Dirò all’attimo: sei così bello! Fermati!

katysflowersandantiques:
“Coffee and roses.
”

Dirò all’attimo: sei così bello! Fermati!

Fingo di non esistere
Rivolgo sguardi semplici
Guardo i loro vestiti impeccabili
Ascolto chiacchere inutili
E racconto favole.

Parlo di mari limpidi
Invento amori languidi
Illumino i loro occhi miopi
E racconto favole
Favole per disperati

Qualcuna riesce a farli evadere … ?

Favole che insegnano a considerare le regole imposte dai genitori un’opportunità per imparare cose giuste, esplorando il motivo di perchè esistono alcune regole, i bambini imparano a ragionare sulle cose ponendosi delle domande in modo non convenzionale, costruendo contemporaneamente schemi logici molto più efficienti per superare le sfide della vita.
Le favole insegnano a vivere la vita con gli occhi dell’aquila che sorvola la montagna e non con gli occhi di chi guarda impaurito la montagna dal basso.

 

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Hope & Faith- favole

Sono stanca di leggere la politica, islam, musulmani! Perdonatemi … Invece trovato questa bella favola, e mi e piaciuto tanto ❤ Buon inizio settima a tutti voi, Eisa

Hope & Faith

Il suo nome era Rabbia, era la più grande di tre fratelli.
Gli altri due più piccolini erano Rancore e Disperazione.
Vita difficile la loro, cresciuti soli, allontanati da tutti.

Non c’era un perché o almeno nessuno lo sapeva.

Erano orfani, non conoscevano altro che loro stessi, che messi insieme del resto incutevano un po’ di timore.

Se un giorno splendeva il sole sulle aiuole del parco centrale e loro sfilavano li dinanzi con incedere solenne quasi fosse una processione, ecco i fiori appassire con disperazione, ecco l’alzarsi di vortici d’aria con rancore ed infine ecco il cielo tingersi di nubi oscure e cariche di lampi e tuoni al passaggio della rabbia (che era la più grande, l’abbiamo detto) e per questo la più temibile perché da molti più anni sopportava l’infelice condizione.

Erano abituate da sempre al ritmo ripetitivo dei loro passi quando giungevano tra gli altri.

Forse, se solo l’avessero avuto avrebbero seguito il ritmo del loro cuore ma ne furono privi sin dalla nascita perché la mamma, a noi sconosciuta, fu rapita da Morte prima di subito e non poté quindi consegnarglielo.

Per questo erano animati da un sentimento, cupo, malvagio e distruttivo.

Non erano contenti sia ben chiaro ma era l’unica cosa che riuscivano a provare perché un giorno un’ ombra immensa, incappucciata tutta di nero andò da loro e gli diede tre pietre di lava nera dicendogli di metterla al posto del cuore visto che non ne avevano uno (si pensava fosse il demonio ma nessuno veramente sa).

Al posto del cuore solo pietra, da lì il declino: rabbia, rancore e disperazione si indurirono e chiusero sempre di più.

Impaurivano i passanti, incenerivano la terra, disseminavano il terrore.

Leggenda vuole che quelle poche persone che provarono ad avvicinarglisi vennero trascinate con forza e violenza nel baratro più profondo e distruttivo che sia mai esistito.

Questo accade perché chi conosce solo odio, ti fa precipitare con sé.

Rabbia, rancore e disperazione non arricchiscono ma privano.

Capitò anche a me.

Mi spogliarono di tutte le virtù e le qualità.

Mi resero niente.

Mi ritrovai nuda e tremante nel buio.

Disperazione mi avvolse con il suo abbraccio asfissiante e intanto mi domandavo perché, mi chiedevo se mai sarei tornata a vedere il sole e le aiuole ricoperte di fiori nei parchi della città.

Il trio però, da sempre isolato e allontanato dagli altri, guidato dai più vili sentimenti continuava a imprigionare vittime e a distruggere paesaggi.

Quando le cose peggiorarono e i tre cominciarono ad avanzare pretese di dominio universale la terra tremò: era il suo grido, esprimeva disapprovazione.

