La domanda è: “Perché ci mostriamo maleducati e taccagni con i bisognosi!

Ciascuno di noi, nel nostro  piccolo, po fare di più …

L'immagine può contenere: 1 persona, persona seduta e cibo

Lei gli chiese: “Quanto costano le uova?”.
Il vecchio rispose: “20 centesimi a uovo..
Lei gli disse: “Prendo 6 uova per 1 euro altrimenti me ne vado”.
Il vecchio amareggiato disse: “Va bene signora, prenda le 6 uova e me le paga quanto vuole lei. Sa signora speriamo solo che sia di buon auspicio, visto che oggi non sono riuscito a vendere un solo uovo”.
Presa le uova, la Signora si sentiva soddisfatta, come se avesse vinto qualcosa, aveva pagato le uova quanto lei aveva detto.
Poi è salita sulla sua auto nuova, ed è andata in un elegante ristorante con una sua amica.
Hanno ordinato parecchie cose, lasciando infine molto cibo, quando ha chiesto il conto, il pranzo gli è costato 170 euro. Pagando ha lasciato 200 euro al proprietario del ristorante dicendogli di tenere il resto.

La domanda è: “Perché ci mostriamo maleducati e taccagni con i bisognosi!? mentre ci mostriamo educati e generosi con chi non ne ha bisogno?”

Quando trovi qualcuno che vende qualcosa che puoi pagare senza problemi, Aiutalo, alla fine non ti cambia nulla, magari vogliono solo sentirsi utili, dimostrare che possono ancora andare avanti da soli.

307 – Niente è più importante

“A volta basta guardare il mondo da un’altra prospettiva per
riassaporare il senso della vita”

C’è un uomo seduto sui muretto del Lungotevere non lontano dall’Isola Tiberina,
un uomo di forse cinquant’anni, dal volto intenso e pensoso, ma sereno.
Guarda lontano e lascia ciondolare le gambe, un po’ come fanno i ragazzini.
Accanto a lui un carrello; simile a quelli che vengono usati per fare la spesa.

Nei miei vagabondaggi quotidiani mi sono trovato a pochi passi da lui e d’istinto l’ho salutato.
Mi ha risposto con voce limpida e ferma.

Poco distante ci sono alcuni cartoni sui quali c’è un sacco a pelo ancora schiuso, dove evidentemente l’uomo ha trascorso la notte.
«Non fa freddo». Mormora imbarazzato.
«Da alcune ore è venuta la primavera».

Me lo dice quasi fosse merito mio e me ne volesse ringraziare.

Mi colpisce la serenità, straordinaria di questo essere umano che sembra non corrispondere in nulla al suo aspetto e alla sua condizione.

Così il nostro dialogo si avvia e mi consente di scoprire che l’uomo di fronte a me è un docente universitario, cattedratico di lettere e filosofia, che già da un paio di anni vive in quest’insenatura del Tevere.

Da quando si è congedato dall’università ha delegato la moglie a ritirare la pensione e se n’è andato di casa.
«Voglio vivere in pieno il tempo della vita».

Anche Tolstoj a novantadue anni è fuggito di casa e quando l’hanno ritrovato in una stazioncina della grande Russia pare abbia mormorato:
«Che peccato; finalmente ce l’avevo fatta».

Mi spiega che non poteva continuare a mentire a se stesso, che il sistema universitario era una vera e propria truffa ai danni di una qualsiasi vera cultura, e che solo ora, finalmente, essendo in uno stato di libertà, incomincia ad afferrare il senso della vita.

D’istinto, mentre ascolto la sua voce serena e chiara, formulo mentalmente l’ipotesi che quest’uomo sia vittima di una depressione.

Il professore mi guarda e sorride: «Stai pensando che sono pazzo?»

«Beh, devo confrontarmi con questa tua strana condizione: un professore d’Università che preferisce fare la vita del barbone, chiedendo l’elemosina».
«Guarda che non chiedo l’elemosina e tanto meno la voglio.

Mi sono tolto di dosso le bollette, le tasse, i telegiornali, le finte amicizie, un mondo culturale mediocre e privo di reale verità.
Vivo fuori dalla logica del denaro.
Sapessi che emozione la libertà!
Mangio alla Caritas e alla mensa comunale e per il resto mi godo l’immensità del tempo.
Ho vissuto di più in questi due anni che in tutto il resto della mia vita»

«E la cultura?»
«Solo ora posso esercitarla, nelle lunghe ore di riflessione e da questo osservatorio vedo finalmente il mondo e le sue vere sciagure»

«Tu avevi una posizione di privilegio che ti ha permesso di scegliere, ma tutti quelli che sono all’indigenza, pensionati costretti a frugare tra i rifiuti dei mercati, oltre i confini della dignità?»

Fa un gesto con la mano a indicare i pochi metri quadri che lo ospitano.
«Eppure qui ho scoperto il vero e unico scopo della vita stessa e conseguentemente il tempo per viverla. Niente è più importante»

Poi mi consegna un foglietto di carta che qui trascrivo.

«Se è vero, come dite, che il mondo è dolore e sofferenza, cosa sono i fiori di tiglio e i nidi d’ape? E le foglie, che rivelano il vento, e questo mio essere contento, solo di poter vivere e vedere?»

Buona serata/notte serena mondo di amici. con un pensiero;  voi cosa pensate?

” – e possibile essere felici abbandonando la vita misera e ipocrita, che la società ci impone? – o a volte dimentichiamo della nostra fortuna che ci è stata donata e non la sappiamo appezzare?”

C’era una volta un’anima
Era Libera
Tutto era Bellezza
Felicità e Pace

276 – #CharlieHebdo

Assalto al giornale satirico Charlie Hebdo da parte di un commando terroristico che inneggia al Profeta. 12 morti continua a leggere QUI

#CharlieHebdo #Solidarietà per le #vittime, condanna per gli assassini !!!
L’attacco alla #charliehebdo è la dimostrazione che la “#religione” ha #paura della #cultura. #vergogna

Elisa