Sette anni insieme …

Obiettivo anniversario anno 7

 

 

Felice anniversario con WordPress.com!
Ti sei registrato su WordPress.com 7 anni fa.
Grazie per averci scelto.
Continua così.

 

E io ringrazio voi Amiche e Amici  che ne fate parte! E prometto, alle persone amiche di recente, che appena posso, ricambio la visita Elisa

Heather Stillufsen, Rose Hill Design Studio on Facebook and Etsy.:

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Un salutino ….

… con affetto, per ringraziarVi  della Vostra presenza!

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Devi scegliere tu gli ingredienti migliori per costruire la tua giornata, come scegli cosa mangiare e bere, così devi scegliere i pensieri.
Scegli solo pensieri che ti faranno felice e sorridi.

I passi erano troppo pesanti, così ho deciso di cambiare le mie scarpe, indossare qualcosa di più comodo. …
Provare a star dentro certe calzature …
Ho deciso di far crescere fiori ad ogni mio passo e camminare oltre. ♡

Capitolo 5 – IL DESTINO

“Un destino contro cui nessuno può nulla.”

Ritengo che invece il destino centri poco in tutto questo.
Quando incontriamo persone che poi ci deludono, non è colpa loro, è colpa nostra.
Abbiamo riposto in loro aspettative tutte nostre, abbiamo proiettato in loro i nostri desideri, non abbiamo guardato a quelle persone realmente come esse sono.

Le abbiamo guardate in funzione dei nostri bisogni, e se non sono all’altezza dei nostri ideali ce la prendiamo con loro o con i fato.

“Non è colpa loro, è colpa nostra.”

Ci aspettiamo sempre di trovare persone o cose che corrispondano a noi, non è così!

Gli altri sono altri e spesso non sono complementari a noi. Non si deve dare aspettando di ricevere qualcosa in cambio, si dovrebbe arrivare ad una tale completezza del sé, che questo non ci dovrebbe essere più necessario, dovrà esistere in noi solo il piacere di dare e proporsi.

Se le situazioni e le persone che incontriamo non sono sulla nostra stessa lunghezza d’onda, le lasceremo senza rimpianto, anzi, ci avranno arricchite con il loro passaggio di nuova esperienze e saremo pronti a contattare nuovi esseri e a vivere nuovi scambi.
continua …

ps:  per ora il mio mondo e fogli bianchi ovunque … buon estate cari amici ♡

Il 1 Maggio/E la storia del mughetto

“Un campanellino di felicità,
Un campanellino di gioia,
Un campanellino di buon umore… ”

Il 1 Maggio e la storia del mughetto

Il primo maggio del 1561, Carlo IX introdusse la tradizione d’offrire un rametto di mughetto come porta fortuna.
Tradizione ancora più antica e del tutto pagana, era poi il celebrare l’arrivo della primavera offrendo tre rami di mughetto alla persona amata, agli amici, ed alle donne come segno d’amicizia.

Nei tempi antichi poi questa era la data in cui i naviganti uscivano in mare.

Per i Celtici, il 1° maggio era poi l’inizio della prima metà del loro anno.

Nel Medio Evo col 1° maggio iniziava il mese dei fidanzamenti.

Nel Rinascimento, il mughetto era un amuleto portafortuna associato alla celebrazione del Primo giorno di Maggio.

Tenere in grande considerazione il primo giorno di Maggio dunque risale ad ancor prima che diventasse la festa del lavoro e dei lavoratori.

Buon Domenica  a tutti ❤ Elisa

La mia anima si è svegliata al richiamo

Anche questa notte la mia anima si è svegliata al richiamo di altre anime ignote e lontane.

Non so sotto quale cielo spasimavano e nemmeno in quale parte del mondo conducevano la loro esistenza terrena.
Ma so che tutte le anime hanno una patria sola e che questo corale di sofferenza è un’onda palpitante al di là degli orizzonti umani e quando l’onda meravigliosa passa su pena, tutte le anime si risvegliano al richiamo ardente, si uniscono al corale che ha cento ritmi di tormenti ma un solo nome di speranza, e diventano gocce dell’onda che va alla ricerca della misteriosa foce.