La natura ricevuto il messaggio chiamò a sé le virtù più importanti, così nel bel mezzo di un bosco verde e rigoglioso che brillava di un verde smeraldo accompagnato dallo scroscio della vicina sorgente eccoli sfilare con magnificenza.

Il primo ad avanzare fu Tempo, sa essere veloce se vuole ma soprattutto sa aspettare, per questo era molto amico con Pazienza, si conoscevano praticamente da quando erano ancora in fasce e arrivò subito dopo di lui.

Poi fu la volta di Forza, un omone grande e grosso, dalla statura potrebbe quasi spaventare se non fosse che poi ha quel viso pulito e candido da perenne adolescente che evidenzia la sua natura pacifica.

Forza era seguito da Equilibrio, un agile nanetto tutto zompettante, gli era necessario per non esagerare nei momenti in cui magari preso dall’emozione rischiava di non controllarsi.

Infine ecco lo squadrone che rabbia, rancore e disperazione dovevano ben temere: era la famiglia più potente che sia mai esistita.

La mamma Cuore e il papà Amore e poi la schiera di figli Bacio, Abbraccio, Tenerezza, Comprensione e Carezza.

C’erano poi nonna Fiducia e nonno Rispetto e infine le due zie zitelle Costanza e Speranza.

Loro erano tutto ciò di cui la terra che poco prima aveva tremato, necessitava.

Erano l’Esercito della Salvezza.

Così, avanzarono fieri e sicuri verso la grotta, umida e scura dimora del trio maledetto e con Forza moderata dall’Equilibrio e con Tempo aiutato da Pazienza e la famiglia detta del Nobile Sentimento lo scontro ebbe inizio.

Fu così che io e tanti altri riuscimmo di nuovo a sorridere.

Fu grazie al loro aiuto che le pietre di lava nera vennero finalmente sostituite da un cuore piccolo, piccolissimo proprio! Ma sarebbero cresciuti ben presto perché si sa l’amore vince sempre su tutto e finalmente sebbene la battaglia fu lunga e dolorosa alla fine Rabbia, Rancore e Disperazione decisero di arrendersi e di avere finalmente anche loro la possibilità di amare e essere amati.

Rabbia prese il nome di Felicità, Rancore volle chiamarsi Protezione e Disperazione mutò in Disponibilità.

I tre insieme decisero allora di partire per il mondo e piantare fiori ovunque.

Il fiore rappresenta l’individuo: entrambe infatti hanno bisogno di cure e amore.

Per ogni fiore i tre ponevano le mani a mo’di imposizione creando una cupola invisibile di protezione con la speranza che mai più nessun fiore e nessuna persona vengano più calpestati.
Fiaba di: Ilaria Proietti

Dal mondo dei sogni, …

Le ragioni per cui leggere prima di dormire: dal mondo dei sogni, al sentirsi meno soli… Il libro (tra l’altro) è l’antidoto a ogni lunedì lavorativo…


Premessa d’obbligo: leggere un libro è sempre cosa buona e giusta, ci teniamo a sottolinearlo, ma oggi ci occupiamo del motivo per cui leggere un libro prima di dormire può risultare un’azione positiva per mente e corpo.

Va anche premesso che la lettura a letto è una cosa privata, quindi i motivi possono variare da soggetto a soggetto, però vogliamo offrirvene 5 che possono essere i principali:

1) Concilia il sonno: ebbene si!, perdersi nei meandri di una trama, immedesimarsi con un personaggio, leggere e rileggere attentamente lunghe e dettagliate descrizioni, può conciliare il sonno. Questo non vuol dire che il libro è brutto, anzi, vuole solo dire che si è scelto di addormentarsi nel modo migliore.

2) Stimola l’attività onirica: la fase successiva a quella del sonno conciliato dalla lettura, è quella dei sogni; un fantasy o una storia d’amore possono farci sognare mondi in cui siamo eroi o coroniamo storie sentimentali appunto “da sogno”, un thriller o un horror, al contrario, ci possono suscitare incubi, attenzione alla lettura che si sceglie!

