Hope & Faith- favole

Sono stanca di leggere la politica, islam, musulmani! Perdonatemi … Invece trovato questa bella favola, e mi e piaciuto tanto ❤ Buon inizio settima a tutti voi, Eisa

Hope & Faith

Il suo nome era Rabbia, era la più grande di tre fratelli.
Gli altri due più piccolini erano Rancore e Disperazione.
Vita difficile la loro, cresciuti soli, allontanati da tutti.

Non c’era un perché o almeno nessuno lo sapeva.

Erano orfani, non conoscevano altro che loro stessi, che messi insieme del resto incutevano un po’ di timore.

Se un giorno splendeva il sole sulle aiuole del parco centrale e loro sfilavano li dinanzi con incedere solenne quasi fosse una processione, ecco i fiori appassire con disperazione, ecco l’alzarsi di vortici d’aria con rancore ed infine ecco il cielo tingersi di nubi oscure e cariche di lampi e tuoni al passaggio della rabbia (che era la più grande, l’abbiamo detto) e per questo la più temibile perché da molti più anni sopportava l’infelice condizione.

Erano abituate da sempre al ritmo ripetitivo dei loro passi quando giungevano tra gli altri.

Forse, se solo l’avessero avuto avrebbero seguito il ritmo del loro cuore ma ne furono privi sin dalla nascita perché la mamma, a noi sconosciuta, fu rapita da Morte prima di subito e non poté quindi consegnarglielo.

Per questo erano animati da un sentimento, cupo, malvagio e distruttivo.

Non erano contenti sia ben chiaro ma era l’unica cosa che riuscivano a provare perché un giorno un’ ombra immensa, incappucciata tutta di nero andò da loro e gli diede tre pietre di lava nera dicendogli di metterla al posto del cuore visto che non ne avevano uno (si pensava fosse il demonio ma nessuno veramente sa).

Al posto del cuore solo pietra, da lì il declino: rabbia, rancore e disperazione si indurirono e chiusero sempre di più.

Impaurivano i passanti, incenerivano la terra, disseminavano il terrore.

Leggenda vuole che quelle poche persone che provarono ad avvicinarglisi vennero trascinate con forza e violenza nel baratro più profondo e distruttivo che sia mai esistito.

Questo accade perché chi conosce solo odio, ti fa precipitare con sé.

Rabbia, rancore e disperazione non arricchiscono ma privano.

Capitò anche a me.

Mi spogliarono di tutte le virtù e le qualità.

Mi resero niente.

Mi ritrovai nuda e tremante nel buio.

Disperazione mi avvolse con il suo abbraccio asfissiante e intanto mi domandavo perché, mi chiedevo se mai sarei tornata a vedere il sole e le aiuole ricoperte di fiori nei parchi della città.

Il trio però, da sempre isolato e allontanato dagli altri, guidato dai più vili sentimenti continuava a imprigionare vittime e a distruggere paesaggi.

Quando le cose peggiorarono e i tre cominciarono ad avanzare pretese di dominio universale la terra tremò: era il suo grido, esprimeva disapprovazione.

La natura ricevuto il messaggio chiamò a sé le virtù più importanti, così nel bel mezzo di un bosco verde e rigoglioso che brillava di un verde smeraldo accompagnato dallo scroscio della vicina sorgente eccoli sfilare con magnificenza.

Il primo ad avanzare fu Tempo, sa essere veloce se vuole ma soprattutto sa aspettare, per questo era molto amico con Pazienza, si conoscevano praticamente da quando erano ancora in fasce e arrivò subito dopo di lui.

Poi fu la volta di Forza, un omone grande e grosso, dalla statura potrebbe quasi spaventare se non fosse che poi ha quel viso pulito e candido da perenne adolescente che evidenzia la sua natura pacifica.

Forza era seguito da Equilibrio, un agile nanetto tutto zompettante, gli era necessario per non esagerare nei momenti in cui magari preso dall’emozione rischiava di non controllarsi.

Infine ecco lo squadrone che rabbia, rancore e disperazione dovevano ben temere: era la famiglia più potente che sia mai esistita.

La mamma Cuore e il papà Amore e poi la schiera di figli Bacio, Abbraccio, Tenerezza, Comprensione e Carezza.

C’erano poi nonna Fiducia e nonno Rispetto e infine le due zie zitelle Costanza e Speranza.

Loro erano tutto ciò di cui la terra che poco prima aveva tremato, necessitava.

Erano l’Esercito della Salvezza.

Così, avanzarono fieri e sicuri verso la grotta, umida e scura dimora del trio maledetto e con Forza moderata dall’Equilibrio e con Tempo aiutato da Pazienza e la famiglia detta del Nobile Sentimento lo scontro ebbe inizio.

Fu così che io e tanti altri riuscimmo di nuovo a sorridere.

Fu grazie al loro aiuto che le pietre di lava nera vennero finalmente sostituite da un cuore piccolo, piccolissimo proprio! Ma sarebbero cresciuti ben presto perché si sa l’amore vince sempre su tutto e finalmente sebbene la battaglia fu lunga e dolorosa alla fine Rabbia, Rancore e Disperazione decisero di arrendersi e di avere finalmente anche loro la possibilità di amare e essere amati.

Rabbia prese il nome di Felicità, Rancore volle chiamarsi Protezione e Disperazione mutò in Disponibilità.

