Mi manchi …

Ombre d’azzurro cullano il mare della mia anima
Gocce di te piovono sulla schiuma che ride,
Seguo le tue impronte sulla spiaggia
E resta con te il mio pensiero.
Ecco,
Timide, nell’aria cercano le tue le mie mani
Sospeso ascolta in silenzio il mio respiro…

Strano la vita, … la mancanza di una persona cara, non cessa mai 😦 poi per caso, imbatti di un tuo blog, vecchio e dimenticato, e i pensieri volano … e proprio il giorno che dovrebbe essere un tuo Anniversario … Posso piangere?

Nota; Post n°11 pubblicato il 02 Giugno 2009 da poesilandia0 

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Dolore …

grecia

💔

Un anziano afflitto, gli e’ andata a fuoco la casa, povero, solo, forse aver perso tutto, si stringe al petto il suo gattino.  È in momenti di disperazione che si dà valore alla vita; che ci si stringe in un abbraccio empatico; che ci si riconosce creature dello stesso cielo

… il mio pensiero per la Grecia … dolore, orrore e rabbia!

Il volto dell’amore

Il volto dell’amore

Bramata all’infinito da un impalpabile follia
mi appare un volto in cui compaiono i colori più tenui
dell’alba e quelli di una notte placida che spegne i pensieri,
fluttuando fra i ricordi in una nuvola di panna.

Essi si tuffano in un frammento di felicità; mentre granelli di sabbia
si ricompongono tessendo quel volto radioso,
quale respiro di vita sfiorato in una carezza di luce…

Quel volto si sveglia con me, ogni mattina,
illuminando la mia anima da infiniti sogni che,
il trascorrere della vita inghiotte…

cielo bimba

[Scrivere poesia è far tacere un po la mente e lasciarsi andare per dare spazio all’anima, affinché possa esprimersi rivestendosi di gioia immensa o di dolore infinito.]

 

Buon domenica di pace e serenità a voi …  ELisa

 

Un salutino ….

… con affetto, per ringraziarVi  della Vostra presenza!

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Devi scegliere tu gli ingredienti migliori per costruire la tua giornata, come scegli cosa mangiare e bere, così devi scegliere i pensieri.
Scegli solo pensieri che ti faranno felice e sorridi.

I passi erano troppo pesanti, così ho deciso di cambiare le mie scarpe, indossare qualcosa di più comodo. …
Provare a star dentro certe calzature …
Ho deciso di far crescere fiori ad ogni mio passo e camminare oltre. ♡

Capitolo 5 – IL DESTINO

“Un destino contro cui nessuno può nulla.”

Ritengo che invece il destino centri poco in tutto questo.
Quando incontriamo persone che poi ci deludono, non è colpa loro, è colpa nostra.
Abbiamo riposto in loro aspettative tutte nostre, abbiamo proiettato in loro i nostri desideri, non abbiamo guardato a quelle persone realmente come esse sono.

Le abbiamo guardate in funzione dei nostri bisogni, e se non sono all’altezza dei nostri ideali ce la prendiamo con loro o con i fato.

“Non è colpa loro, è colpa nostra.”

Ci aspettiamo sempre di trovare persone o cose che corrispondano a noi, non è così!

Gli altri sono altri e spesso non sono complementari a noi. Non si deve dare aspettando di ricevere qualcosa in cambio, si dovrebbe arrivare ad una tale completezza del sé, che questo non ci dovrebbe essere più necessario, dovrà esistere in noi solo il piacere di dare e proporsi.

Se le situazioni e le persone che incontriamo non sono sulla nostra stessa lunghezza d’onda, le lasceremo senza rimpianto, anzi, ci avranno arricchite con il loro passaggio di nuova esperienze e saremo pronti a contattare nuovi esseri e a vivere nuovi scambi.
continua …

ps:  per ora il mio mondo e fogli bianchi ovunque … buon estate cari amici ♡

Caro Anno Nuovo, ti scrivo …

BUON 2016 A TUTTI

Caro Anno Nuovo,
ti scrivo questa lettera anche se non so bene a quale indirizzo spedirla.

Forse sei ancora troppo piccolo per riuscire a leggerla, ma immagino che quando ti giungerà sarai già un po’ cresciuto ed avrai anche perso un po’ della tua semplicità ed ingenuità.

