Buona serata con sorriso

 

Il cappello color porpora
A 3 anni Lei si guarda e vede una Regina.
A 8 anni Lei si guarda e vede Cenerentola.
A 15 anni Lei si guarda e vede un brutto anatroccolo (“mamma non posso andare a scuola con questo aspetto qui”).
A 20 anni Lei si guarda e si vede “troppo grassa/troppo magra, con i capelli troppo lisci/ troppo arricciati”, ma decide che uscirà di casa lo stesso.
A 30 anni Lei si guarda e si vede “troppo grassa/troppo magra, troppo bassa/troppo alta, con i capelli troppo lisci/ troppo arricciati” ma decide che non ha tempo di risistemarsi e che uscirà di casa lo stesso.
A 40 anni Lei si guarda e si vede “troppo grassa/troppo magra, troppo bassa/ troppo alta, con i capelli troppo lisci/ troppo arricciati” ma dice: “almeno sono pulita”, ed esce di casa lo stesso.
A 50 anni Lei si guarda e si vede “esistere” e se ne va dovunque abbia voglia di andare.

Risultati immagini per cappello color porporaA 60 anni Lei si guarda e ricorda tutte le persone che non possono più nemmeno guardarsi allo specchio. Esce di casa e conquista il… mondo.
A settanta anni Lei si guarda e vede saggezza, capacità di ridere e saper vivere, esce e si gode la vita.
A 80 anni non perde tempo a guardarsi, si mette in testa un cappello color porpora ed esce per divertirsi con il mondo.


B U O N A  * S E R A T A

Buon giorno ..

A chi pensa che aprire gli occhi la mattina sia sempre un meraviglioso regalo.
A chi anche tra tanti inciampi riesce ad avere buoni pensieri.
A chi tra gli innumerevoli colori della vita prova a miscelare il grigio alle tinte più brillanti per creare così diverse sfumature.
Perché di questo è fatta la vita, di tante piccole sfumature.

Buon fine settimana.  ELisa

Che belle che sono le perle!

Che belle che sono le perle!
Anche se dobbiamo sapere che nascono dal dolore.
La perla è la conseguenza di un’ostrica che è stata ferita da un granello di sabbia che è entrato al suo interno.
Un’ostrica che non é stata ferita non puó produrre perle.

Nella parte interna dell’ostrica si trova una sostanza chiamata “Madreperla” e quando un granello di sabbia penetra nell’ostrica, essa lo ricopre con strati di madreperla per proteggersi.
Come risultato, si va formando una bellissima e brillante perla.

Ti sei sentito ferito per le parole, o azioni di qualcuno?
Sei stato accusato di dire cose che mai hai detto?
Le tue idee sono state respinte o ridicolizzate?
Ti hanno incolpato di aver fatto qualcosa che non hai fatto?
Le tue intenzioni davanti a certe situazioni sono state male interpretate?
Hai sofferto qualche volta i colpi dell’indifferenza?
Ti hanno ferito precisamente quelle persone che meno te lo saresti aspettato?

Non ti apprezzano come realmente ti meriti?

Allora, perdona e fai della tua ferita una perla.
Copri le tue ferite con vari strati d’amore, ricorda che più coperta sarà la tua ferita, meno sentirai dolore!

Al contrario se non la copri d’amore, questa ferita rimarrà aperta, ti farà ogni giorno più male, si infetterà con il risentimento e l’amarezza e peggior ancora, mai cicatrizzerà.

Nella nostra società, possiamo vedere”ostriche vuote”non perché non siano state ferite, ma perché non seppero perdonare, comprendere, e trasformare il dolore in una perla.

“Una perla é … una ferita sanata con l’amore”

Affido al venticello il mio abbraccio a tutti  voi … finalmente si respira.

Dolce sia il risveglio Elisa

304 – Primavera – A.Vivaldi –

https://youtu.be/d8MUqehGo2o

Tutto ciò che ci emoziona rivela la nostra anima ..

Salutiamo la Primavera che arriva con colori e suoni che lasciano a bocca aperta …
Se solo l’uomo fosse all’altezza della Natura, sarebbe un mondo meraviglioso …

Notte serena mondo di amici

Pensieri … “senza senso”

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“L’amore non ha bisogno di tempo
lo sguardo di un attimo
accende la scintilla
del cuore”

Convinta, nonostante tutto, che nessuno di noi sia nella propria vita, davvero destinato alla solitudine e che aprirsi agli altri in fondo sia la piu’ grande occasione che abbiamo per poter amare gli altri amando noi stessi …

Quando il tuo orgoglio non si piega
urla la tua anima,
respiri, come se ti mancasse l’aria,
l’odio divora, corrode l’amore mancato,
il cuore rallenta ai limiti della sopportazione
lo spirito, subisce la solitudine
e la paura imprigiona il corpo,
che tace nella sua materia.

