Sogno un mondo migliore

 

 

Torneranno di moda
la riservatezza,
il buon senso,
il cervello,
la dignità
e sarà bellissimo.

Sogno un mondo migliore

Niente é per sempre.
Il caffè si raffredda.
La sigaretta si spegne.
Il tempo passa
E le persone cambiano.
Piano piano ti stanchi di tutto

“Intelligent people …

love rosso…. have a sense of humor”

Presto in tutte le librerie il mio imperdibile libro.

“ L’arte di starnutire con una tazzina di caffè in mano”  Una lettura che lascia il segno, …
sul divano.

 

Buona giornata e se vi va, a me un caffè doppio con tripla caffeina … Elisa

 

 

Buon giorno

Anche questa mattina e volata via in solitudine, e devo dire che non mi dispiace affatto, anche se a volte una ciancia anche sciocca ci starebbe bene.
Ho scambiato qualche messaggio qui e la, letto un articolo, fumato indisturbata, e con l’inmancabile tazza di caffè …

Il passato e passato, il futuro non appartiene ancora, quindi l’oggi e cio che conta.

Anche se, come mi disse un amico Buddista, “l’oggi racchiude l’o ieri e il domani”

Come molti sanno, o forse tutti, gli ebrei raccontano delle storie bellissime.

Una di queste spiega che Dio creo un essere alato, a sua immagine, maschio e femmina.

Era bello in questa doppia natura e aveva delle ali magnifiche.

Ma, dopo un po l’essere alato ando da Dio chiedendo di essere diviso, perche non voleva piu vivere cosi, essere due in uno, ma voleva essere uno: o maschio o femmina.

Dio, che lo amava, decise di accontentarlo .

Due esseri ora erano davanti a lui: un uomo e una donna, come lo sono oggi.
Si guardarono, finalmente ognuno aveva la propria unica natura, potevano fare ognuno cose diverse in momenti diversi, potevano volare quando volevano e se volevano farlo,
no! non potevano.

Si guardarono e videro che avevano una sola ala.
Un’ala ciascuno.
L’uomo provo a spiccare il volo, ma non ci riusci.
Guardo Dio con occhi tristi e gli chiese come mai solo un’ala e non tutte e due.
Dio, che sapeva che mai si sarebbero cercati altrimenti, disse che per il loro bene doveva essere cosi.
Che nella loro vita avrebbero cercato l’altra ala, la corrispondente, per poter volare come prima alti nel cielo.

Da quel giorno il cuore dell’uomo e quello della donna vanno in cerca della loro ala corrispondente e quando la trovano si uniscono e tornano ad essere un unico essere alato e insieme possono volare alti nel cielo.

Ma accade che, per alcuni errori, per fatti a volte non dipendenti da loro, si uniscono a delle ali che non sono le corrispondenti, sembra lo siano, ma poi non riescono a volare alti nel cielo, oppure volano per poco tempo e poi cadono giu.

E’per questo che spesso sentiamo dentro di noi un inquietudine che porta la nostra anima, il nostro cuore a cercare un’altra ala: la corrispondente.

A volte sentiamo quel dolore sordo provenire da dentro il nostro cuore, e perche cerca il suo corrispondete.

E il cuore?
Nonostante fosse stato catturato da un profondo senso di vuoto, nonostante fosse prigioniero di emozioni contrastanti fra loro, continuava a battere, ricordandogli tutto sommato di essere ancora vivo…

Qualche volta; Favoletta

E’perchè non una favoletta per darvi il buon giorno con dolce risveglio? ….

Il microcosmo

Il microcosmo è il mondo in cui risiede la mia anima.
L’anima di colei che e amica dei bambini e di coloro che ancora si sentono tali.
E’ uno mondo in miniatura, fantastico ed incredibile.
Lo puoi raggiungere soltanto con la fantasia.
La realtà, li’, non esiste, nessuno sa cosa sia e cosa rappresenti.
Il popolo del microcosmo è leale e combattivo.
Si batte per una buona causa: la sopravvivenza del bambino che risiede in ogni essere umano.
E per fare ciò, utilizza ogni strumento possibile, purchè lecito.
Non è raro leggere di battaglie sostenute con velieri fatti di carta o pallottole di mollica di pane.
Anzi: e’ la regola.
A volte, infatti, qualcuno pretende asilo pur portando cattiveria nel cuore.
Il microcosmo e’ abitato da elfi e fate, libellule e formiche.
Personaggi inventati, personaggi esistenti.
Piccoli principi e guerrieri della luce.
Li’, non tramonta mai il sole, il buio non è di casa.
Se ti e permesso entrare, potrai vedere con i tuoi occhi la luce dell’amore.
E’ una fiamma sempre accesa. Piccola, ferma, presente.
Tutti lavorano al chiarore della luce dell’amore.
La trovi tra le foglie di giunco, là, accanto a quel rivolo d’acqua, con le delicate ninfee che fanno da sentinelle.
E’ il simbolo di chi crede nella fantasia e nelle favole, di chi arde di passioni proprie, di chi crea, inventa, è solare ed umile.
Di chi non se la sente di crescere.
Se ti siedi nel prato e appoggi le mani a terra, subito la Rugiada ti saluta: poche gocce per darti il benvenuto.
Ti sembrerà di sognare, ma è il vero.
Puoi distenderti e guardare le nuvole, che controllano, da lassu’, che tutto sia in ordine, che tutti stiano bene.
Il microcosmo e’ il mondo della mia anima.
Un’anima bambina che crede ancora alle fate.
A volte la Fantasia sembra smarrita: visita altri paesi, altri mondi.
Ma poi ritorna, dentro di me, al posto suo.
Come deve essere.
Vieni anche tu: vedrai cose che ti cambieranno la vita, ascolterai storie che mai ti sono state narrate.
Rivivrà  il tuo essere bambino.
E mai ti sarai sentito cosi’ vivo.