Sai Anno Nuovo, spesso vorrei tornare ad essere come sei tu oggi, in questo tuo primo giorno di vita: pulito e con tante strade e possibilità davanti al tuo cammino.

Si, forse, in fondo, in fondo, una parte di me ti somiglia un po’, solo che fatica ad emergere ed a venire fuori.

Spesso mi manca il coraggio di vivere e di fare delle scelte. Spesso ho paura di sbagliare e di farmi male, così rimango fermo dove mi trovo per paura di cadere, ma d’altra parte sono le cicatrici che ci lascia addosso la vita che ci fanno crescere e diventare adulti.

La pioggia deve cadere sul seme per fare sbocciare la rosa, così come le difficoltà devono essere affrontate per forgiare la nostra forza d’animo.

Anno Nuovo, io non so come saranno i giorni che verranno e che vivremo insieme.
Immagino che ci saranno cose che accadranno che non dipenderanno da me ed altre che senza la mia volontà non si realizzeranno mai.

Ci saranno persone che se ne andranno ed altre che verranno. Ci saranno sia lacrime che sorrisi.
Sia gioie che dolori.
Sogni che si avvereranno guardando una stella cadere dal cielo ed altri che dovrò conquistarmi con il sudore delle fronte.

Ci saranno braccia che mi stringeranno al cuore ed altre che si rifiuteranno di avvicinarmi ad esso.
Ci saranno giorni in cui starò male e piangerò, ma ce ne saranno anche altri in cui sorriderò solo guardando il cielo e scaldandomi al calore del sole dopo un improvviso temporale.

Amerò, odierò, griderò, camminerò, accarezzerò, abbraccerò…vivrò.

Si, Anno Nuovo, voglio farti una promessa: ti prometto che qualunque cosa mi accadrà durante questi 365 giorni cercherò di non perdere mai la gioia di vivere e di guardare sempre oltre ai giorni di nebbia ed ai temporali.

Una sola cosa ti chiedo in cambio: non portarmi via le persone che mi sono accanto.
Sono la cosa più preziosa che possiedo e vorrei tenerle vicino al mio cuore più tempo possibile.

Anno nuovo, gli occhi mi si appannano di lacrime.
Mi sono commosso scrivendoti questa lettera ma il mio cuore è fatto di panna e basta poco per scioglierlo.

Ora ti saluto ed inizio a viverti!

P.S. Mi raccomando 2016 fai il bravo!

Che belle che sono le perle!

Che belle che sono le perle!
Anche se dobbiamo sapere che nascono dal dolore.
La perla è la conseguenza di un’ostrica che è stata ferita da un granello di sabbia che è entrato al suo interno.
Un’ostrica che non é stata ferita non puó produrre perle.

Nella parte interna dell’ostrica si trova una sostanza chiamata “Madreperla” e quando un granello di sabbia penetra nell’ostrica, essa lo ricopre con strati di madreperla per proteggersi.
Come risultato, si va formando una bellissima e brillante perla.

Ti sei sentito ferito per le parole, o azioni di qualcuno?
Sei stato accusato di dire cose che mai hai detto?
Le tue idee sono state respinte o ridicolizzate?
Ti hanno incolpato di aver fatto qualcosa che non hai fatto?
Le tue intenzioni davanti a certe situazioni sono state male interpretate?
Hai sofferto qualche volta i colpi dell’indifferenza?
Ti hanno ferito precisamente quelle persone che meno te lo saresti aspettato?

Non ti apprezzano come realmente ti meriti?

Allora, perdona e fai della tua ferita una perla.
Copri le tue ferite con vari strati d’amore, ricorda che più coperta sarà la tua ferita, meno sentirai dolore!

Al contrario se non la copri d’amore, questa ferita rimarrà aperta, ti farà ogni giorno più male, si infetterà con il risentimento e l’amarezza e peggior ancora, mai cicatrizzerà.

Nella nostra società, possiamo vedere”ostriche vuote”non perché non siano state ferite, ma perché non seppero perdonare, comprendere, e trasformare il dolore in una perla.

“Una perla é … una ferita sanata con l’amore”

Affido al venticello il mio abbraccio a tutti  voi … finalmente si respira.

