#PALLEDINATALE (SMILE! IT’S CHRISTMAS DAY)

PALLE DI NATALE (SMILE! IT’S CHRISTMAS DAY)

…. è la canzone di Natale realizzata dagli adolescenti de “Il Progetto Giovani” (sito: http://www.ilprogettogiovani.it,
Il progetto giovani dell’istituto tumori pediatrici di Milano è davvero fantastico, hanno fatto canzoni davvero belle questi ragazzi, meritano l’appoggio e la solidarietà di tutti!


https://youtu.be/hFNXCuPCbLA

263 – Buona festa di Santa Lucia

 

13 dicembre Festa di Santa Lucia

Il Natale per me è pura magia …

Velocemente si avvicina e oggi non potevo che rendere omaggio a Santa Lucia, portatrice di luce.

– Santa Lucia fu una martire cristiana, morta durante le persecuzioni di Diocleziano a Siracusa; è venerata come santa dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa. Wikipedia –

In Svezia, un’antica tradizione vuole, che sia scelta una bambina che rappresenti Lucia e tutti gli altri bambini, vestiti di bianco, e con una ghirlanda in testa ed una candela accesa in mano, fanno da seguito alla processione che porta appunto la luce.

Sono belle queste tradizioni, e poi i colori, le luci dentro casa per celebrare le feste, donano quell’atmosfera unica dell’avvento.

Onorerò il Natale nel mio cuore
e cercherò di tenerlo con me
tutto l’anno…
– Charles Dickens –

Proverbio
Santa Lucia il giorno più corto che ci sia…

nota: Santa Lucia è il giorno in cui il sole tramonta prima nell’anno, in attesa della giornata più corta, quella del Solstizio d’Inverno, il 21 Dicembre.

nota: Palermo, Santa Lucia si festeggia con l’arancine (buone, mamma mia come mi piace!)
Il 13 dicembre a Palermo si mangeranno arancine tutto il giorno. I posti più gettonati sono Spinnato in via Principe di Belmonte, Bar Touring in via Lincoln, Bar Alba in piazza Don Bosco

Buona festa di Santa Lucia a tutti,
un abbraccio, ELisa

 

262 – UN ALBERO NELLA CASA

Un giorno un cerbiatto, rimasto senza famiglia, arrivò al limite del bosco e vide che proprio là c’era una casa, col tetto coperto di neve e le finestre illuminate.
finestra_di_natale
Dalle finestre si vedevano un bimbo e una bimba che giocavano ridendo come matti. C’erano candele sul camino agghindato con dei fiocchi rossi e in un angolo c’era un abete pieno di festoni e palle luccicanti.

“Che strano” – pensò il cerbiatto –“Con tutti gli alberi che ci sono qui fuori, che bisogno c’è di tenerne uno in casa?”.

I bimbi erano felici e c’erano anche degli adulti che gironzolavano quieti.
Sembravano tutti aspettare qualcosa e visto che tutti erano tranquilli, il cerbiatto pensò che fosse normale per gli esseri umani avere gli alberi dentro casa.
Così pensando se ne tornò nel bosco in cerca di qualcosa da mangiare prima che diventasse troppo buio.
Più tardi, al cerbiatto tornò in mente quella casa per le cose strane che conteneva.


Piano piano si avvicinò alla radura, era tutto silenzioso.
Il cerbiatto vide da lontano la casa come una stella cometa che guidava il suo cammino. Quando fu vicinissimo osservò, attraverso le finestre, una scena dolcissima: i bimbi sedevano ciascuno sulle ginocchia di un genitore, mentre la mamma leggeva una storia da un libro e l’albero in casa sfavillava di mille luci e le candele rosse accese sembravano salutarlo con la fiamma.
Fu talmente rapito dalla scena che non fece attenzione a dove metteva i piedi e – Clang! Sbadabum! Spam! – inciampò in un secchio di metallo.
Insomma, un gran disastro.
Il cerbiatto rimase impigliato con le zampe nel secchio.
Il papà uscì con un bastone. Il cerbiatto si fece piccolo, ma per quanto si sforzò era pur sempre un animale impigliato e stordito.
Ogni volta che si muoveva faceva Clang! Clang! Clang!
Allora il papà si avvicinò e, dopo averlo liberato dal secchio, lo tenne tra le sue braccia mentre lui tremava come una foglia.
L’uomo diede una voce ai bimbi e alla mamma che uscirono e fu come se il calore e l’armonia presenti nella casa avvolgessero il cortile e il cerbiatto.
I bimbi, contentissimi, si avvicinarono all’animale.
Lo vollero tenere con sé almeno per quella notte.
Il papà costruì un riparo di fortuna nella stalla e la mamma portò cibo e acqua a sufficienza, mentre i bimbi continuavano a saltellare lì intorno felici di avere una ragione in più per non andare a dormire.

