Buon giorno …

IN FONDO CAMMINARE è il paradigma della vita.
A volte trovi percorsi difficili che pensi di non superare, ma se ci metti grinta e tenacia tutto è sormontabile e dopo puoi trovare delle vaste praterie dove assaporare il gusto di aver creduto in te stesso, perché quando l’uomo e la natura si incontrano, grandi cose accadono.
Per questo è bene non perdere la voglia di camminare. Camminando ogni giorno si raggiunge uno stato di benessere e ci si lascia alle spalle ogni malanno; i pensieri migliori si hanno mentre si cammina, e non si conosce pensiero così gravoso da non poter essere lasciato alle spalle con una camminata…
Ma stando fermi si arriva sempre più vicini a sentirsi malati…
Perciò basta continuare a camminare, e andrà tutto bene.

( che vuol dire, è utile continuare a vivere, in ogni caso)

BUON fine settima, e qualche volta ricordiamoci dell’importanza del benessere del nostro corpo e della nostra mente perché è qui l’unico luogo dove dobbiamo vivere!

ELisa

 

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294 – MARZO, TI VOGLIO BENE

Marzo, ti voglio bene.
E sai perchè?
Perchè sei birichino
e, quasi quasi, rassomigli a me.
Anche tu fai capricci:
vieni col sole,
con le primule belle
e le odorose viole.
Poi, ti rabbui, Marzo,
e in un momento
tu butti giù dal cielo
e neve e pioggia e vento…
Ma io ti voglio bene,
perchè, fra un raggio d’oro
e una nuvola nera,
tu porti Primavera.

Un gioioso buon inizio Marzo cari amici con un piccolo pensiero;
– Il miglior modo per stare allegri è cercare di rallegrare qualcun altro. –

292 – La poesia della neve

La neve è una poesia.
Una poesia che cade dalle nuvole in fiocchi bianchi e leggeri. Arriva dal cielo, dalle mani di Dio.
Come una coperta silenziosa copre tutto.
Tutto diventa rallentato, leggero, pulito, immacolato.
Tutto ciò che era familiare scompare e il mondo sembra nuovo.
Una immensa pagina bianca su cui poter scrivere il proprio tempo.
La neve è bella, perché è bianca.
È bianca come nessuna altra cosa, quando è appena caduta in una mattina in montagna e il sole brilla nell’aria tersa.
Un candore ineguagliabile, che dona una sensazione di pulizia.
Ma, la neve può anche essere colorata: in una giornata di sole, con il cielo azzurro, assume tutte le tonalità dal bianco al blu; al tramonto si riveste di bellissimi colori caldi.
La magia della neve è di far incantare, di far perdere lo sguardo e il pensiero e portarli oltre i confini fisici, in uno straordinario mondo di sogno.

immagine: Central Park N.Y

1 NOVEMBRE …

 foto 

È  Novembre.

Gli  alberi  dei  nostri  boschi  assomigliano  a  un  quadro  di  Monet. Foglie  rosse, gialle, argento  e  oro  sorridono  al  cielo, e  un  pallido  sole  le  illumina.
Sta  arrivando  la  sera: una  nebbia  fitta  avvolge  dolcemente  le  piante  e  le  nostre  foglie.

Un  ultimo  sguardo  prima  di  tornare  a  casa: mi  accorgo  che  al  paesaggio  non  serve  la  mia  presenza. Ed  ecco  il  vento, immagino  le  nostre  foglie  colorate  mentre  leggere  e  ondeggianti  scendono  formando  una  tavolozza  di  colori,  su  cui  si  adagerà  la  brina  del  primo  mattino.

“Te ne andasti in autunno, quando il nostro sentiero era pieno di vento, e le foglie spente macchiavano la terra umida.
Te ne andasti in autunno, e il silenzio parlava sul nostro sentiero.
Te ne andasti in autunno, quando la nebbia oscurava i nostri boschi spogli.
Tornerò lassù in autunno, quando il vento passeggerà nella nostra radura cercando la tua voce.” ©ELisa

Qualche volta; Favoletta

E’perchè non una favoletta per darvi il buon giorno con dolce risveglio? ….