I tre insieme decisero allora di partire per il mondo e piantare fiori ovunque.

Il fiore rappresenta l’individuo: entrambe infatti hanno bisogno di cure e amore.

Per ogni fiore i tre ponevano le mani a mo’di imposizione creando una cupola invisibile di protezione con la speranza che mai più nessun fiore e nessuna persona vengano più calpestati.
Fiaba di: Ilaria Proietti

Dal mondo dei sogni, …

Le ragioni per cui leggere prima di dormire: dal mondo dei sogni, al sentirsi meno soli… Il libro (tra l’altro) è l’antidoto a ogni lunedì lavorativo…


Premessa d’obbligo: leggere un libro è sempre cosa buona e giusta, ci teniamo a sottolinearlo, ma oggi ci occupiamo del motivo per cui leggere un libro prima di dormire può risultare un’azione positiva per mente e corpo.

Va anche premesso che la lettura a letto è una cosa privata, quindi i motivi possono variare da soggetto a soggetto, però vogliamo offrirvene 5 che possono essere i principali:

1) Concilia il sonno: ebbene si!, perdersi nei meandri di una trama, immedesimarsi con un personaggio, leggere e rileggere attentamente lunghe e dettagliate descrizioni, può conciliare il sonno. Questo non vuol dire che il libro è brutto, anzi, vuole solo dire che si è scelto di addormentarsi nel modo migliore.

2) Stimola l’attività onirica: la fase successiva a quella del sonno conciliato dalla lettura, è quella dei sogni; un fantasy o una storia d’amore possono farci sognare mondi in cui siamo eroi o coroniamo storie sentimentali appunto “da sogno”, un thriller o un horror, al contrario, ci possono suscitare incubi, attenzione alla lettura che si sceglie!

3) Aiuta a rilassarsi dopo le fatiche quotidiane: lunedì mattina terribile o giornata faticosa? Sciopero dei mezzi? Pioggia senza ombrello? Un buon libro di sera, a letto, sotto le coperte, può aiutare a dimenticare e a rilassarvi. Dopo una giornata difficile, sapere di tornare a casa, aprire la pagina dove si è lasciato il segnalibro e riprendere la lettura, può essere di conforto. Il libro è l’antidoto a ogni lunedì lavorativo!

4) Sconfigge la solitudine: si ha paura del buio a ogni età, si sentono rumori sospetti ogni volta che si sta a casa da soli. Leggere un libro prima di dormire fa sentire più sicuri di sé, protetti, al sicuro nel proprio mondo di pagine, come se si dormisse sotto una bolla di vetro infrangibile. Il libro è una guardia del corpo!

5) Un libro non è mai una buonanotte banale: l’ultimo motivo, il famoso “last but not least”, è riassuntivo dei primi quattro, ma al tempo stesso unico nel suo genere. La buonanotte di un libro può essere diversa tutti i giorni: può cambiare personaggi, trama, lingua; può essere dolce, crudele, fantastica, giocosa, timorosa, sarcastica. La buonanotte di un libro è contemporaneamente diversa ogni volta, ma confortevole al tempo stesso.

Il libro è la buonanotte più sicura e varia che c’è.

E voi, leggete prima di dormire?

Agosto – il mese delle favole

Non so se sia più facile credere nelle favole o nei sogni.. ma è meraviglioso quando trovi la persona che te li fa vivere entrambi.. cari amici come ogni anno, il mese d’agosto per me sono le mie favole. Per un mese rifiuto tutta la bruttura della vita, e mi rilasso la mente. Anche questo e un modo di andare in ferie. Almeno la mente va in vacanza! 

Featured image

“Il mondo ai miei tempi era poroso, permeabile al meraviglioso.
Voi avete bloccato le strade, ridotto le favole a una quisquilia, negando ciò che vi sfugge, scordando la forza delle antiche leggende.
Avete soffocato la magia, la spiritualità e la contemplazione nel frastuono delle vostre città e rari sono coloro i quali, prendendosi il tempo di tendere l’orecchio, riescono ancora a udire il sussurro dei tempi che furono o il rumore del vento tra le fronde. Ma non crediate che il massacro delle favole abbia scacciato la paura!
Niente affatto, voi continuate a tremare senza nemmeno sapere il perché”

(Carol Martinez – “La vergine dei sussurri”)

Vi auguro una serena Agosto!  ELisa

La leggenda delle mandorle

290 – Buon giorno con una favoletta

La leggenda delle mandorle

Molto tempo fa c’era una nobile fanciulla di rara bellezza che fu costretta ad avventurarsi nell’immensità del mare con un gruppo di marinai fidati, per sfuggire alla collera di un vecchio gentiluomo che voleva prenderla in sposa e non accettava di essere stato rifiutato dalla fanciulla.

Portava con sé un piccolo tesoro: pianticelle di mandorli,
e sacchi colmi dello stesso frutto che le piante adulte producevano d’estate: in quel tempo i mandorli erano considerati alberi benedetti dagli dei, sui suoi ramoscelli sbocciavano fiori candidi che mutavano in piccoli frutti la cui dolcezza metteva pace tra cielo e terra.

Navigarono per molto tempo e scampando alle burrasche, approdarono su un’isola meravigliosa, ricca di colori e di profumi.