alb 6
Il cerbiatto pensò all’albero addobbato in casa: ora che non era più solo quella stranezza gli sembrava persino bella.

fonte

Notte serena amici … ❤ ELisa

259 – LA STORIA DEGLI ANGELI

Il mistero del Natale è legato all’attesa,all’esperienza del tempo necessario affinché le forze di vita e di luce afferrino e trasformino tutta la creazione.

I bambini portano in sé l’avvenire: hanno bisogno di sentire la presenza spirituale del Signore, di credere alla possibilità della sua nascita nella loro anima.

Ecco perché preparare l’esperienza del Natale con i bambini è una cosa infinitamente seria.

Ai genitori non serve riaccendere nei loro bambini una sentimentalità desueta, lontana, o difingere di credere a Babbo Natale: servono sentimenti forti e autentici.

I consigli, i racconti e le storie di questo libro ci accompagnano nel lungo periodo d’Avvento,settimana dopo settimana, e incoraggiano ciascuno a trovare la propria via verso il Natale e a creare le forme più adatte per coronare la nascita del Bambino Gesù.

Festeggiare l’avvento
di Soline e Pierre Lienhard
Fior di Pesco Edizioni
14,00 €
Edizione: Fior di Pesco Edizioni
Pagine: 64
Autore: Soline e Pierre Lienhard

LA STORIA DEGLI ANGELI DELL’AVVENTO

Gli angeli dell’Avvento sono quattro, proprio come le quattro settimane che preparano al Natale.

Vengono in visita sulla Terra, indossando abiti di un colore diverso, ciascuno dei quali rappresenta una particolare qualità.

L’angelo blu.
Durante la prima settimana, un grande angelo discende dal cielo per invitare gli uomini a prepararsi per il Natale.
E’ vestito con un grande mantello blu, intessuto di silenzio e di pace. Il blu del suo mantello rappresenta appunto il silenzio e il raccoglimento.

L’angelo rosso.
Durante la seconda settimana, un angelo con il mantello rosso scende dal cielo, portando con la mano sinistra un cesto vuoto. Il cesto è intessuto di raggi di sole e può contenere soltanto ciò che è leggero e delicato.
L’angelo rosso passa su tutte le case e cerca, guarda nel cuore di tutti gli uomini, per vedere se trova un po’ di amore…
Se lo trova, lo prende e lo mette nel cesto e lo porta in alto, in cielo.
E lassù, le anime di tutti quelli che sono sepolti in Terra e tutti gli angeli prendono questo amore e ne fanno luce per le stelle.
Il rosso del suo mantello rappresenta l’amore.

L’angelo bianco.
Nella terza settimana, un angelo bianco e luminoso discende sulla Terra. Tiene nella mano destra un raggio di sole.
Va verso gli uomini che conservano in cuore l’amore e li tocca con il suo raggio di luce. Essi si sentono felici perché nell’Inverno freddo e buio, sono rischiarati ed illuminati.
Il sole brilla nei loro occhi, avvolge le loro mani, i loro piedi e tutto il corpo. Anche i più poveri e gli umili sono così trasformati ed assomigliano agli angeli, perché hanno l’amore nel cuore. Soltanto coloro che hanno l’amore nel cuore possono vedere l’angelo bianco.
Il bianco è il simbolo della luce e brilla nel cuore di chi crede.