Il microcosmo

Il microcosmo è il mondo in cui risiede la mia anima.
L’anima di colei che e amica dei bambini e di coloro che ancora si sentono tali.
E’ uno mondo in miniatura, fantastico ed incredibile.
Lo puoi raggiungere soltanto con la fantasia.
La realtà, li’, non esiste, nessuno sa cosa sia e cosa rappresenti.
Il popolo del microcosmo è leale e combattivo.
Si batte per una buona causa: la sopravvivenza del bambino che risiede in ogni essere umano.
E per fare ciò, utilizza ogni strumento possibile, purchè lecito.
Non è raro leggere di battaglie sostenute con velieri fatti di carta o pallottole di mollica di pane.
Anzi: e’ la regola.
A volte, infatti, qualcuno pretende asilo pur portando cattiveria nel cuore.
Il microcosmo e’ abitato da elfi e fate, libellule e formiche.
Personaggi inventati, personaggi esistenti.
Piccoli principi e guerrieri della luce.
Li’, non tramonta mai il sole, il buio non è di casa.
Se ti e permesso entrare, potrai vedere con i tuoi occhi la luce dell’amore.
E’ una fiamma sempre accesa. Piccola, ferma, presente.
Tutti lavorano al chiarore della luce dell’amore.
La trovi tra le foglie di giunco, là, accanto a quel rivolo d’acqua, con le delicate ninfee che fanno da sentinelle.
E’ il simbolo di chi crede nella fantasia e nelle favole, di chi arde di passioni proprie, di chi crea, inventa, è solare ed umile.
Di chi non se la sente di crescere.
Se ti siedi nel prato e appoggi le mani a terra, subito la Rugiada ti saluta: poche gocce per darti il benvenuto.
Ti sembrerà di sognare, ma è il vero.
Puoi distenderti e guardare le nuvole, che controllano, da lassu’, che tutto sia in ordine, che tutti stiano bene.
Il microcosmo e’ il mondo della mia anima.
Un’anima bambina che crede ancora alle fate.
A volte la Fantasia sembra smarrita: visita altri paesi, altri mondi.
Ma poi ritorna, dentro di me, al posto suo.
Come deve essere.
Vieni anche tu: vedrai cose che ti cambieranno la vita, ascolterai storie che mai ti sono state narrate.
Rivivrà  il tuo essere bambino.
E mai ti sarai sentito cosi’ vivo.

ascolto http://youtu.be/z7vRp7WwPxA?list=PL44FCFE9E859559B5

Un pensiero al giorno ♪ – Lunedi

“Esprimi il tuo pensiero in modo conciso perché sia letto,
 in modo chiaro perché sia capito,
in modo pittoresco perché sia ricordato e,
soprattutto, in modo esatto
perché i lettori siano guidati dalla sua luce.”
Joseph Pulitzer

Settembre …

Triste il giardino: fresca
scende ai fiori la pioggia.
Silenziosa trema
l’estate, declinando alla sua fine.
Gocciano foglie d’oro
giù dalla grande acacia.
Ride attonita e smorta
l’estate dentro il suo morente sogno.
S’attarda fra le rose,
pensando alla sua pace;
lentamente socchiude
i grandi occhi pesanti di stanchezza.
Hermann Hesse

Le mie mani

LE MIE MANI
  Una sera guardavo il cielo e poi improvvisamente ho guardato le mie mani.