La fanciulla fu accolta con calore dagli isolani che la ricoprirono di doni e la fanciulla per ripagare l’ospitalità, aveva donato in cambio agli isolani le pianticelle dei mandorli a loro sconosciute e i sacchi traboccanti dei frutti che producevano da adulte: le mandorle.
Gli abitanti dell’isola trovarono quel regalo molto prezioso e piantarono subito gli alberelli nella loro valle, tra i solchi di quella terra fertile e assolata, aspettando con ansia la primavera, per vedere il prodigio di cui parlava la fanciulla arrivata dal mare.

Le pianticelle attecchirono e qualche anno dopo sui rami cominciarono a sbocciare fiori bianchi e rosati dal profumo intenso che, quasi per magia, d’estate si trasformavano in piccoli frutti che sotto la durezza del guscio celavano un’anima tenera e dolce.

I mandorli fiorivano in gennaio, quando nella valle gli altri alberi da frutto battevano ancora i denti per il freddo nei campi irrorati dalla brina, annunciando molto in anticipo l’arrivo della primavera: quel luogo ancora oggi è conosciuto come la Valle dei Mandorli

Fu così che si diffusero in altre terre vicine e lontane, annunciate dalla reputazione di frutti ricchi e pregiati: si narrava che le mandorle fossero magiche e nel segreto dei loro gusci si nascondessero doni da fare meraviglia ai regnanti.

Per questo le mandorle furono destinate ad abitare nel cuore dei confetti, addolcendo gli eventi gioiosi degli esseri umani.

 Buon Lunedì mondo di amici con questa delizioso racconto di Sara Rodolao

Nota / appena finito di leggere il blog di Manu  Una Favola in TavolaLa Mandorla

Virtù e bontà di questo pianta stupenda. ve lo consiglio   ❤

Un caldo abbraccio a voi, Amici e Viandante, visto il freddo che ce! 🙂 Elisa

272 – Carol Martinez – “La vergine dei sussurri”

“Il mondo ai miei tempi era poroso, permeabile al meraviglioso.
Voi avete bloccato le strade, ridotto le favole a una quisquilia, negando ciò che vi sfugge, scordando la forza delle antiche leggende.
Avete soffocato la magia, la spiritualità e la contemplazione nel frastuono delle vostre città e rari sono coloro i quali, prendendosi il tempo di tendere l’orecchio, riescono ancora a udire il sussurro dei tempi che furono o il rumore del vento tra le fronde. Ma non crediate che il massacro delle favole abbia scacciato la paura!
Niente affatto, voi continuate a tremare senza nemmeno sapere il perché”

(Carol Martinez – “La vergine dei sussurri”)

mi ci voleva una lettura di defaticamento…libri ben scritti, con una storia semplice, non troppo lunghi, che ti fanno tornare a guardare alla lettura come un passatempo piacevole!

“La vergine dei sussurri” ha fatto proprio un ottimo lavoro…

Ambientato nel 1187, il libro narra in prima persona la vita di una ragazzina che per scampare al matrimonio combinato decide di farsi murare in un convento come reclusa…diventerà presto la “Santa”…

Sì, la chiameranno tutti così e lei crederà anche di essere una santa…però a me è sembrata piuttosto malvagia…anzi diciamo così: mi è sembrata molto umana nella sua debolezza, spesso nel suo egoismo…

il libro è molto molto carino, soprattutto per la scrittura così delicata e fuori dal tempo…

Questo libro è come un fiore, delicato ma molto bello e profumato… da leggere assolutamente per gustare una scrittura e una storia che ci farà tornare bambini, quando ci leggevano le fiabe…

nota: Regala ai tuoi figli favole con morale  affinché venga stimolata la loro volontà di ricerca della felicità nelle cose importanti della vita.

con affetto, Elisa

271 – L’Angelo Custode

Collegamento permanente dell'immagine integrata

Stasera prima di dormire penso agli abbracci non dati e ai tanti mai ricevuti. Buona notte  mondo di amici …  “Quando vuoi bene a qualcuno non conta dove si trova. Ma conta solo che tu possa ascoltare la sua presenza nel tuo Cuore.” ♡

AMICIZIA

“…nella solitudine, nella malattia, nella confusione, la semplice conoscenza dell’amicizia rende possibile resistere, anche se l’amico non ha il potere di aiutarci. È sufficiente che esista. L’amicizia non è diminuita dalla distanza o dal tempo, dalla prigionia o dalla guerra, dalla sofferenza o dal silenzio. È in queste cose che essa mette più profonde radici. È da queste cose che essa fiorisce…. “  – Pam Brown

[Albert+Einstein.jpg]

L’Angelo Custode

I primi raggi del sole della mattina, filtrando dalle persiane chiuse, illuminavano un poco il letto nel quale Giacinta aveva passato un’altra di quelle terribili notti di sofferenza.

La mamma si era appisolata sulla sedia in fondo al letto e Giacinta chiamandola piano piano la sveglia.

Ora vai mammina cara, vai a riposare nel tuo letto, io sto meglio.

La mamma aprì gli occhi e senza neanche una parola si trascinò nella sua stanza, era veramente distrutta da quella vita.

Giacinta tirò fuori del cassetto del comodino, il libro che le aveva regalato la sua amica Elena.