L’angelo viola.
Nella quarta e ultima settimana di Avvento, appare in cielo un angelo con il mantello viola.
L’angelo viola passa su tutta la Terra tenendo con il braccio sinistro una cetra d’oro. Manca poco all’arrivo del Signore.
Il colore viola è formato dall’unione del blu e del rosso, quindi il suo mantello rappresenta l’amore vero, quello profondo, che nasce quando si sta in silenzio e si ascolta la voce del Signore dentro di noi.

253 – Dicembre

Buon giorno amici, eccoci l’ultimo mese dell’anno …

Dicembre è il dodicesimo ed ultimo mese dell’anno secondo il calendario gregoriano, conta di 31 giorni e si colloca nella seconda metà di un anno civile. Era il decimo mese del calendario romano (da cui il nome), che iniziava con il mese di marzo. La Chiesa cristiana celebra il Natale di Gesù il 25 dicembre.

Buongiorno … si vede al mattino? Vi ho preparato il tè, un nero aromatizzato all’arancia e cannella.
Molto indicato per questa mese, fredda e umida.
Con questa tazza di tè calda e avvolgente vi faccio i miei più cari auguri di trascorrere un mese lieto e gioioso!

Sebbene ami i tè puri, in inverno mi piace berne qualcuno aromatizzato, mi danno la sensazione di calore e l’aroma lo trovo molto in sintonia con la stagione fredda. – come il tè nero aromatizzato alle arance rosse di Siviglia.-

E’ il mese di Santa Lucia e di Natale. Dicembre da sempre rappresenta un momento particolare dell’anno, fatto di attese, di incanti  e di magie, un periodo in cui i bambini sono particolarmente attenti e curiosi di quanto avviene attorno a loro, vivendo questi giorni con grande trasporto e cullandosi nei sogni. “Un dicembre di fiabe”

Natale, sinonimo di tante cose.
tradizioni, canti, antiche ricette tramandate dalle nonne,
pomeriggi passati tra caminetto acceso e cioccolata calda …
e un libro tra le mani.
Non un libro qualunque un libro che
sia pieno dell’atmosfera di Natale.

Tantissimi grandi della letteratura da Dickens a Pasternak,
da Tolstoj a Buzzati e tanti, tanti altri hanno lasciato pagine indimenticabili sul Natale.

Proverbio Dicembre
Da Santa Lucia (13 dicembre) il freddo si mette in via.
Avanti Natale, né freddo né fame.
A San Nicola di Bari (6 dicembre), la rondine passa i mari.
Chi si rinnova per Maria (8 dicembre), scampa la malattia.

Un felice Dicembre  amici cari con una piccola favoletta;

La leggenda del PettirossoErithacusHyrcanus

Nella stalla dove stavano dormendo Giuseppe, Maria e il piccolo Gesù, il fuoco si stava spegnendo. Presto ci furono soltanto alcune braci e alcuni tizzoni ormai spenti. Maria e Giuseppe sentivano freddo, ma erano così stanchi che si limitavano ad agitarsi inquieti nel sonno.

Nella stalla c’era un altro ospite: un uccellino marrone; era entrato nella stalla quando la fiamma era ancora viva; aveva visto il piccolo Gesù e i Suoi Genitori, ed era rimasto tanto contento che non si sarebbe allontanato da lì neppure per tutto l’oro del mondo. Quando anche le ultime braci stavano per spegnersi, pensò al freddo che avrebbe patito il Bambino messo a dormire sulla paglia della mangiatoia. Spiccò il volo e si posò su un coccio accanto all’ultima brace. Cominciò a battere le ali facendo aria sui tizzoni perché riprendessero ad ardere. Il piccolo petto bruno dell’uccellino diventò rosso per il calore che proveniva dal fuoco, ma il pettirosso non abbandonò il suo posto. Scintille roventi volarono via dalla brace e gli bruciarono le piume del petto ma egli continuò a battere le ali finché alla fine tutti i tizzoni arsero in una bella fiammata. Il piccolo cuore del pettirosso si gonfiò di orgoglio e di felicità quando il bambino Gesù sorrise sentendoSi avvolto dal calore. Da allora il petto del pettirosso è rimasto rosso, come segno della sua devozione al Bambino di Betlemme.