3) Aiuta a rilassarsi dopo le fatiche quotidiane: lunedì mattina terribile o giornata faticosa? Sciopero dei mezzi? Pioggia senza ombrello? Un buon libro di sera, a letto, sotto le coperte, può aiutare a dimenticare e a rilassarvi. Dopo una giornata difficile, sapere di tornare a casa, aprire la pagina dove si è lasciato il segnalibro e riprendere la lettura, può essere di conforto. Il libro è l’antidoto a ogni lunedì lavorativo!

4) Sconfigge la solitudine: si ha paura del buio a ogni età, si sentono rumori sospetti ogni volta che si sta a casa da soli. Leggere un libro prima di dormire fa sentire più sicuri di sé, protetti, al sicuro nel proprio mondo di pagine, come se si dormisse sotto una bolla di vetro infrangibile. Il libro è una guardia del corpo!

Immagine:Ileana

5) Un libro non è mai una buonanotte banale: l’ultimo motivo, il famoso “last but not least”, è riassuntivo dei primi quattro, ma al tempo stesso unico nel suo genere. La buonanotte di un libro può essere diversa tutti i giorni: può cambiare personaggi, trama, lingua; può essere dolce, crudele, fantastica, giocosa, timorosa, sarcastica. La buonanotte di un libro è contemporaneamente diversa ogni volta, ma confortevole al tempo stesso.

Il libro è la buonanotte più sicura e varia che c’è.

E voi, leggete prima di dormire?

Agosto – il mese delle favole

Non so se sia più facile credere nelle favole o nei sogni.. ma è meraviglioso quando trovi la persona che te li fa vivere entrambi.. cari amici come ogni anno, il mese d’agosto per me sono le mie favole. Per un mese rifiuto tutta la bruttura della vita, e mi rilasso la mente. Anche questo e un modo di andare in ferie. Almeno la mente va in vacanza! 

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“Il mondo ai miei tempi era poroso, permeabile al meraviglioso.
Voi avete bloccato le strade, ridotto le favole a una quisquilia, negando ciò che vi sfugge, scordando la forza delle antiche leggende.
Avete soffocato la magia, la spiritualità e la contemplazione nel frastuono delle vostre città e rari sono coloro i quali, prendendosi il tempo di tendere l’orecchio, riescono ancora a udire il sussurro dei tempi che furono o il rumore del vento tra le fronde. Ma non crediate che il massacro delle favole abbia scacciato la paura!
Niente affatto, voi continuate a tremare senza nemmeno sapere il perché”

(Carol Martinez – “La vergine dei sussurri”)

Vi auguro una serena Agosto!  ELisa

290 – Buon giorno con una favoletta

La leggenda delle mandorle

La leggenda delle mandorle

Molto tempo fa c’era una nobile fanciulla di rara bellezza che fu costretta ad avventurarsi nell’immensità del mare con un gruppo di marinai fidati, per sfuggire alla collera di un vecchio gentiluomo che voleva prenderla in sposa e non accettava di essere stato rifiutato dalla fanciulla.

Portava con sé un piccolo tesoro: pianticelle di mandorli,
e sacchi colmi dello stesso frutto che le piante adulte producevano d’estate: in quel tempo i mandorli erano considerati alberi benedetti dagli dei, sui suoi ramoscelli sbocciavano fiori candidi che mutavano in piccoli frutti la cui dolcezza metteva pace tra cielo e terra.

Navigarono per molto tempo e scampando alle burrasche, approdarono su un’isola meravigliosa, ricca di colori e di profumi.


La fanciulla fu accolta con calore dagli isolani che la ricoprirono di doni e la fanciulla per ripagare l’ospitalità, aveva donato in cambio agli isolani le pianticelle dei mandorli a loro sconosciute e i sacchi traboccanti dei frutti che producevano da adulte: le mandorle.
Gli abitanti dell’isola trovarono quel regalo molto prezioso e piantarono subito gli alberelli nella loro valle, tra i solchi di quella terra fertile e assolata, aspettando con ansia la primavera, per vedere il prodigio di cui parlava la fanciulla arrivata dal mare.

Le pianticelle attecchirono e qualche anno dopo sui rami cominciarono a sbocciare fiori bianchi e rosati dal profumo intenso che, quasi per magia, d’estate si trasformavano in piccoli frutti che sotto la durezza del guscio celavano un’anima tenera e dolce.