Il libro parlava d’Angeli.

Cominciò a divorare letteralmente le pagine di quel libro rifugiandosi in un mondo fantastico dove le misteriose creature erano protagoniste d’incredibili vicende,
sempre accanto alle persone che avevano bisogno d’aiuto.
Un intero capitolo di questo libro era dedicato alla loro evocazione.

Preghiere e nomi d’Angeli scorrevano sotto gli occhi di Giacinta che non vedeva l’ora di imparare come fare per farsi aiutare da uno di loro, non ne poteva più delle sofferenze che quel male le causava.

Nel pomeriggio aveva già finito di leggere il libro e quando Elena tornò per giocare un po’ con la sua amica del cuore gli Angeli furono il tema dei loro discorsi d’adolescenti e se li immaginavano giovani e belli.

Nella notte che venne, Giacinta stava bene e non aveva voluto che la mamma le stesse accanto, ma ella non se n’andò tranquilla a dormire in camera sua, prima d’averle acceso sul comodino una radio babysitter, per ascoltare la figlia anche di notte.

Quando Giacinta fu sola nella stanza cominciò a pronunciare le evocazioni e tutte le preghiere contenute nel libro… passava il tempo e nulla accadeva.

Giacinta si cominciò a sentire male e sapeva che le stava venendo un’altra delle sue crisi, allora per non svegliare la mamma spense la trasmittente della radio babysitter, piangeva, stava perdendo la fiducia che l’aveva animata fin li, ma continuava a ripetere le preghiere del libro.

La mattina portava i suoi tiepidi raggi di sole attraverso le finestre e la mamma che dormiva ancora, fu svegliata dalla radio che con un insistente bib bib stava segnalando l’esaurimento delle batterie.

Chiamò Giacinta, ma non ottenne risposta.
La trovò nel letto con il libro aperto, accanto.
Aveva un volto sereno.
Toccandola, capì con disperazione che se n’era andata nella notte e la strinse a se e la chiamò e la strinse ancora…

“Perché Giacinta te ne sei andata così ” le diceva.

Sentì di nuovo il bip bip della radio che aveva posato lì vicino entrando in camera, e ad un certo punto da questa udì chiaramente la voce di Giacinta che la chiamava “Mamy, non piangere ” le diceva:
“Io ora sto bene, non soffro più; non aver pena, ho chiesto io di non soffrire più così e sono stata esaudita.”

Mentre sentiva queste parole, un raggio di sole iniziò a colorarsi d’arcobaleno e i puntini di quest’arcobaleno formarono una figura, un giovane bello come non si era mai visto, teneva per mano la giovane Giacinta che sorridendo alla mamma, continuava a parlare per mezzo della radio

“Questo è il mio Angelo custode ed è venuto a prendermi, ora è tempo di andare, ma tu vivi, non lasciare che il rimpianto sia l’unico suono della tua vita, ma colorala con un arcobaleno di motivi, perché un giorno ci rivedremo e quel giorno sarò orgogliosa della mia mamma”

L’immagine si dissolse nell’aria fresca della mattina e l’arcobaleno volò fuori della finestra lasciando il solito bip di richiamo nella radio.

La mamma, prese il libro che era accanto a Giacinta e nella pagina aperta c’era l’immagine dell’angelo che aveva visto con sua figlia e sotto scritto:

Non temere di essere sola mamma, tu sei stata un Angelo per me fino ad ora,
ma non perdere mai la fede che questo è vero, sei ancora Angelo …  Le mamme lo sono. Giacinta

♡♡♡

Le favole non sono parole fantastiche dettate dalle illusioni di persone che vogliono “colorare” le loro giornate inventando storie magiche, ma che tutto e’ calato nel reale, nel mondo in cui viviamo, il mondo che a volte non vediamo e non sentiamo…

Vietato calpestare i sogni ©ELisa


263 – IL MONACO, L’ALLIEVO E L’ASINELLO

Tanto tempo fa un santo monaco aveva con sé un allievo, un ragazzo molto attento e ubbidiente.
Un giorno lo chiama e gli dice: «Vai a prendere l’asino e andiamo in città».

Il giovane prende l’asino, aiuta l’anziano monaco a salirvi e si avviano verso la città, il monaco in groppa all’asino e il ragazzo a piedi.
Alla prima svolta incontrano un gruppo di persone.
Qualcuno, naturalmente, ha qualcosa da ridire: «Ma guarda quanto è infingardo quel vecchio monaco: lui a cavallo, e quel povero ragazzo così gracile e delicato lasciato a piedi!»

Il vecchio monaco, appena udite queste parole, scende dall’asino, vi fa salire il ragazzo e tutti e tre si rimettono in cammino. Poco più avanti incontrano altre persone: «Oh, guarda cosa si deve vedere.

Un giovane sano e robusto a cavallo e un povero vecchio a piedi.
Non c’è più rispetto, non c’è più carità».

A queste parole il ragazzo salta giù dall’asino, aiuta l’anziano monaco a salirvi di nuovo, risale anche lui e proseguono verso la città.
Strada facendo, altra gente, altri commenti: «Guarda quella povera bestia!

Fra poco morirà stremata, sotto il peso di quei due fannulloni!
Ci vorrebbe almeno un po’ di pietà».

