Malinconia

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Addio malinconia, prendi per mano
tua sorella rabbia ed uscite da casa mia

Qui per voi non c’e più’ posto…
andate lontano in un angolo nascosto!

Quì abiterà la serenità
la voglia di cambiare, di amare

Oggi quì c’e una antica guerriera,
che sogna, sorride e ancora spera

Elisa

 

DIO, I POETI E L’INCHIOSTRO

Quando Dio distribuì’ l’ingegno mischiato al’inchiostro.
noi poeti stavamo tutti in prima fila al posto nostro!

– tutti con la penna in mano aspettavamo che da quel secchio
ne avremmo avuto un poco. ma sembro’ che un angelo lo strattono’ per gioco, cosi’ tutto quel’inchiostro ci cadde addosso, ci prese cosi’ bene, che ci si infilo’ pure nelle vene, per questo poi scrivemmo sempre bene
e dal paradiso lui ci guarda e a volte dice a S.Pietro:- avro’ pure sbagliato ma non torno indietro!
San Pietro gli risponde: io stavo sulla porta, e ho visto che l’hai fatto apposta!

Dio sorridendo gli risponde; mica e colpa mia se mi piace tanto la poesia!

Tornare alla sorgente …

Questa notte non puoi dormire, se chiudi gli occhi vedi moltitudini allucinanti.
Se li apri, sono pugni di spilli.
Se ti agiti, incominciano le danze dei ricordi.
Se stai immobile, le coltri diventano di marmo.
Vano leggere, fumare, accendere e spegnere. Il sangue grida nomi di cose e persone.

La vita risorge tragica e grottesca: i dettagli sono ingigantiti dall’ ombra, la stanza è piena di fantasmi, larve impure sfiorano il letto.

Sei stanco da morire e non riesci a riposare.

Eppure a quest’ ora molte persone dormono in pace, morte per poche ore, morte prima di riprendere la loro vita così simile alla morte.

L’ orologio scandisce i secondi e, goccia su goccia, il sangue risponde battendo le tempie, e la notte è un’ agonia che non finisce più.

Notti d’insonnia: dubbi, paure, rimorsi ….

Ebbene, tranquillizza la tua anima che trema. Chiudi le palpebre pesanti.
Fa’ tacere le voci di dentro.
Resta immobile a lasciarti portare via dalla corrente del tempo…
E chiama tua madre che ti culli con nomi di stelle e farfalle.

Tornare alla sorgente più pura per trovare la pace perduta.
Amen …

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303 – QUANDO DIO CREO’ IL PAPA

Quando Dio creò il papà cominciò disegnando una

sagoma piuttosto robusta e alta.

Una angelo che svolazzava sbirciò sul foglio e si
fermò incuriosito.

Dio si girò e l’angelo “scoperto” arrossendo gli
chiese

“Cosa stai disegnando?”.

Dio rispose “Questo è un grande progetto”.

L’angelo annuì e chiese “Che nome gli hai dato?”.

“L’ho chiamato papà” rispose Dio continuando a
disegnare lo schizzo del papà sul foglio.

Papà….” pronunciò l’angelo “E a cosa servirebbe un
papà?” chiese l’angioletto accarezzandosi le piume
di un’ala.

“Un papà” spiegò Dio “Serve per dare aiuto ai
propri figli, saprà incoraggiarli nei momenti
difficili, saprà coccolarli quando si sentono tristi,
giocherà con loro quando tornerà dal lavoro, saprà
educarli insegnando cosa è giusto e cosa no.”

Dio lavorò tutta la notte dando al padre una voce
ferma e autorevole, e disegnò ad uno ad uno ogni
lineamento.

L’angelo che si era addormentato accanto a Dio, si
svegliò di soprassalto e girandosi vide Dio che
ancora stava disegnando.

“Stai ancora lavorando al progetto del papà?” chiese
curioso.

“Sì” rispose Dio con voce dolce e calma “Richiede
tempo”.

L’angelo sbirciò ancora una volta sul foglio e disse
“Ma non ti sembra troppo grosso questo papà se poi
i bambini li hai fatti così piccoli?”

Dio abbozzando un sorriso rispose: “E’ della
grandezza giusta per farli sentire protetti e incutere
quel po’ di timore perchè non se ne approfittino
troppo e lo ascoltino quando insegnerà loro ad
essere onesti e rispettosi”.

L’ angelo proseguì con un’altra domanda: “Non sono
troppo grosse quelle mani?”.

No”, rispose Dio continuando il suo disegno “Sono
grandi abbastanza per poterli prendere tra le braccia
e farli sentire al sicuro”.

“E quelli sono i suoi occhi?” chiese ancora
l’angioletto indicandoli sul disegno.

“Esatto”, rispose Dio “Occhi che vedono e si
accorgono di tutto pur rimanendo calmi e
tolleranti”.

L’angelo storse il nasino e aggiunse “Non ti
sembrano un po’ troppo severi?”.

“Guardali meglio” rispose Dio.

Fu allora che l’angioletto si accorse che gli occhi del
papà erano velati di lacrime mentre guardava con
orgoglio e tenerezza il suo piccolo bambino.

