#Pensieri – Lettera di un angelo.

Lettera di un angelo.

La vita e’ fatta di priorità, trova in te la tua priorità, altrimenti ti perderai per strada l’essenziale, inseguendo false chimere portate dal tempo.

Prendi in mano la tua vita e vivila nel profondo.

Corri, corri a perdifiato contro la corrente che trascina, infrangi la marea di chi ti porta giù’, distruggi le barriere dell’indifferenza, sorridi a chi non sa che la Vita non si ferma mai!

“ANCHE NEI GIORNI TRISTI LA VITA E’ UN DONO, CANTA PER TE, CANTA PER LEI”

Cosi intona una canzone che tanto porti nel cuore, non devi aver paura di fermarti un attimo ad aspettare,
-ASPETTA – prenditi il tuo tempo, il tuo tempo non e’ quello della fretta, della rabbia o della paura.
Se hai una difficoltà, siediti, fai silenzio intorno a te, una dolce musica giungerà’ al tuo orecchio:  E’ LA CONSAPEVOLEZZA!

Quella consapevolezza che tinge i tuoi occhi di lacrime ogni volta che ne percepisci il profumo.

Notti scure a volte ti sembra di vivere, ma non perdere mai il sereno, perchè se ci sono le nuvole nel tuo cuore non potrai gustarti l’alba.
Riparati dalle nuvole che passano qualvolta sopra il tuo cuore e aspetta, non aver paura di aspettare.

Siediti in quell’angolino piuttosto vicino alla siepe ad aspettare, tanta gente passerà. Avrai il dubbio di doverla seguire, ma tu aspetta, non aver paura di aspettare, quando sara’ il momento pero’ ALZATI sicuro di te, senza indugio e sali in quell’autobus che aveva come capolinea quell’angolo, piuttosto vicino alla siepe, dove tu, aspettando, eri seduto.

Dolce notte amici  …

NOTTE

271 – L’Angelo Custode

Collegamento permanente dell'immagine integrata

Stasera prima di dormire penso agli abbracci non dati e ai tanti mai ricevuti. Buona notte  mondo di amici …  “Quando vuoi bene a qualcuno non conta dove si trova. Ma conta solo che tu possa ascoltare la sua presenza nel tuo Cuore.” ♡

AMICIZIA

“…nella solitudine, nella malattia, nella confusione, la semplice conoscenza dell’amicizia rende possibile resistere, anche se l’amico non ha il potere di aiutarci. È sufficiente che esista. L’amicizia non è diminuita dalla distanza o dal tempo, dalla prigionia o dalla guerra, dalla sofferenza o dal silenzio. È in queste cose che essa mette più profonde radici. È da queste cose che essa fiorisce…. “  – Pam Brown

[Albert+Einstein.jpg]

L’Angelo Custode

I primi raggi del sole della mattina, filtrando dalle persiane chiuse, illuminavano un poco il letto nel quale Giacinta aveva passato un’altra di quelle terribili notti di sofferenza.

La mamma si era appisolata sulla sedia in fondo al letto e Giacinta chiamandola piano piano la sveglia.

Ora vai mammina cara, vai a riposare nel tuo letto, io sto meglio.

La mamma aprì gli occhi e senza neanche una parola si trascinò nella sua stanza, era veramente distrutta da quella vita.

Giacinta tirò fuori del cassetto del comodino, il libro che le aveva regalato la sua amica Elena.

Il libro parlava d’Angeli.

Cominciò a divorare letteralmente le pagine di quel libro rifugiandosi in un mondo fantastico dove le misteriose creature erano protagoniste d’incredibili vicende,
sempre accanto alle persone che avevano bisogno d’aiuto.
Un intero capitolo di questo libro era dedicato alla loro evocazione.

Preghiere e nomi d’Angeli scorrevano sotto gli occhi di Giacinta che non vedeva l’ora di imparare come fare per farsi aiutare da uno di loro, non ne poteva più delle sofferenze che quel male le causava.

Nel pomeriggio aveva già finito di leggere il libro e quando Elena tornò per giocare un po’ con la sua amica del cuore gli Angeli furono il tema dei loro discorsi d’adolescenti e se li immaginavano giovani e belli.

Nella notte che venne, Giacinta stava bene e non aveva voluto che la mamma le stesse accanto, ma ella non se n’andò tranquilla a dormire in camera sua, prima d’averle acceso sul comodino una radio babysitter, per ascoltare la figlia anche di notte.

Quando Giacinta fu sola nella stanza cominciò a pronunciare le evocazioni e tutte le preghiere contenute nel libro… passava il tempo e nulla accadeva.

Giacinta si cominciò a sentire male e sapeva che le stava venendo un’altra delle sue crisi, allora per non svegliare la mamma spense la trasmittente della radio babysitter, piangeva, stava perdendo la fiducia che l’aveva animata fin li, ma continuava a ripetere le preghiere del libro.

La mattina portava i suoi tiepidi raggi di sole attraverso le finestre e la mamma che dormiva ancora, fu svegliata dalla radio che con un insistente bib bib stava segnalando l’esaurimento delle batterie.

Chiamò Giacinta, ma non ottenne risposta.
La trovò nel letto con il libro aperto, accanto.
Aveva un volto sereno.
Toccandola, capì con disperazione che se n’era andata nella notte e la strinse a se e la chiamò e la strinse ancora…

“Perché Giacinta te ne sei andata così ” le diceva.

Sentì di nuovo il bip bip della radio che aveva posato lì vicino entrando in camera, e ad un certo punto da questa udì chiaramente la voce di Giacinta che la chiamava “Mamy, non piangere ” le diceva:
“Io ora sto bene, non soffro più; non aver pena, ho chiesto io di non soffrire più così e sono stata esaudita.”

Mentre sentiva queste parole, un raggio di sole iniziò a colorarsi d’arcobaleno e i puntini di quest’arcobaleno formarono una figura, un giovane bello come non si era mai visto, teneva per mano la giovane Giacinta che sorridendo alla mamma, continuava a parlare per mezzo della radio

“Questo è il mio Angelo custode ed è venuto a prendermi, ora è tempo di andare, ma tu vivi, non lasciare che il rimpianto sia l’unico suono della tua vita, ma colorala con un arcobaleno di motivi, perché un giorno ci rivedremo e quel giorno sarò orgogliosa della mia mamma”

L’immagine si dissolse nell’aria fresca della mattina e l’arcobaleno volò fuori della finestra lasciando il solito bip di richiamo nella radio.

La mamma, prese il libro che era accanto a Giacinta e nella pagina aperta c’era l’immagine dell’angelo che aveva visto con sua figlia e sotto scritto:

Non temere di essere sola mamma, tu sei stata un Angelo per me fino ad ora,
ma non perdere mai la fede che questo è vero, sei ancora Angelo …  Le mamme lo sono. Giacinta

♡♡♡

Le favole non sono parole fantastiche dettate dalle illusioni di persone che vogliono “colorare” le loro giornate inventando storie magiche, ma che tutto e’ calato nel reale, nel mondo in cui viviamo, il mondo che a volte non vediamo e non sentiamo…

Vietato calpestare i sogni ©ELisa