Il santo monaco e il ragazzo, allora, scendono in silenzio e proseguono il cammino a piedi. Ma qualcuno non è ancora soddisfatto: «Guardate, guardate…
S’è vista mai una cosa più sciocca?
Quei due hanno l’asino, e vanno a piedi!».
A questo punto l’anziano monaco dice al ragazzo: «Torniamo a casa».

Strada facendo gli spiega: «Hai capito la lezione, figliolo?
Per quanto ti sforzerai di assecondare gli altri, ci sarà sempre qualcuno che avrà qualcosa da ridire.
E allora tu impara a tirar diritto per la tua strada e a non prestare ascolto alle chiacchiere della gente».

Notte serena amici ❤ ELisa

fonte

259 – LA STORIA DEGLI ANGELI

Il mistero del Natale è legato all’attesa,all’esperienza del tempo necessario affinché le forze di vita e di luce afferrino e trasformino tutta la creazione.

I bambini portano in sé l’avvenire: hanno bisogno di sentire la presenza spirituale del Signore, di credere alla possibilità della sua nascita nella loro anima.

Ecco perché preparare l’esperienza del Natale con i bambini è una cosa infinitamente seria.

Ai genitori non serve riaccendere nei loro bambini una sentimentalità desueta, lontana, o difingere di credere a Babbo Natale: servono sentimenti forti e autentici.

I consigli, i racconti e le storie di questo libro ci accompagnano nel lungo periodo d’Avvento,settimana dopo settimana, e incoraggiano ciascuno a trovare la propria via verso il Natale e a creare le forme più adatte per coronare la nascita del Bambino Gesù.

Festeggiare l’avvento
di Soline e Pierre Lienhard
Fior di Pesco Edizioni
14,00 €
Edizione: Fior di Pesco Edizioni
Pagine: 64
Autore: Soline e Pierre Lienhard

LA STORIA DEGLI ANGELI DELL’AVVENTO

Gli angeli dell’Avvento sono quattro, proprio come le quattro settimane che preparano al Natale.

Vengono in visita sulla Terra, indossando abiti di un colore diverso, ciascuno dei quali rappresenta una particolare qualità.

L’angelo blu.
Durante la prima settimana, un grande angelo discende dal cielo per invitare gli uomini a prepararsi per il Natale.
E’ vestito con un grande mantello blu, intessuto di silenzio e di pace. Il blu del suo mantello rappresenta appunto il silenzio e il raccoglimento.

L’angelo rosso.
Durante la seconda settimana, un angelo con il mantello rosso scende dal cielo, portando con la mano sinistra un cesto vuoto. Il cesto è intessuto di raggi di sole e può contenere soltanto ciò che è leggero e delicato.
L’angelo rosso passa su tutte le case e cerca, guarda nel cuore di tutti gli uomini, per vedere se trova un po’ di amore…
Se lo trova, lo prende e lo mette nel cesto e lo porta in alto, in cielo.
E lassù, le anime di tutti quelli che sono sepolti in Terra e tutti gli angeli prendono questo amore e ne fanno luce per le stelle.
Il rosso del suo mantello rappresenta l’amore.

L’angelo bianco.
Nella terza settimana, un angelo bianco e luminoso discende sulla Terra. Tiene nella mano destra un raggio di sole.
Va verso gli uomini che conservano in cuore l’amore e li tocca con il suo raggio di luce. Essi si sentono felici perché nell’Inverno freddo e buio, sono rischiarati ed illuminati.
Il sole brilla nei loro occhi, avvolge le loro mani, i loro piedi e tutto il corpo. Anche i più poveri e gli umili sono così trasformati ed assomigliano agli angeli, perché hanno l’amore nel cuore. Soltanto coloro che hanno l’amore nel cuore possono vedere l’angelo bianco.
Il bianco è il simbolo della luce e brilla nel cuore di chi crede.

L’angelo viola.
Nella quarta e ultima settimana di Avvento, appare in cielo un angelo con il mantello viola.
L’angelo viola passa su tutta la Terra tenendo con il braccio sinistro una cetra d’oro. Manca poco all’arrivo del Signore.
Il colore viola è formato dall’unione del blu e del rosso, quindi il suo mantello rappresenta l’amore vero, quello profondo, che nasce quando si sta in silenzio e si ascolta la voce del Signore dentro di noi.

La Magia

La Magia del Cuore

Tutto e’ iniziato per scherzo e non potevo mai immaginare che soltanto il credere alla propria natura servisse per vedersi quale veramente si è!
E si, per scherzo credere alla MAGIA e poi finire nello scoprirsi veramente “streghetta del cuore” e sperimentare che le magie e i desideri si avverano.

Tutti abbiamo letto la favola di “ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE” oppure la straordinaria avventura di “DOROTY nel mondo di OZ” ma forse mai nessuno ci ha mai creduto, io ero una tra gli increduli, eppure  oggi credo che quelle favole non erano del tutto fantasie.

Mondi incantati, fatine, gnomi, draghi, angeli e demoni,  magie e miracoli non appartengono solo al mondo della fantasia; oltre la realta’ visibile c’e’ ne una che e’ reale ma che e’ visibile solo a chi ha occhi per vederla e cuore per sentirla, bisogna affinare in modo profondo i propri sensi.