Io credo che esista, nell’universo ancora a noi ignoto, un oceano che raccoglie le proteste dei deboli, le rivolte degli oppressi, i silenzi delle madri, le lacrime dei figli, le preghiere dei bambini, le miserie dei vecchi… e tutto trasfigura nell’eterno ideale dell’umanità, condannata a vivere nell’odio mentre aspira all’amore. Ed è certo a questo oceano luminoso, che eroi genii attingono l’alimento di fede per un migliore domani.

L’ onda misteriosa passa e le anime diventano gocce ardenti… e ognuna sa che nessuna pena è vana, nessun tormento sterile, nessuna goccia inutile, nessuna sofferenza infeconda.

Ogni dolore è una scintilla che una volta accesa non si spegne più.
Così la sofferenza è la generosa semente che le anime gettano nei solchi ardenti degli orizzonti lontani, perchè la nuova primavera fiorisca domani.Non importa quale nome abbia oggi la pena, poiché tutte sono gocce di quella onda incandescente che al di là del tempo e dello spazio opera sui piani invisibili per l’ evoluzione della coscienza universale… perciò ogni generazione che se ne va consegna a quella che viene un doloroso capitale di esperienza dai mille nomi.

Così ogni anima dorme finché il dolore la sveglia. Non si può rimanere sprofondati nel sonno tutta la vita: viene sempre una sofferenza a suonare la sveglia.

Si direbbe che molte anime vivano in letargo fin quando un misterioso segnale d’ allarme le chiami alla ribalta, allora ognuna diventa protagonista del suo dramma, vive stupita il miracolo che rende eterno anche un attimo solo, ed entra nel divino ordine dei destini dolorosi.

Ma l’ anima deve riconoscere il segno del suo tormento e il nome della sua passione. Bisogna che l’ anima soffra per vedere, e bruci per cantare … e spesso, in un momento di profonda lucidità, sintetizza la verità per cui vive!

A volte hai solo bisogno che qualcuno ti dica “Stai tranquilla, andrà tutto bene”

… nella vera essenza dello stare insieme: capire quanto vale un legame importante e cosa vuol dire averlo fra le mani.

Io però, durante questi periodi di stelline, botti e candele, ho sempre cercato quella calma dove una buona lettura, una musica giusta e un appagamento personale, fossero, chissà perché, una cornice salutare per il fisico e la mente. 

Sempre con affetto per gli amici di questo mia piccolo “tana”  vi auguro buona vita!

ELisa

Caro Anno Nuovo, ti scrivo …

BUON 2016 A TUTTI

Caro Anno Nuovo,
ti scrivo questa lettera anche se non so bene a quale indirizzo spedirla.

Forse sei ancora troppo piccolo per riuscire a leggerla, ma immagino che quando ti giungerà sarai già un po’ cresciuto ed avrai anche perso un po’ della tua semplicità ed ingenuità.

Sai Anno Nuovo, spesso vorrei tornare ad essere come sei tu oggi, in questo tuo primo giorno di vita: pulito e con tante strade e possibilità davanti al tuo cammino.

Si, forse, in fondo, in fondo, una parte di me ti somiglia un po’, solo che fatica ad emergere ed a venire fuori.

Spesso mi manca il coraggio di vivere e di fare delle scelte. Spesso ho paura di sbagliare e di farmi male, così rimango fermo dove mi trovo per paura di cadere, ma d’altra parte sono le cicatrici che ci lascia addosso la vita che ci fanno crescere e diventare adulti.

La pioggia deve cadere sul seme per fare sbocciare la rosa, così come le difficoltà devono essere affrontate per forgiare la nostra forza d’animo.

Anno Nuovo, io non so come saranno i giorni che verranno e che vivremo insieme.
Immagino che ci saranno cose che accadranno che non dipenderanno da me ed altre che senza la mia volontà non si realizzeranno mai.

Ci saranno persone che se ne andranno ed altre che verranno. Ci saranno sia lacrime che sorrisi.
Sia gioie che dolori.
Sogni che si avvereranno guardando una stella cadere dal cielo ed altri che dovrò conquistarmi con il sudore delle fronte.