Notti che durano non so quante ore cascate impetuose o gocce in un mare, notti che bruciano su una ferita, notti boccate di vita.
Notti che spaccano il calendario senza brindare per l’anniversario, vasi di tempo che invecchiano l’uomo, nubi gonfie di storie perdute.
Le notti scivolano o raschiano il fondo imprevedibili come naufragi, voltarti indietro stupito, ché non sei neanche partito.

Vorrei conoscere l’odore del tuo paese, camminare nel tuo giardino, respirare nell’ aria gli aromi dei tuoi fiori parlando con te del tempo e dei giorni andati, e lo vorrei perchè non “sono”quando non ci sei e resto solo coi pensieri miei.
Ed io… raccontarti e poi farmi raccontare, il senso d’ un rabbuiarsi e del tuo gioire, vorrei tornare nei posti dove sono stato, spiegarti di quanto tutto sia poi diverso e per farmi da te spiegare cos’è cambiato e quale sapore nuovo abbia l’ universo.
Vedere di nuovo Roma o il mare di una remota spiaggia dove risuona
fra gli alberi un’usata e semplice tramontana.

Vorrei restare per sempre in un posto solo per ascoltare il suono del tuo parlare,
del semplice tuo camminare e restare in silenzio al suono della tua voce o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso, dimenticando il tempo troppo veloce, giocare con te un eterno gioco proibito, che l’oggi restasse oggi, senza domani o domani potesse tendere all’ infinito e lo vorrei perchè non “sono” quando non ci sei.

Il tempo passa
i sogni cambiano
ma certe “presenze”
non le dimentichi.
Stanno sempre lì
dove tieni le persone speciali,
nell’anima.

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Se un giorno tornerò alla vita la mia casa non avrà chiavi: sempre aperta sarà, come il mare, il sole e l’aria.
Che entrino la notte e il giorno, la pioggia azzurra, la sera, il pane rosso dell’aurora … “casa dolce casa.”

Che l’amicizia non trattenga il passo sulla soglia, né la rondine il volo.
Nessuno deve bussare.
La mia casa e il mio cuore mai chiusi: che passino gli uccelli, gli amici, e il sole e l’aria.
Questa è la vera natura della casa: il luogo della pace; il rifugio, non soltanto da ogni torto, ma anche da ogni paura, dubbio e discordia.
Solo l’amore e la morte cambiano ogni cosa.

Faccio mio il pensiero del saggio che dice: Essere positivi non significa che si è sempre pervasi da un entusiasmo concentrabile e un sorriso incessante.
Essere positivi è affrontare ogni giorno le avversità della vita con la voglia di emergere, la fede che se solo lo si vuole tutto si puo’ affrontare.
Basta non abbondonare mai la speranza!

Mi manchi …

Ammirando l’azzurro del mare
guardo la spiaggia con le sue orme infinite
che mi ricordano tanto della mia vita.
Orme di cose passate
Orme di cose non fatte
Orme di se e di ma
Orme che non concedono sconti
Orme che calpestano l’anima …
e indifferenti ti lasciano a terra
a soffrire

“Nella vita puoi camminare in due modi, con la mano sul cuore o con la mano sugli occhi, è tua la scelta …” mi diceva la mia dolce noninna. “Non perdere la speranza. Accantonala. Tienila nel tuo cuore, nel silenzio della notte, ma non perderla.”

‎Buon domenica sereno a voi ❤
©Elisa

1 NOVEMBRE …

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È  Novembre.

Gli  alberi  dei  nostri  boschi  assomigliano  a  un  quadro  di  Monet. Foglie  rosse, gialle, argento  e  oro  sorridono  al  cielo, e  un  pallido  sole  le  illumina.
Sta  arrivando  la  sera: una  nebbia  fitta  avvolge  dolcemente  le  piante  e  le  nostre  foglie.