Pensavate forse che PETER PAN mentisse quando un pensiero felice gli permise di volare di nuovo e che L’ISOLA CHE NON C’E’ una sciocca invenzione per intrattenere i bambini e aumentare la loro immaginazione?
E no,  vi dico che i bambini sono privilegiati perchè non hanno perso la voglia di sognare e di CREDERE ai loro desideri e alla loro magia, di credere che ogni cosa parla il suo linguaggio e tutto ciò che sembra inanimato ha al suo interno un flusso di energia e di vita che è possibile avvertire .

Anch’io avevo dimenticato cosa significava sognare, avevo dimenticato che ogni marciapiede può portare a un sentiero incantato, avevo dimenticato che accanto a me c’e sempre un Angelo a  farmi compagnia e avevo dimenticato il suono della sua voce, avevo dimenticato che ogni fontana può accogliere desideri con una monetina e che i desideri che brillano in cielo se caldamente attesi, prima o poi, cadono dolcemente sulla terra come polvere di stelle .

Vi parlo di magie, di incantesimi, di cose che si avverrano solo se sono accompagnate da una forte certezza che tutto ciò che si desidera, se veramente puro, può diventare realtà ed illuminare il mondo.
Il segreto e credere in modo profondo che possa concretizzarsi ciò che potenzialmente e già accaduto!

Le favole non sono  parole fantastiche dettate dalle illusioni di  persone che vogliono “colorare” le loro giornate inventando storie magiche, ma che tutto e’ calato nel reale, nel mondo in cui viviamo, il mondo che a volte non vediamo e non sentiamo…
diamogli ascolto e vedremo che le stelle non sono solo in cielo, che gli Angeli  sono una realtà e che la Magia del Cuore e una straordinaria Verità!

Buon domenica amici, con dolce risveglio! ❤ Lisa

C’era una volta – Sognare a colori

Il posto delle favole

E’ il mondo incantato che vive dentro di noi,
e’ il desiderio dei grandi di rimanere magicamente bambini,
e’ il sogno che sa di fantasia e speranza, di fate e folletti,
di mondi incantati e pensieri buoni.
Le favole siamo noi.

Le favole sono di tutti, grandi e bambini.
Le favole nascono per volare lontano,
per toccare il cuore della gente.
Le favole si amano, si raccontano, si vivono, si sognano…

“Il posto delle favole” e’ dedicato a chi vuole regalare pensieri ed emozioni,
a chi si sente meravigliosamente ancora bambino.
A chi ha voglia di raccontarsi e di sognare a colori.

Notte fatata a tutti voi Lisa ♡

I libri e terapia – favole

Un simpatico proverbio giudeo-marocchino dice: ” Che bisogno avevo di pettinare la testa di un calvo?”

Ci si deve allora chiedere perchè si ricorre spesso a rimedi inutili per sedare la malinconia, quando il territorio delle fiabe raccolte e stampate è sempre cosi vasto. E soppratutto, chi ha detto che le fiabe sono fatto solo per i bambini?
Io da piccolo -ma poi anche piu tardi – sono sovente ricorso alle favole per una rapida iniezione lenitiva di bene.
le fiabe sono brevi, di facile e pronta lettura, e rasserenano, mettono a posto tante cose e sembrano aggiustare il mondo come vorremmo che fosse.

La nostra è l’epoca in cui gli essere umani vengono facilmente trasformati in bestie parlanti – e viceversa – quasi tutti spettatori passivi del torpore televisivo di quei salotti che abbondano sempre di piu nelle programmazioni di ogni rete. La televisione potrebbe essere terapeutica, ma la maggior parte delle volte non lo è affatto, e ci riversa adosso brutali riprese di orrori quotidiani, di guerre, massacri e delitti, inescando in noi ansie che a volte solo gli psicofarmaci, o lo shopping, riescono a sedare.

Invece il meccanismo delle fiabe, che sanno trasformare anche gli oggetti piu umili in personaggi commoventi ( vedi Andersen, Astrid Lindgren e in seguito Walt Disney), è in grado di mettere in moto la nostra immaginazione che diventa subito partecipazione attiva, e sa creare in noi nuovi universi morali e sentimentali.
James Hillman, in Children’s Literature, sostieni che quanti durante l’infanzia hanno sognato sulla fiabe e sui libri illustrati sono in un certo senso ben piu preparati alla vita di quelli che non ne hanno mai subito il fascino.
Queste letture precoci diventano “in un certo modo vissute e assimilate, una via in cui l’anima ritrova se stessa nella vita”