Dolce sia il risveglio Elisa

Tornare alla sorgente …

Questa notte non puoi dormire, se chiudi gli occhi vedi moltitudini allucinanti.
Se li apri, sono pugni di spilli.
Se ti agiti, incominciano le danze dei ricordi.
Se stai immobile, le coltri diventano di marmo.
Vano leggere, fumare, accendere e spegnere. Il sangue grida nomi di cose e persone.

La vita risorge tragica e grottesca: i dettagli sono ingigantiti dall’ ombra, la stanza è piena di fantasmi, larve impure sfiorano il letto.

Sei stanco da morire e non riesci a riposare.

Eppure a quest’ ora molte persone dormono in pace, morte per poche ore, morte prima di riprendere la loro vita così simile alla morte.

L’ orologio scandisce i secondi e, goccia su goccia, il sangue risponde battendo le tempie, e la notte è un’ agonia che non finisce più.

Notti d’insonnia: dubbi, paure, rimorsi ….

Ebbene, tranquillizza la tua anima che trema. Chiudi le palpebre pesanti.
Fa’ tacere le voci di dentro.
Resta immobile a lasciarti portare via dalla corrente del tempo…
E chiama tua madre che ti culli con nomi di stelle e farfalle.

Tornare alla sorgente più pura per trovare la pace perduta.
Amen …

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304 – Riflettendo in armonia … ♡

L a vita è un piccolo sacchetto di monete.
Ogni moneta è un sentimento, un’occasione, un destino.
Ogni moneta ha due facce, e se da una parte peschi la moneta della felicità devi stare molto attento perché potrebbe voltarsi.
E svelarti la faccia del dolore.
Ha un grande valore questo sacchetto di monete.
Così pieno, così vario.
C’è da pescare, bisogna stare attenti a pescare.
A volte capita che qualcuno scelga le facce giuste e allora hai fra le mani il gettone dell’amore, della famiglia, il gettone del successo professionale,il grande doblone della salute.

C’è chi riesce a tenerli per tutta una vita rivolte sul lato fortunato: e questo è il grande miracolo dell’armonia.
Altri pescano male e campano sul filo del rasoio, dove la sottrazione vince sull’addizione, dove togliere ha più forza che ricevere.
E questo è semplicemente l’esistenza.

Ma c’è qualcosa in quel sacchetto da tenere stretto e ben presente:
è sapere che bisogna pescare, comunque, che la mano non deve aver paura perché la moneta è l’unica possibilità che abbiamo.
Di vivere, o forse di sapere.

Sapere cos’è la passione e subito dopo l’amore e poi la fine dell’amore, dell’affetto portentoso di un padre e della tragedia di una sua perdita, della generosità incondizionata di una madre e del suo distacco, di un figlio che nasce, di un figlio che muore.
Il pescare è la sola misura dell’esistenza.
Non ne conosciamo altri.
A volte ci viene tolto tutto al’l’improvviso, altre volte ci viene regalato un poco alla volta.
Qualcuno lo chiama contrappasso, altri bilancia della vita.
Io non lo chiamerei affatto, perché lo stupore è l’unica cosa che rimane davanti a questo piccolo sacchetto di destini.
Conosco persone che hanno pescato sempre bene le loro monete.
Ne conosco altre che hanno estratto sempre la faccia dolorosa.
La maggior parte ha avuto che fare con un lato del gettone e subito dopo con l’altro.

Le poche righe che mi rimangono sono dedicate a uno di loro e al suo sacchetto che ha dovuto abbandonare pochi mesi fa.

Si chiamava Gianluca e non ha mai avuto paura, nemmeno una volta, di scegliere il suo destino.
Di pescarlo.
Aveva quarantadue anni e due bellissime bambine, le sue monete più belle.
Le chiamava ‘briciole’, perché stavano in un abbraccio.
Aveva Sonia, la sua ragazza e poi moglie, conosciuta a 20 anni all’università e sposata a 32. Me l’ha fatta vedere una volta, quando veniva in ufficio a sistemarmi il computer: teneva una fotografia nel portafoglio, lei sorrideva mentre lui era intento a fissarla come non ci fosse nessuna macchina fotografica davanti.
Gianluca aveva un buon lavoro, era un informatico ma anche uno scrittore che usava la notte per mettere su carta quel che raccoglieva di giorno.