Un  ultimo  sguardo  prima  di  tornare  a  casa: mi  accorgo  che  al  paesaggio  non  serve  la  mia  presenza. Ed  ecco  il  vento, immagino  le  nostre  foglie  colorate  mentre  leggere  e  ondeggianti  scendono  formando  una  tavolozza  di  colori,  su  cui  si  adagerà  la  brina  del  primo  mattino.

“Te ne andasti in autunno, quando il nostro sentiero era pieno di vento, e le foglie spente macchiavano la terra umida.
Te ne andasti in autunno, e il silenzio parlava sul nostro sentiero.
Te ne andasti in autunno, quando la nebbia oscurava i nostri boschi spogli.
Tornerò lassù in autunno, quando il vento passeggerà nella nostra radura cercando la tua voce.” ©ELisa

Di che colore è la mia paura?

Di che colore è la mia paura?

Disegno la paura su un foglio,
così va via dal mio cuore.

Di che colore è la mia paura?

E’ di tutti i colori, come l’arcobaleno.
Non è una paura solo nera, … tutta nera.
Non è una paura giallo limone, verde o viola
E’ una paura soda e colorata come la vita
Si nasconde sotto il mio sorriso
e alle mie chiacchiere placide
Si nasconde come un grosso gatto e mugola piano
Vuole essere coccolata, e riscaldata
Non vuole avere più paura

Allora la tiro su un foglio,
perché si guardi in giro,
è stupido che si nasconda nel buio.
Il buio non è il posto per la mia paura.

Deve vivere, e uscire nelle lacrime
per potersi dire, che possiamo vivere assieme,
io e questa paura tonta,
finché non succede qualcosa
e ci facciamo compagnia.

“Se dico che “non c’è”
non che per questo va via.

Allora è meglio conoscersi
e tenersi per mano
e farsi coraggio e avere fiducia
finché non succederà qualcosa di nuovo e di bello,
e ne usciremo di qua, assieme.

Prometto di non buttarla in un cassetto
quando tutto sarà finito,
Prometto di portare fuori di qua,
anche la mia paura.

Copyright © Poesilandia

HO imparato chè; “Se rimaniamo troppo legati al passato, il futuro potrebbe non arrivare mai.”  Buon Lunedi Amici ❤ Elisa

Digressione

Foto: Amo la complicità. Quella di chi lavora per lo stesso progetto. Quella di chi vive nello stesso ideale. Quella di chi gioca e gioisce insieme. Quella di chi si parla attraverso i silenzi. Quella di chi sa di appartenere alla libertà dell'altro. Quella di chi condivide con l'altro tutta la sua anima.Letizia Ribechini

 

Amo la complicità. …
“Quella di chi lavora per lo stesso progetto.
Quella di chi nello stesso ideale.
Quella di chi gioca e gioisce insieme.
Quella di chi si parla attraverso i silenzi.
Quella di chi sa di appartenere alla libertà dell’altro.
Quella di chi condivide con l’altro tutta la sua anima.
Quella che basta uno sguardo per capire tutto senza bisogno di parlare.”
[Letizia Ribechini]

Pubblicato da in sensazioni

Parliamo_ne? … La complicità.

LA (mia) FILOSOFIA

LA (mia) FILOSOFIA E L’INTERNET

La vita è piena d’avversità, delusioni, ma è la nostra vita ed è la cosa piu meravigliosa che abbiamo. Basterebbe soffermarci ogni tanto a capire le ragioni delle persone, a vedere oltre gli occhi entrando il loro cuore.

Ma no, alla fine è sempre più facile tapparsi le orecchie e mettere un paio d’occhiali da sole per non vedere, per non capire.

      Non ci sto, ho toccato il fondo nella vita, ho dovuto imparare a odiarmi per sapere quanto amore avessi, e ho deciso. Non ha senso vivere una vita senza amore, chiudendo il cuore imprigionandolo nell’indifferenza,
ho capito che l’importante, nel bene o nel male è riuscire ad ascoltare il nostro e il cuore degli altri, perché altrimenti esisterebbe solo il niente e dal niente non si può tornare indietro…

Sono ottimista, mi sento viva anche se sto soffrendo nella mia vita ma ne sono felice perché so che questa sofferenza farà sì che io rinasca con una luce diversa, più luminosa e intensa che mai.

Nelle nostre blog’s, come nella vita reale, le persone hanno dentro di se un gran desiderio, capire ed essere capiti, volersi bene… abbracciarsi e condividere con gli altri quella che è la propria vita… sorridere.