I mandorli fiorivano in gennaio, quando nella valle gli altri alberi da frutto battevano ancora i denti per il freddo nei campi irrorati dalla brina, annunciando molto in anticipo l’arrivo della primavera: quel luogo ancora oggi è conosciuto come la Valle dei Mandorli

Fu così che si diffusero in altre terre vicine e lontane, annunciate dalla reputazione di frutti ricchi e pregiati: si narrava che le mandorle fossero magiche e nel segreto dei loro gusci si nascondessero doni da fare meraviglia ai regnanti.

Per questo le mandorle furono destinate ad abitare nel cuore dei confetti, addolcendo gli eventi gioiosi degli esseri umani.

 Buon Lunedì mondo di amici con questa delizioso racconto di Sara Rodolao

Nota / appena finito di leggere il blog di Manu  Una Favola in TavolaLa Mandorla

Virtù e bontà di questo pianta stupenda. ve lo consiglio   ❤

Un caldo abbraccio a voi, Amici e Viandante, visto il freddo che ce! 🙂 Elisa

272 – Carol Martinez – “La vergine dei sussurri”

“Il mondo ai miei tempi era poroso, permeabile al meraviglioso.
Voi avete bloccato le strade, ridotto le favole a una quisquilia, negando ciò che vi sfugge, scordando la forza delle antiche leggende.
Avete soffocato la magia, la spiritualità e la contemplazione nel frastuono delle vostre città e rari sono coloro i quali, prendendosi il tempo di tendere l’orecchio, riescono ancora a udire il sussurro dei tempi che furono o il rumore del vento tra le fronde. Ma non crediate che il massacro delle favole abbia scacciato la paura!
Niente affatto, voi continuate a tremare senza nemmeno sapere il perché”

(Carol Martinez – “La vergine dei sussurri”)

mi ci voleva una lettura di defaticamento…libri ben scritti, con una storia semplice, non troppo lunghi, che ti fanno tornare a guardare alla lettura come un passatempo piacevole!

“La vergine dei sussurri” ha fatto proprio un ottimo lavoro…

Ambientato nel 1187, il libro narra in prima persona la vita di una ragazzina che per scampare al matrimonio combinato decide di farsi murare in un convento come reclusa…diventerà presto la “Santa”…

Sì, la chiameranno tutti così e lei crederà anche di essere una santa…però a me è sembrata piuttosto malvagia…anzi diciamo così: mi è sembrata molto umana nella sua debolezza, spesso nel suo egoismo…

il libro è molto molto carino, soprattutto per la scrittura così delicata e fuori dal tempo…

Questo libro è come un fiore, delicato ma molto bello e profumato… da leggere assolutamente per gustare una scrittura e una storia che ci farà tornare bambini, quando ci leggevano le fiabe…

nota: Regala ai tuoi figli favole con morale  affinché venga stimolata la loro volontà di ricerca della felicità nelle cose importanti della vita.

con affetto, Elisa

271 – L’Angelo Custode

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Stasera prima di dormire penso agli abbracci non dati e ai tanti mai ricevuti. Buona notte  mondo di amici …  “Quando vuoi bene a qualcuno non conta dove si trova. Ma conta solo che tu possa ascoltare la sua presenza nel tuo Cuore.” ♡

AMICIZIA

“…nella solitudine, nella malattia, nella confusione, la semplice conoscenza dell’amicizia rende possibile resistere, anche se l’amico non ha il potere di aiutarci. È sufficiente che esista. L’amicizia non è diminuita dalla distanza o dal tempo, dalla prigionia o dalla guerra, dalla sofferenza o dal silenzio. È in queste cose che essa mette più profonde radici. È da queste cose che essa fiorisce…. “  – Pam Brown

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L’Angelo Custode

I primi raggi del sole della mattina, filtrando dalle persiane chiuse, illuminavano un poco il letto nel quale Giacinta aveva passato un’altra di quelle terribili notti di sofferenza.

La mamma si era appisolata sulla sedia in fondo al letto e Giacinta chiamandola piano piano la sveglia.