 

Buon giorno

Anche questa mattina e volata via in solitudine, e devo dire che non mi dispiace affatto, anche se a volte una ciancia anche sciocca ci starebbe bene.
Ho scambiato qualche messaggio qui e la, letto un articolo, fumato indisturbata, e con l’inmancabile tazza di caffè …

Il passato e passato, il futuro non appartiene ancora, quindi l’oggi e cio che conta.

Anche se, come mi disse un amico Buddista, “l’oggi racchiude l’o ieri e il domani”

Come molti sanno, o forse tutti, gli ebrei raccontano delle storie bellissime.

Una di queste spiega che Dio creo un essere alato, a sua immagine, maschio e femmina.

Era bello in questa doppia natura e aveva delle ali magnifiche.

Ma, dopo un po l’essere alato ando da Dio chiedendo di essere diviso, perche non voleva piu vivere cosi, essere due in uno, ma voleva essere uno: o maschio o femmina.

Dio, che lo amava, decise di accontentarlo .

Due esseri ora erano davanti a lui: un uomo e una donna, come lo sono oggi.
Si guardarono, finalmente ognuno aveva la propria unica natura, potevano fare ognuno cose diverse in momenti diversi, potevano volare quando volevano e se volevano farlo,
no! non potevano.

Si guardarono e videro che avevano una sola ala.
Un’ala ciascuno.
L’uomo provo a spiccare il volo, ma non ci riusci.
Guardo Dio con occhi tristi e gli chiese come mai solo un’ala e non tutte e due.
Dio, che sapeva che mai si sarebbero cercati altrimenti, disse che per il loro bene doveva essere cosi.
Che nella loro vita avrebbero cercato l’altra ala, la corrispondente, per poter volare come prima alti nel cielo.

Da quel giorno il cuore dell’uomo e quello della donna vanno in cerca della loro ala corrispondente e quando la trovano si uniscono e tornano ad essere un unico essere alato e insieme possono volare alti nel cielo.

Ma accade che, per alcuni errori, per fatti a volte non dipendenti da loro, si uniscono a delle ali che non sono le corrispondenti, sembra lo siano, ma poi non riescono a volare alti nel cielo, oppure volano per poco tempo e poi cadono giu.

E’per questo che spesso sentiamo dentro di noi un inquietudine che porta la nostra anima, il nostro cuore a cercare un’altra ala: la corrispondente.

A volte sentiamo quel dolore sordo provenire da dentro il nostro cuore, e perche cerca il suo corrispondete.

E il cuore?
Nonostante fosse stato catturato da un profondo senso di vuoto, nonostante fosse prigioniero di emozioni contrastanti fra loro, continuava a battere, ricordandogli tutto sommato di essere ancora vivo…

♡ Vi lascio il mio piccolo angelo per voi ♡

Vi lascio il mio piccolo angelo per voi

 

Sono un minuscolo Angelo.
Sono più piccolo del tuo pollice
Vivo nelle tasche della gente
è lì dove mi diverto.

Suppongo che non mi hai mai visto
Sono troppo minuscolo per essere visto.
Pensa che sono con te in ogni momento

Ho dei dubbi che ci siamo mai incontrati.
Prima di essere un angelo ero una fata in un fiore.
Dio, lui stesso, mi ha scelto

E mi ha dato i poteri degli angeli.
Adesso Dio ha molti angeli e li allena tutti insieme.
Diventiamo i suoi occhi, orecchie e mani
Diventiamo i suoi strumenti

E perchè Dio è così occupato
E ha così tante cose da fare

Ha detto che il mio compito è di starti vicino e di vegliare su di te.
Quando mi ha messo nella tua tasca
Ti ha benedetto con la protezione dell’angelo
Poi mi ha detto di non lasciarti mai
E io ho giurato di essere sempre presente. ♡

Vi lascio il mio piccolo angelo per voi, abbiate cure finchè io possa tornare. Mi aspettano giorni difficili …
Lisa

Sicilia t’amo

Sicilia t’amo

Immensa è la luce della tua terra.
Il fragore del mare
che s’infrange sulle tue spiagge,
diventando musica e sollievo per
le tue stupende scogliere.
Il profumo degli ulivi,
l’incessante richiamo
dei tuoi colori,
sono le giusta risposta
al credere in DIO…
Nulla
di piu perfetto, preciso
può essere stato creato,
se non da Lui.
L’uomo ti ama
ti custodisce premiandoti
con proprio amore.
Solo
chi vede lo splendore
dei tuoi tramonti,
dei tuoi arborei mattini dorati
può capirne il fascino.
Mai vidi tanta caparbia bellezza
oltraggiare
il mio cuore.
E nel tuo cielo che ho scoperto
l’azzurrite del paradiso.
E la celestiale forza della natura,
che confonde un profano viaggio
di piacere
in un interminabile volo di luci
colori, odori
dove
atterrare,
per poi risalire
fino a quando la proprio anima
non diventa la materiale
continuazione del tuo infinito essere.
Terra
Sicilia
Non ti dimenticherò mai.

(Mondello, 1990-2002)

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