Non ha senso scappare, fuggire dalle cose o dalle persone, solo affrontando tutto ciò che ha di fronte a noi può renderci migliori e può farci sentire orgogliosi di noi stessi..

PRIMO VOLTA …
Molti di noi vivono la vita distrattamente, lasciando che ci scorra addosso, e spesso, senza renderci conto che vicino a noi sono delle persone che possono renderla migliore.

Una sera girovagavo sull’internet, con dei pensieri tristi e con un senso d’apatia, che faceva dire a me stesso: ma cosa ci faccio io qui?
Nel mio vagabondare sono finito davanti ad una porta con poche indicazioni sul tipo di persone che viveva dietro a quella porta, ho bussato e mi è stato aperto, ma non sicuro di me non varcai quella soglia subito, esitavo, forse avevo il timore di trovare qualcosa di non gradito e in ogni modo incerto.
Qualcuno da fuori mi chiama e mi saluta, rispondo per cortesia e scambio due parole, che diventa alla fine una gradevole chiacchierare senza accorgersene che si e fatto tardi. Anche dopo che ho chiuso il pc, continuavo a pensare a lei, e improvvisamente mi usci un sorriso. Cosa che da tanto tempo, non mi capitava. Sorridere.
Per un po avevo tante cose da fare, ma quando una sera mi sedetti davanti al pc, mentre aspettavo il collegamento mi viene in mente lei, e speravo di ritrovala. Era una bella sensazione. Quasi subito comincia a lampeggiare un invito nel chat… era lei. Cominciamo a chattare come due “vecchie amiche”, ad un certo punto mi “afferra per mano” e mi dice; vieni con me, la seguo istintivamente con fiducia, curiosità, e già con un senso di leggerezza dentro di me, sconosciuto.
Seguendo questa persona che già consideravo amica, anche se in parte sconosciuta, sono inciampato più volte, sono caduto, e lei sempre vicina a tendermi la mano, ad incoraggiarmi, capace di darmi la sensazione di essere lì, seduta vicino a me di fronte al PC, di spronarmi perfino, ma sempre molto gentilmente, fino ad un luogo dove vi sono dei suoi amici, che io ho potuto intravedere ma non conoscere per il momento.
Cominciata cosi …

“Mi hanno accolta, con affetto, mi hanno dato l’amicizia, e hanno risvegliato in me l’amore, l’amore per la vita e per la poesia.”
Per la verità, mi piaceva scrivere da sempre, già da bambina scribacchiavo, ma poi nel mio dolore, vivendo nel mio solitudine ho perso il gusto di scrivere.
Per fare breve, con il loro pazienza e l’affetto che mi hanno dato, sono tornata viva, “virtualmente”

 Per me da quel momento in poi, come respirare ossigeno puro…
Avevamo l’abitudine verso le 22.30 riunire davanti al pc e scrivere, poesie a più mani.
Ma non solo poesie. In questo gruppo c’era tanto voglia di aiutare gli altri. Anche con un semplice “buon giorno” ti facevano capire, che non sei più sola. Eravamo una piccola famiglia virtuale, ma molto più vera, quanto non sia nel vita reale!

Penso a loro con immenso affetto, e so che li porterò sempre nel mio cuore, anche se da tempo il destino ci ha divisi, ma non i ricordi e la mia affetto, che porterò sempre nel mio cuore.
E per far capire meglio vi racconto una favola …

… Tantissimo tempo fa, Dio decise di lasciare la terra perché la pace non regnava più nei cuori dei suoi figli, cosi volle tornare nel suo paradiso portandosi con se i semi della vita.
Appena ebbe riempito il suo sacco volo in alto al di dei cieli, senza accorgersi però, che questo, aveva un piccolo foro, da dove durante il tragitto, una parte dei semi riuscirono a disperdersi nell’universo.
Alcuni si posarono sulla stelle e sulla luna, anche il sole volle la sua parte, altri vagarono nel cielo prima di ritornare di nuovo sulla terra.
Un seme cadde in un fiume e si lasciò trasportare dall’acqua e dopo aver sfiorato i riflessi di un lago raggiunse il mare, in un giorno di arcobaleno.
un seme invece venne raccolta da un mago, uno venne preso da un angelo, nulla si perse, persino una briciola ebbe la sua parte.
E ‘cosi che nacquero i Poetxcaso che si sono ritrovati nel quadro di questo tenero dipinto di parole.

Link: Poesia con Amore