ascolto http://youtu.be/z7vRp7WwPxA?list=PL44FCFE9E859559B5

Vi va un caffè?

Buon giorno con sorriso. Avevo bisogno di staccare la spina per un paio di minuti, e un caffè … ma il caffè in compagnia e sempre più buona.

Vi va un caffè  con me?

Ritagliatevi qualche minuto e scoprite con me le
origini di questo piacere.

Non sappiamo esattamente quando il caffè sia stato scoperto per la prima volta, ma gli archeologi hanno trovato descrizioni dell’uso del caffè come medicina nel mondo Arabo in alcuni scritti risalenti al 900 d.C.

Una leggenda attribuisce la scoperta del caffè a un pastore di capre etiope di nome Kaldi (attorno al 300 a.C.).
Egli osservò che il suo gregge era molto attivo quando gli animali mangiavano certe bacche rosse;
decise così di assaggiarle e scoprì l’effetto energetico delle bacche di caffè. A poco a poco l’usanza di utilizzare le bacche di caffè come cibo energetico si diffuse e la gente imparò che si poteva preparare una bevanda gustosa facendo prima bollire e poi fermentare le bacche.

Dall’Etiopia l’uso del caffè si diffuse nelle zone limitrofe, quando la prima piantagione di caffè sorse nello Yemen. In seguito la coltivazione si diffuse in Arabia e in Egitto, dove il caffè da bere (denominato “Kahweh”) divenne presto un’abitudine quotidiana.
Il caffè divenne popolare in Europa solo a partire dal 17° secolo e la sua popolarità crebbe molto rapidamente. All’inizio del 1600 “case del caffè” iniziarono a sorgere un po’ dappertutto, specialmente in Italia, Francia, Gran Bretagna, Olanda e Germania.

In precedenza – nel 1570 – il caffè era stato introdotto in Europa da un medico veneziano, Prospero Alpini. Venezia fu la prima città italiana ad apprezzare il caffè e ad avere spazi pubblici in cui poterlo gustare. Ben presto le botteghe del caffè divennero molto popolari; la più antica, il Caffè Florian, ha continuato a offrire la preziosa bevanda fino a oggi sotto i portici di Piazza San Marco. In Italia, fra gli aristocratici, il caffè divenne presto un dono prezioso da offrire come simbolo di amicizia o di amore.

La cultura del caffè si diffuse subito in tutta la penisola e anche altre città ebbero le loro “case del caffè”: il Caffè Greco a Roma, il Caffè Pedrocchi a Padova, il Caffè San Carlo a Torino, solo per citarne alcuni. Personaggi famosi e uomini di lettere avevano l’abitudine di trascorrere lì il loro tempo, conferendo così a questi luoghi ulteriore fama e fascino.
La prima macchina per fare il caffè in casa fu inventata a Napoli nel 1691:era la famosa caffettiera napoletana. La gente usava quell’utensile metallico, acqua pulita e 4-5 grammi di caffè finemente tostato per preparare tre o quattro tazze di caffè contemporaneamente e berle a casa: ben presto in Italia divenne un rito concludere il pasto con una tazza di caffè aromatico.

Il caffè si liberò presto della reputazione di “bevanda aristocratica” e si diffuse in tutte le classi sociali; da momento esclusivo, divenne un’abitudine quotidiana in cui concedersi il piacere di una bevanda tonificante. Il caffè Espresso venne combinato con altri ingredienti, e le più famose bevande a base di caffè hanno nomi italiani: Espresso, Cappuccino, Macchiato. Nel corso del tempo l’Italia è diventata l’ambasciatore ufficiale della filosofia dell’Espresso.

Oggi l’Italia detiene la leadership delle attività import-export di caffè e alcuni tra i più famosi e apprezzati torrefattori del mondo sono italiani. I prodotti N&W fanno parte a buon diritto della filosofia dell’Espresso: le tecnologie di preparazione della bevanda sono state sviluppate per rispettare il gusto raffinato dei nostri clienti e la tradizione del vero espresso italiano, senza che questo abbia impedito di trovare soluzioni innovative che potessero incontrare i gusti e le aspettative dei clienti di tutto il mondo.

Nella vita di ogni giorno, al lavoro o nel tempo libero, troviamo sempre il momento per concederci questo piccolo grande piacere.

Vi va un caffè? – con me?  Lisa♡

Buon giorno ….

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