Erano queste le sue monete più preziose, venute fuori dopo un primo gettone sfortunato, la perdita prematura di un padre.
Col tempo, però, Gianluca aveva pescato bene dal sacchetto, si era ripreso tutto con i suoi gettoni della vita.
E quella era la ricompensa che segue la mancanza.
Poi un giorno Gianluca è venuto in ufficio, aveva una tosse sottile e leggera che non lo lasciava, che l’avrebbe costretto a stare un po’ di giorni a casa per degli accertamenti. Semplice allergia, mi ripeteva con gli occhi impauriti.

Invece quella era la moneta più terribile del sacchetto, quella che ognuno di noi vorrebbe lasciare sempre per ultima.
L’ha pescata e da quel momento ha avuto solo otto mesi per baciare ogni sera le sue bambine, per baciare ogni sera il suo amore Sonia.
Otto mesi, in cui fino all’ultimo ha continuato a venire in ufficio, a lavorare, a dirmi non dimenticare mai quello che hai.
Otto mesi, in cui mi ha insegnato una cosa che non dimenticherò più: l’importante è pescare dal sacchetto della vita, sempre. Qualsiasi possa essere la moneta.
Qualsiasi.

Una felice inizio settima mondo di amici ♡

302 – Cos’è il dolore?

Cos’è il dolore?
Quel dolore che ti lacera la mattina quando ti svegli, che ti accompagna la notte mentre suonano i rintocchi del tuo cuore come una continua tortura.
Quel dolore che ti sveglia quando ti chiedi perché esisti.

Cosa si cela dietro un sorriso … pochi se lo sono chiesti, troppo pochi.

Tutti presi dalle apparenze di questo mondo frenetico che non ci lascia il tempo di chiedere all’altro “cosa c’è che non va?”

“Io l’ho chiesto spesso” molti risponderanno.

Ma quanti non si sono accontentati di un semplice “Niente, va tutto bene”?
È più semplice, pratico, rapido.

Ma in fondo dietro a quel “niente” molti sapevano che si nascondeva molto, ma la pazienza di scavare non l’abbiamo.

Scavare quando l’altro non vuole costa troppo tempo, troppa fatica.
Ieri è morto un ragazzo, si è suicidato, si è sparato nello sgomento di molti che credevano stesse bene, accontentati da un suo sorriso finto.

Il mondo oggi non sa più ascoltare ma solo fingere di farlo.

Il tasso di suicidi aumenta.
La solitudine attanaglia sempre più persone, la depressione avanza silenziosa.

Quanti si sentono rispondere: “Smettila di frignare, i tuoi non sono veri problemi, pensa alla fame nel mondo”, quanti poi soccombono a quei problemi.

È vero, c’è la fame nel mondo, ma c’è chi è così accecato dal proprio dolore,
per gli altri stupido, da non vederla.

“Sciocchi, ingigantiscono i problemi”, quanti lo hanno pensato.
Ma un problema sciocco copre la luce della vita, alcuni non vedono più la bellezza di un nuovo giorno, la speranza di migliorare, lo splendore della vita.

Se solo la smettessimo con la nostra presunzione di sapere tutto, sempre, di poter giudicare, sottovalutare.
Forse il tasso di suicidi diminuirebbe.

Fermiamoci e ascoltiamo le lamentele, tiriamo fuori il dolore.

A molti avremo semplicemente dato una spalla su cui piangere, una scusa in più per compiangersi, ad altri avremo salvato una vita.

Chi medita il suicidio è una persona fragile che ha bisogno di aiuto ma non riesce a chiederlo.

Magari alcuni di voi, mentre leggono, si trovano proprio nel ruolo di chi non riesce a chiedere aiuto.
Altri invece di chi non sa ascoltare …

Sentire di suicidi in tv non comunica molto.

Ma quando la persona in questione è una che hai visto spesso, il sangue si gela.
Tendiamo una mano ai bisognosi, non solo quelli evidenti.
Non lasciamo che le persone sole scompaiano, a rischio di perdere tempo.

Cerchiamo di mostrare che la vita può essere bella.