Ci saranno braccia che mi stringeranno al cuore ed altre che si rifiuteranno di avvicinarmi ad esso.
Ci saranno giorni in cui starò male e piangerò, ma ce ne saranno anche altri in cui sorriderò solo guardando il cielo e scaldandomi al calore del sole dopo un improvviso temporale.

Amerò, odierò, griderò, camminerò, accarezzerò, abbraccerò…vivrò.

Si, Anno Nuovo, voglio farti una promessa: ti prometto che qualunque cosa mi accadrà durante questi 365 giorni cercherò di non perdere mai la gioia di vivere e di guardare sempre oltre ai giorni di nebbia ed ai temporali.

Una sola cosa ti chiedo in cambio: non portarmi via le persone che mi sono accanto.
Sono la cosa più preziosa che possiedo e vorrei tenerle vicino al mio cuore più tempo possibile.

Anno nuovo, gli occhi mi si appannano di lacrime.
Mi sono commosso scrivendoti questa lettera ma il mio cuore è fatto di panna e basta poco per scioglierlo.

Ora ti saluto ed inizio a viverti!

P.S. Mi raccomando 2016 fai il bravo!

31 – 12 – 2015

Fine anno…..

La neve era scesa silenziosa e abbondante, aveva coperto la città che agli occhi ancora assonnati sembrava rimboccata da lenzuola bianche, solo il fumo di qualche camino interrompeva a tratti quella visione invernale.

Il Natale era trascorso e ci si preparava ai soliti festeggiamenti per salutare l’anno vecchio aspettando l’anno nuovo che, oltrepassato il confine immaginario, diventa a tutti gli effetti l’anno in corso.

L’anno vecchio se ne andrà piegato come un ramo carico di neve portandosi via desideri, sogni, speranze e tutto quello che la gente scarta.

Come una discarica ove ognuno senza porsi il problema della raccolta differenziata porta quello che nell’anno nuovo non vuole più, con l’illusione che basta quel gesto metaforico per dimenticare disillusioni, amori finiti e ogni genere di sbagli.

Pronti ad iniziare con buoni propositi un anno ignaro delle responsabilità e del peso che si porta perché concretizzare desideri e sogni non è sicuramente un compito facile per nessuno e allora come in un discount ognuno fa la sua spesa, nuovi sentimenti da rimettere in gioco e quelli vecchi senza neppure l’ombra di un rimpianto, seppelliti sotto sogni agonizzanti, desideri amputati, progetti dissanguati.

La discarica più inquinante in questo mondo perché quella dei sentimenti inquina l’anima rendendola superficiale, in molte persone regna la convinzione che alla fine anche quest’ anno si porterà via tutto ciò che non è stato realizzato quindi è corretto pensare che sia ritenuto inutile e un nuovo anno ignaro farà la sua entrata osannato festeggiato come un condannato a morte che ancora crede nella sua grazia, ma non sa che la sua esecuzione ha già una data,

il 31 dicembre d’ogni anno si ripeterà quella che sembra la più grande illusione umana.
Anno dopo anno è così da sempre, per sempre!

Assorta nei suoi pensieri, nascosta dietro le tende, come a guardare la vita che scorre lentamente scorge un vecchio curvo che non lascia nessun’impronta nella neve.

Lo guarda, chiude gli occhi li riapre e il vecchio non c’è più e nessun’impronta a testimoniare il suo passaggio.

Quando non riusciamo a spiegare l’irreale la mente umana, cerca una ragione e così sempre dietro alla finestra pensa che il riverbero bianco della neve abbia giocato qualche scherzo alle sue pupille, facendole immaginare e rendere reale qualcosa a cui la mia mente stava pensando.

Forse è solo il bisogno di cambiare qualcosa nella sua vita, forse è solo il bisogno di ritrovarsi nonostante le mille promesse e i mille tentativi.

Finisce un anno, ne inizia un altro e cosa c’è dietro l’angolo?

Semplicemente Buon 2016!