Ora vai mammina cara, vai a riposare nel tuo letto, io sto meglio.

La mamma aprì gli occhi e senza neanche una parola si trascinò nella sua stanza, era veramente distrutta da quella vita.

Giacinta tirò fuori del cassetto del comodino, il libro che le aveva regalato la sua amica Elena.

Il libro parlava d’Angeli.

Cominciò a divorare letteralmente le pagine di quel libro rifugiandosi in un mondo fantastico dove le misteriose creature erano protagoniste d’incredibili vicende,
sempre accanto alle persone che avevano bisogno d’aiuto.
Un intero capitolo di questo libro era dedicato alla loro evocazione.

Preghiere e nomi d’Angeli scorrevano sotto gli occhi di Giacinta che non vedeva l’ora di imparare come fare per farsi aiutare da uno di loro, non ne poteva più delle sofferenze che quel male le causava.

Nel pomeriggio aveva già finito di leggere il libro e quando Elena tornò per giocare un po’ con la sua amica del cuore gli Angeli furono il tema dei loro discorsi d’adolescenti e se li immaginavano giovani e belli.

Nella notte che venne, Giacinta stava bene e non aveva voluto che la mamma le stesse accanto, ma ella non se n’andò tranquilla a dormire in camera sua, prima d’averle acceso sul comodino una radio babysitter, per ascoltare la figlia anche di notte.

Quando Giacinta fu sola nella stanza cominciò a pronunciare le evocazioni e tutte le preghiere contenute nel libro… passava il tempo e nulla accadeva.

Giacinta si cominciò a sentire male e sapeva che le stava venendo un’altra delle sue crisi, allora per non svegliare la mamma spense la trasmittente della radio babysitter, piangeva, stava perdendo la fiducia che l’aveva animata fin li, ma continuava a ripetere le preghiere del libro.

La mattina portava i suoi tiepidi raggi di sole attraverso le finestre e la mamma che dormiva ancora, fu svegliata dalla radio che con un insistente bib bib stava segnalando l’esaurimento delle batterie.

Chiamò Giacinta, ma non ottenne risposta.
La trovò nel letto con il libro aperto, accanto.
Aveva un volto sereno.
Toccandola, capì con disperazione che se n’era andata nella notte e la strinse a se e la chiamò e la strinse ancora…

“Perché Giacinta te ne sei andata così ” le diceva.

Sentì di nuovo il bip bip della radio che aveva posato lì vicino entrando in camera, e ad un certo punto da questa udì chiaramente la voce di Giacinta che la chiamava “Mamy, non piangere ” le diceva:
“Io ora sto bene, non soffro più; non aver pena, ho chiesto io di non soffrire più così e sono stata esaudita.”

Mentre sentiva queste parole, un raggio di sole iniziò a colorarsi d’arcobaleno e i puntini di quest’arcobaleno formarono una figura, un giovane bello come non si era mai visto, teneva per mano la giovane Giacinta che sorridendo alla mamma, continuava a parlare per mezzo della radio

“Questo è il mio Angelo custode ed è venuto a prendermi, ora è tempo di andare, ma tu vivi, non lasciare che il rimpianto sia l’unico suono della tua vita, ma colorala con un arcobaleno di motivi, perché un giorno ci rivedremo e quel giorno sarò orgogliosa della mia mamma”

L’immagine si dissolse nell’aria fresca della mattina e l’arcobaleno volò fuori della finestra lasciando il solito bip di richiamo nella radio.

La mamma, prese il libro che era accanto a Giacinta e nella pagina aperta c’era l’immagine dell’angelo che aveva visto con sua figlia e sotto scritto:

Non temere di essere sola mamma, tu sei stata un Angelo per me fino ad ora,
ma non perdere mai la fede che questo è vero, sei ancora Angelo …  Le mamme lo sono. Giacinta

♡♡♡

Le favole non sono parole fantastiche dettate dalle illusioni di persone che vogliono “colorare” le loro giornate inventando storie magiche, ma che tutto e’ calato nel reale, nel mondo in cui viviamo, il mondo che a volte non vediamo e non sentiamo…

Vietato calpestare i sogni ©ELisa