#Festadellamamma

Auguri 🌷

Cosa provi nell’essere vecchia?

L’altro giorno, una ragazza giovane mi ha chiesto:

  • Cosa provi nell’essere vecchia?-
    Mi ha sorpreso molto la domanda, dato che non mi sono mai ritenuta vecchia.
    Quando la ragazza ha visto la mia reazione, immediatamente si è dispiaciuta, ma le ho spiegato che era una domanda interessante.
    E poi ho riflettuto, ho pensato che invecchiare è un regalo.
    A volte mi sorprende la persona che vedo nel mio specchio.
    Ma non mi preoccupo di lei da molto tempo. Io non cambierei nulla di quello che ho per qualche ruga in meno ed un ventre piatto.
    Non mi rimprovero più perché non mi piace riassettare il letto, o perché non mangio alcune ” cose ” . Mi sento finalmente nel mio diritto di essere disordinata, stravagante e trascorrere le mie ore contemplando i fiori.
    Ho visto alcuni cari amici andarsene da questo mondo, prima di aver goduto della libertà che viene con l’invecchiare.
    A chi interessa se scelgo di leggere o giocare sul computer fino alle 4 del mattino e poi dormire fino a chi sa che ora?
    A chi interessa se ballo da sola ascoltando la musica anni 50?
    E se dopo voglio piangere per un amore perduto?
    E se cammino sulla spiaggia in costume da bagno, portando a spasso il mio corpo paffuto e mi tuffo fra le onde lasciandomi da esse cullare, nonostante gli sguardi di quelle che indossano ancora il bikini, saranno vecchie anche loro se avranno fortuna.
    È vero che attraverso gli anni il mio cuore ha sofferto per la perdita di una persona cara, ma è la sofferenza che ci dà forza e ci fa crescere.
    Un cuore che non si è rotto, è sterile e non saprà mai della felicità di essere imperfetto.
    Sono orgogliosa di aver vissuto abbastanza per far ingrigire i miei capelli e per conservare il sorriso della mia giovinezza, di quando ancora non c’erano solchi profondi sul mio viso.
    Orbene, per rispondere alla domanda con sincerità, posso dire:
    mi piace essere vecchia, perché la vecchiaia mi rende più saggia, più libera!
    So che non vivrò per sempre, ma mentre sono qui, voglio vivere secondo le mie leggi, quelle del mio cuore. Non voglio lamentarmi per ciò che non è stato, né preoccuparmi di quello che sarà.
    Nel tempo che rimane, semplicemente amerò la vita come ho fatto fino ad oggi, il resto lo lascio a Dio.
Auguri a tutte le Mamme del mondo

la mia splendida mamma non ce più ..

candele rose

 

Cara Nonna…
Hai abbandonato il tuo corpo terreno..
Con l’Amore che non mi hai mai fatto mancare..hai voluto che io lo sapessi mentre compravo i “nostri” fiori preferiti…
Nulla avviene per caso.
Ti amo..e grazie di esserci..
Saluta anche gli altri Angeli che hai raggiunto da parte mia!

Ai morti non dire addio…
La mia adorata mamma … La tua morte e prematura per il mio cuore … ❤

Dolce ricordi …

Dolce ricordi …
– Cos’è più grande, mammina mia:
un mondo o una quantita di mondi?
– (a quel età, non ha ancora chiaro il significato della parola “quantità” )
– Una quantità di mondi.
– Allora ti voglio bene una quantità di mondi, con tutte le città e i mari, con i boschi, i monti e e valli, con tutte le case, e finestre e le luci, col cielo e con tutte le stelle, anche con quelle che stanno dentro il mare.
– Così, mammina?
– Così, mia piccola gioia …
©ELisa

#Festa della Mamma

 

Rallenta mamma, non c’è bisogno di correre;
rallenta mamma, qual è il problema?
Rallenta mamma, concediti una tazza di caffè;
rallenta mamma, vieni e stai un po’ con me.

Rallenta, mamma, mettiamoci gli stivali
e andiamo a fare una passeggiata…
Raccogliamo le foglie, sorridiamo, ridiamo, parliamo.
Rallenta mamma, sembri così stanca,
vieni, accoccoliamoci sotto le coperte,
riposa insieme a me.

Rallenta mamma, quei piatti sporchi possono aspettare;
rallenta mamma, dai divertiamoci, facciamo una torta!
Rallenta mamma, lo so che lavori tanto
ma a volte, mamma,
è bello quando semplicemente ti fermi per un po’.
Siediti con noi un minuto,
ascolta com’è andata la nostra giornata,
trascorri con noi qualche momento in allegria,
perché la nostra infanzia non rallenterà!
R. Knight

Auguri alle mie dolce amiche  e Mamme ❤
#festadellamamma

Buon domenica felice !

Mamma, ascoltami con gli occhi!

Tu e Io

Fermati un attimo,
ascolta quello che hai intorno,
non chiudere mai i tuoi occhi se non è necessario,
affronta la vita in tutte le sue visioni,
respira l’aria, perché quella è tua e di nessun altro,
nessuno è meglio di te,
perché tu sei l’unico disegnatore della tua vita,
sei la persona che aspetta che piova per piangere in due,
sei il pastello che colora la tua strada,
l’acqua che rinfresca la tua giornata,
sei il musicista della tua colonna sonora,
lo scrittore della tua giornata,
il pittore del quadro in cui vivi,
tu sei tutto quello che ti circonda,
la vita è tua,
il resto è solo un contorno.

 

Mamma, ascoltami con gli occhi!

Una giovane mamma, in cucina, preparava la cena con la mente totalmente concentrata su ciò che stava facendo: preparare le patatine fritte.
Stava lavorando sodo proprio per preparare un piatto che i bambini avrebbero apprezzato molto.
Le patatine fritte era il piatto preferito dei bambini.

Il bambino più piccolo di quattro anni aveva avuto una intensa giornata alla scuola materna e raccontava alla mamma quello che aveva fatto.
La mamma gli rispondeva distrattamente con monosillabi e borbottii.

Qualche istante dopo si sentì tirare la gonna e udì: – “Mamma ”
La donna accennò di sì col capo e borbottò anche qualche parola.

Sentì altri strattoni alla gonna e di nuovo: “Mamma ”

Gli rispose ancora una volta brevemente e continuò imperterrita a sbucciare le patate.
Passarono cinque minuti.
Il bambino si attaccò alla gonna della mamma e tirò con tutte le sue forze.
La donna fu costretta a chinarsi verso il figlio.

Il bambino le prese il volto fra le manine paffute, lo portò davanti al proprio viso e disse: “Mamma, ascoltami con gli occhi!”.

( Da “Piccole storie per l’anima” di Bruno Ferrero )

#Festa della mamma / La Madre

 

La Madre

E il cuore quando d’un ultimo battito
Avrà fatto cadere il muro d’ombra
Per condurmi, Madre, sino al Signore,
Come una volta mi darai la mano.

In ginocchio, decisa

Sarai una statua davanti all’Eterno
Come già ti vedeva
Quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante la vecchie braccia,
Come quando spirasti
Dicendo: Mio Dio, eccomi.

E solo quando m’avrà perdonato

Ti verrà il desiderio di guardarmi.
Ricorderai d’avermi atteso tanto,
E avrai negli occhi un rapido sospiro.

Giuseppe Ungaretti