Il saggio cabalista Baal Shem Tov ricorda che i nostri occhi e le nostre orecchie devono essere addestrati a percepire l’impalpabile realtà che ci circonda. E allora, che cosa c’è di meglio del mondo fantastico e paradossale di una fiaba?
Un altro maestro cabalista insisteva: noi siamo anima, mentre noi abbiamo un corpo.
Dunque, il corpo è il nostro strumento di lettura del mondo,e a questo scopo (anche terapeutico, ma soppratutto creativo) noi dobbiamo usarlo.
Per conoscere, sperimentare, inventare, e in special modo vivere questa avventure terrena nella maniera piu’ degna, oppure anche indegna, a seconda del personaggio che abbiamo deciso di interpretare sul palcoscenico del mondo.
Per esempio, Hans Christian Andersen, nato da famiglia povera, pur privo di mezzi aveva scelto di essere poeta e favolista. Quando era piccolo il padre ciabattino gli leggeva le fiabe popolari, e nel manicomio dove la nonna era giardiniera lui stava buono e ascoltava rapito i racconti straordinari sussuratigli in segreto dalle vecchie ospiti. Nella sua Danimarca natale, Andersen aveva scoperto che, per essere veramente originali e unici, bisognava avere il coraggio di essere fino in findo se stessi. Cosi come se stesse è la natura in ogni sua manifestazione. ” Se una foglia d’albero non e mai la precisa copia di un altra, allo stesso modo nessun uomo, nella sua piu’ intima natura, è copia di un altro uomo”. aveva annotato. Andersen viveva la sua vita come una favola solo a lui destinato, piena di sorpresa e di magia. Non a caso aveva intitolato la sua autobiografia “La fiaba della mia vita”
Diceva di scrivere “per poche anime capaci di ascoltare una narrazione, e di trarne conforto, nonostante i clamori del mondo.”

Un’altr grande affabulatrice, Karen Blixen, scriverà dall’Africa alla madre a proposito del suo adorato Andersen: “E’ la gente senza fantasia che è la peggiore; solo quelli che la possiedono conoscono la vera essenza delle cose.”

A proposito di Andersen, Ada Castagnoli Manghi ha detto che ” cercando attraverso il racconto di dare una risposta a molti interrogativi grandi e piccoli della vita quotidiana, Andersen si era convinto che solo nella fiabe si trova il coraggio di chiamare le cose con il loro nome.”

Dunque, stabilito che il tasso di pensieri felici è nelle fiabe molto alto, ecco come indicato una possibile cura per l’infelicità quotidiana. Come abbiamo visto, se i libri curano in prima battuta chi li pensa e li scrive, a maggior ragione un pò di bene passerà anche a chi ne ha bisogno.

E cosi, leggendo prima di dormire una favola o una breve, poetico racconto, siamo in grado di neutralizzare le piccole infelicità di un’intera giornata.

 LA NASCITA DEGLI ELFIfiaba Islandese

Un giorno il buon Dio, travestito da viandante, bussò alla porta di una piccola casa e chiese ospitalità. Venne accolto da una famiglia numerosa ma così povera da non avere di che vestire i figli. Padre e madre si vergognavano di ciò e presentarono allo straniero solo la metà dei loro bambini. Dio li trovò amabili e chiese alla madre se ne avesse altri oltre a quelli. La donna rispose di no. 

Naturalmente il buon Dio sapeva benissimo che aveva altri figli e domandò ancora: “Mia buona donna, mi hai davvero presentato tutti i tuoi figli?”
“Certamente – mentì la donna sorridendo – Non sono forse abbastanza?”. 
Dio si accontentò di questa risposta e si sedette a tavola per la cena.
Notò che quella famiglia era molto pia: ringraziava il Signore per il cibo e, nonostante fosse appena sufficiente per loro, lo condivisero con lo straniero. Dio notò anche che tutti i bambini si misero in tasca un po’ di pane secco da portare ai loro fratelli e sorelle nascosti.
Il giorno seguente, prima di andarsene, Dio disse alla famiglia tanto ospitale: “Ciò che è stato nascosto a me verrà nascosto anche agli occhi degli estranei”. Da quel momento, i bambini nudi diventarono invisibili; i genitori li percepivano e gli altri uomini potevano vederli soltanto quando lo desideravano i bimbi stessi. Dio diede ai bambini dei fiori, con i quali poterono vestirsi, e da allora non patirono più il freddo.
Essendo invisibili, dovevano fare attenzione a non essere calpestati, e, per questo, Dio diede loro le ali, affinché potessero spiccare il volo in fretta al minimo pericolo.
Quei bambini gli erano molto affezionati e Dio fece loro molti altri doni, che gli uomini comuni non possedevano. Potevano parlare con i fiori e gli animali, e trovavano sempre cibo per saziarsi e vivere in buona salute. I bambini invisibili crebbero ed ebbero dei figli, che a loro volta ebbero altri figli. Facevano del bene agli uomini senza farsi vedere, anche se talvolta si divertivano a far loro qualche scherzo.
Vivevano nelle grotte, negli alberi, in riva ai fiumi; i più piccoli riuscivano persino ad abitare sulle corolle dei fiori.
Gli uomini li battezzarono Elfi.
Mentre gli uomini sfruttavano la terra, gli Elfi diventarono gli spiriti della natura e talvolta intervenivano per contrastare le azioni degli uomini irrispettosi dell’ambiente. Gli Elfi si manifestano di rado: non hanno molto spazio sulla terra per eseguire le loro danze e per celebrare i loro riti. Sono sempre in grado di vedere gli uomini; per contro, noi possiamo vedere gli Elfi soltanto quando loro lo desiderano…

LA (mia) FILOSOFIA

LA (mia) FILOSOFIA E L’INTERNET

La vita è piena d’avversità, delusioni, ma è la nostra vita ed è la cosa piu meravigliosa che abbiamo. Basterebbe soffermarci ogni tanto a capire le ragioni delle persone, a vedere oltre gli occhi entrando il loro cuore.

Ma no, alla fine è sempre più facile tapparsi le orecchie e mettere un paio d’occhiali da sole per non vedere, per non capire.

