggio … con
“Un pensiero di serenità e dolcezza
per chi passa da qui, per chi ci legge,
per chi ci ama,
per chi sorride e per chi pensa”♫
Lisa♡