Buona giornata mondo di amici 🙂

278 – Pagine b i a n c h e

Ho vissuto la vita per un sogno
Rinchiuso in un alieno corpo
Ho atteso la luce del sole
Come le parole d’amore
Un cuore da far vibrare
D’improvviso nel vento
Ho aperto ali dai mille colori
E per un solo giorno
Ho vissuto il mio fragile sogno…

ascolto: https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=LyTBCaCnYco

La scrittura è liberatoria, come una terapia.
Svuota vecchi tormenti e riempie di nuove visioni.

Su quel foglio bianco, candido, luminoso scriviamo ciò che formava ieri in un nuovo oggi, lasciando spazio in quei puntini di sospensione a quello che sarà domani.

Scrivere è bello, calma e infervora pensieri tenuti timidamente nascosti.

Scrivere è dolore e condivisione.
Scrivere è gioia e appartenenza.

Non ha importanza come si scrive, se si è poeti di strofe o rime, se si è scrittori di romanzi o fiabe, non è come si scrive, ma quello che si scrive.

Scrivere è fantasia che stuzzica desideri ed emozioni ci libera in un volo senza ali.

Scrivere per trasmettere e non ha importanza la forma o lo stile ma la capacità di penetrare nelle emozioni di chi legge, quella sensibilità che sfiora le persone e le riconosce come simili.

Se dovessimo guardare alla forma allo stile alla rima quanti fogli bianchi rimarrebbero orfani.

Scrivere su quel foglio bianco per dare un nuovo inizio, un significato alla nostra storia violando il candore del colore bianco con la poliedricità dei colori dell’anima.

Vietato calpestare i sogni ©ELisa

ascolta e rilassa: https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=ISnrLn4LnZs

1 NOVEMBRE …

 foto 

È  Novembre.

Gli  alberi  dei  nostri  boschi  assomigliano  a  un  quadro  di  Monet. Foglie  rosse, gialle, argento  e  oro  sorridono  al  cielo, e  un  pallido  sole  le  illumina.
Sta  arrivando  la  sera: una  nebbia  fitta  avvolge  dolcemente  le  piante  e  le  nostre  foglie.

Un  ultimo  sguardo  prima  di  tornare  a  casa: mi  accorgo  che  al  paesaggio  non  serve  la  mia  presenza. Ed  ecco  il  vento, immagino  le  nostre  foglie  colorate  mentre  leggere  e  ondeggianti  scendono  formando  una  tavolozza  di  colori,  su  cui  si  adagerà  la  brina  del  primo  mattino.

“Te ne andasti in autunno, quando il nostro sentiero era pieno di vento, e le foglie spente macchiavano la terra umida.
Te ne andasti in autunno, e il silenzio parlava sul nostro sentiero.
Te ne andasti in autunno, quando la nebbia oscurava i nostri boschi spogli.
Tornerò lassù in autunno, quando il vento passeggerà nella nostra radura cercando la tua voce.” ©ELisa

Immagini …

Eravamo giovani nuvole leggere,
quando ci incontrammo io e te.
Creammo vivaci vortici di vita,
nelle stanze infinite del nostro amore.
Un giorno aprimmo poi una porta sul mondo,
da nuvole fummo pioggia e non senza dolor
toccammo cemento, alberi e terra.
Realtà provò a separare corpi già uniti,
anime mescolate come tempere,
senza più confini.
Ma nulla fu in grado di scorgere,
nel turbine dei nostri colori
vide solo un sorriso di luce.

 

La magia di un abbraccio…

La magia di un abbraccio…

“Quanti significati sono celati dietro un abbraccio?

Che cos’è un abbraccio se non comunicare, condividere e infondere qualcosa di sé ad un’altra persona?

Un abbraccio è esprimere la propria esistenza a chi ci sta accanto, qualsiasi cosa accada, nella gioia e nel dolore.

Esistono molti tipi di abbracci, ma i più veri ed i più profondi sono quelli che trasmettono i nostri sentimenti.

A volte un abbraccio, quando il respiro e il battito del cuore diventano tutt’uno, fissa quell’istante magico nell’eterno.

Altre volte ancora un abbraccio, se silenzioso, fa vibrare l’anima e rivela ciò che ancora non si sa o si ha paura di sapere.

Ma il più delle volte un abbraccio è staccare un pezzettino di sé per donarlo all’altro affinché possa continuare il proprio cammino meno solo”

Dedico a voi il mio abbraccio, Lisa♡