      Non ci sto, ho toccato il fondo nella vita, ho dovuto imparare a odiarmi per sapere quanto amore avessi, e ho deciso. Non ha senso vivere una vita senza amore, chiudendo il cuore imprigionandolo nell’indifferenza,
ho capito che l’importante, nel bene o nel male è riuscire ad ascoltare il nostro e il cuore degli altri, perché altrimenti esisterebbe solo il niente e dal niente non si può tornare indietro…

Sono ottimista, mi sento viva anche se sto soffrendo nella mia vita ma ne sono felice perché so che questa sofferenza farà sì che io rinasca con una luce diversa, più luminosa e intensa che mai.

Nelle nostre blog’s, come nella vita reale, le persone hanno dentro di se un gran desiderio, capire ed essere capiti, volersi bene… abbracciarsi e condividere con gli altri quella che è la propria vita… sorridere.

Non ha senso scappare, fuggire dalle cose o dalle persone, solo affrontando tutto ciò che ha di fronte a noi può renderci migliori e può farci sentire orgogliosi di noi stessi..

PRIMO VOLTA …
Molti di noi vivono la vita distrattamente, lasciando che ci scorra addosso, e spesso, senza renderci conto che vicino a noi sono delle persone che possono renderla migliore.

Una sera girovagavo sull’internet, con dei pensieri tristi e con un senso d’apatia, che faceva dire a me stesso: ma cosa ci faccio io qui?
Nel mio vagabondare sono finito davanti ad una porta con poche indicazioni sul tipo di persone che viveva dietro a quella porta, ho bussato e mi è stato aperto, ma non sicuro di me non varcai quella soglia subito, esitavo, forse avevo il timore di trovare qualcosa di non gradito e in ogni modo incerto.
Qualcuno da fuori mi chiama e mi saluta, rispondo per cortesia e scambio due parole, che diventa alla fine una gradevole chiacchierare senza accorgersene che si e fatto tardi. Anche dopo che ho chiuso il pc, continuavo a pensare a lei, e improvvisamente mi usci un sorriso. Cosa che da tanto tempo, non mi capitava. Sorridere.
Per un po avevo tante cose da fare, ma quando una sera mi sedetti davanti al pc, mentre aspettavo il collegamento mi viene in mente lei, e speravo di ritrovala. Era una bella sensazione. Quasi subito comincia a lampeggiare un invito nel chat… era lei. Cominciamo a chattare come due “vecchie amiche”, ad un certo punto mi “afferra per mano” e mi dice; vieni con me, la seguo istintivamente con fiducia, curiosità, e già con un senso di leggerezza dentro di me, sconosciuto.
Seguendo questa persona che già consideravo amica, anche se in parte sconosciuta, sono inciampato più volte, sono caduto, e lei sempre vicina a tendermi la mano, ad incoraggiarmi, capace di darmi la sensazione di essere lì, seduta vicino a me di fronte al PC, di spronarmi perfino, ma sempre molto gentilmente, fino ad un luogo dove vi sono dei suoi amici, che io ho potuto intravedere ma non conoscere per il momento.
Cominciata cosi …

“Mi hanno accolta, con affetto, mi hanno dato l’amicizia, e hanno risvegliato in me l’amore, l’amore per la vita e per la poesia.”
Per la verità, mi piaceva scrivere da sempre, già da bambina scribacchiavo, ma poi nel mio dolore, vivendo nel mio solitudine ho perso il gusto di scrivere.
Per fare breve, con il loro pazienza e l’affetto che mi hanno dato, sono tornata viva, “virtualmente”

 Per me da quel momento in poi, come respirare ossigeno puro…
Avevamo l’abitudine verso le 22.30 riunire davanti al pc e scrivere, poesie a più mani.
Ma non solo poesie. In questo gruppo c’era tanto voglia di aiutare gli altri. Anche con un semplice “buon giorno” ti facevano capire, che non sei più sola. Eravamo una piccola famiglia virtuale, ma molto più vera, quanto non sia nel vita reale!

Penso a loro con immenso affetto, e so che li porterò sempre nel mio cuore, anche se da tempo il destino ci ha divisi, ma non i ricordi e la mia affetto, che porterò sempre nel mio cuore.
E per far capire meglio vi racconto una favola …

… Tantissimo tempo fa, Dio decise di lasciare la terra perché la pace non regnava più nei cuori dei suoi figli, cosi volle tornare nel suo paradiso portandosi con se i semi della vita.
Appena ebbe riempito il suo sacco volo in alto al di dei cieli, senza accorgersi però, che questo, aveva un piccolo foro, da dove durante il tragitto, una parte dei semi riuscirono a disperdersi nell’universo.
Alcuni si posarono sulla stelle e sulla luna, anche il sole volle la sua parte, altri vagarono nel cielo prima di ritornare di nuovo sulla terra.
Un seme cadde in un fiume e si lasciò trasportare dall’acqua e dopo aver sfiorato i riflessi di un lago raggiunse il mare, in un giorno di arcobaleno.
un seme invece venne raccolta da un mago, uno venne preso da un angelo, nulla si perse, persino una briciola ebbe la sua parte.
E ‘cosi che nacquero i Poetxcaso che si sono ritrovati nel quadro di questo tenero dipinto di parole.

Link: Poesia con Amore