Mai mi ero soffermata a pensare che dalle mie mani, esca tutta la nostra vita.
Possiamo fare e dare con le mani, cose stupende o da lasciare il segno per sempre.
Si proprio le mani, dicono che le muoviamo secondo impulsi che manda il cervello.
Credo contro ogni teoria medica che gli impulsi partono dal cuore.
Stringiamo la mano agli amici o chiesto “dammi una mano”,
e a volte tendiamo questa mano, a volte le porgiamo tutte e due, anche se ci costa l’orgoglio…
Dammi la tua mano, vieni verso di me, abbiamo detto e fatto cento volte.
Nel palmo della nostra mano ci sta addirittura il destino, una linea che abbiamo guardato e ci siamo chiesti tante volte, cosa ci sta scritto?
I nostri bambini tengono per mano, per dare sicurezza, per accompagnarli il primo giorno di scuola, per dargli forza in un momento difficile…una mano piccina dentro una mano grande….e in questo modo si accompagnano verso la vita, pensando di sapere dove lì portiamo…
Le mani che ci colpiscono, fanno più male al cuore che al viso, che al nostro corpo, quella mano che vede colpirci con violenza, ferisce più l’anima, e non è il segno che lascia su di noi che ci facciamo del male, passerà non si vedrà più…ma quante volte lo abbiamo sentito ancora.
L’amico che ci tradisce per 30 denari…ci ha venduto per quattro soldi, dimenticando che l’amicizia non ha prezzo.
Vorremmo aprirle e farglieli buttare via, vorremmo aprire quel pugno chiuso o vorremo anche che ci colpisse…ma mai…mai che ci tradisse!
Con le mani ci caliamo i calzoni e poi le alziamo in segno di resa,
quando ci vendiamo dimenticando chi siamo, quando diamo via il nostro essere per denaro, per paura o per codardia.
Ci costa meno rimanere che andare via, quando diamo la nostra resa incondizionata alla vita.
Tante notti di stelle abbiamo baciato una mano, l’abbiamo accarezzata piano, trasmettendo amore, e poi magari quella mano tanto baciata, un giorno  scriverà una lettera d’addio, quella mano ci romperà il cuore in mille pezzi.
Le mani che guariscono gli ammalati…mani che si trasformano in strumenti assassini, dando la morte.
Le mani che uniamo per pregare, le mani ferite, straziate sotto un macchinario troppo vecchio, e tante volte ci sono lavate le mani di situazioni che non avevano voglia di vedere.
Ci siamo innamorati spesso di mani che si muovevano parlando, ognuno le muove in modo diverso, e abbiamo riconosciuto quelle mani in mezzo a cento altre.

Ho già detto, ma mi piace ricordarlo…

Se si stringe forte una mano si sentono le vene pulsare, sono sicura che una di quelle vene porta sangue al cuore.
Ho smesso di guardare le mie mani quella sera, le ho lasciate ricadere piano, erano pesanti …
Dentro di loro ci stava una vita intera.

La mia casa

DONNA-luna

La mia casa tra stelle e cielo
… una lunga scala… si deve salire in alto… sino alla fine… c’è un abbaino lassù… dove sembra si tocchi il cielo con un dito…
Un abbaino particolare… tra stelle e cielo… dove ti accolgono sempre una luce accesa… dalla vecchia lampada poggiata sullo scrittoio in un angolo…
Fogli bianchi aspettano che tu scriva, con la penna poggiata di fianco…
La poltroncina è comoda, fatta apposta per pensare… per leggere o rileggere… le stelle curiose ti stanno a guardare…
La luna aiuta la lampada a rischiararti la notte… le note languide di un sassofono in sottofondo…
Ecco il posto ideale per me, dei comodi divani, due poltrone accanto…
L’odore della città sale fin quassù, sente il miagolare dei gatti, il dolce mormorio del vento che solleva la tenda, l’aria entra e ti porta il sapore del mare non lontano…
E’ un mondo fatato, dove regna la serenità… di un lavoro svolto, di una giornata terminata, dove puoi dedicarti a te stessa… solo a te…
Dove gli amici sono ben accetti… a portare le loro testimonianze, a parlare d’emozioni, sensazioni… di aprire il loro cuore, di scrivere, di leggere.
Sono saliti le scale per arrivare sin qui. Le lunghe scale della conoscenza… si salgono molto lentamente.
E lentamente si acquisisce la consapevolezza dell’amicizia, seppur virtuale.
E nel mio abbaino si parla, si parla per ore… si ascolta… si racconta…
Resto qui, ad ascoltare… le voci… il vento… e quest’abbaino pieno di polvere dei tempi… e tu… ascolta… la polvere racconta… tu ascolta …la polvere…

 con sorriso,  ♫Lisa