Sette anni insieme …

Obiettivo anniversario anno 7

 

 

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E io ringrazio voi Amiche e Amici  che ne fate parte! E prometto, alle persone amiche di recente, che appena posso, ricambio la visita Elisa

Heather Stillufsen, Rose Hill Design Studio on Facebook and Etsy.:

Il mondo non sarebbe lo stesso senza donne.

Buon giorno Amici   ♡ Nella speranza che la luce della coscienza abbia sempre e comunque il sopravvento.Vi lascio una bella storia. Buon fine settimana a voi! Elisa

Il mondo non sarebbe lo stesso senza donne.- Sorelle

In un giorno molto caldo una giovane donna sposata andò in visita a casa di sua madre e, insieme, si sedettero su un sofà a bere thè ghiacciato.

Mentre parlavano della vita, del matrimonio, delle RESPONSABILITÀ e degli obblighi dell’età adulta la madre pensosa fece tintinnare i suoi cubetti di ghiaccio nel bicchiere e lanciò un’occhiata serena e intensa alla figlia:
“Non dimenticare le tue Sorelle!” raccomandò, facendo turbinare le sue foglie di the sul fondo di vetro.

“Esse saranno sempre più importanti man mano che invecchierai. Non importa quanto amerai tuo marito, né quanto amerai i bambini che potrai avere: avrai sempre bisogno di Sorelle.

Ricordati di VIAGGIARE con loro ogni tanto: ricordati di fare delle cose con loro… ricordati che ‘Sorelle’ significa TUTTE le donne… le tue amiche, le tue figlie, e tutte le altre donne che ti saranno vicine. Tu avrai bisogno di altre donne, le donne ne hanno sempre bisogno.”

“Ma che strano consiglio!” pensò la giovane donna “Non mi sono appena sposata? Non sono appena entrata nel mondo del matrimonio? Adesso sono una donna sposata, per fortuna! Sono adulta! Sicuramente mio marito e la famiglia cui stiamo dando inizio saranno tutto ciò di cui ho bisogno per realizzarmi!”.
Ma la giovane donna ascoltò sua madre e mantenne contatti con altre donne ed ebbe sempre più ‘sorelle’ ogni anno che passava.

Un anno dopo l’altro venne gradualmente a capire che sua madre sapeva molto bene di cosa stava parlando: stava parlando di come, mentre il tempo e la natura operano i loro cambiamenti e i loro misteri sulla vita di una donna, le sorelle sono il suo sostegno.

Dopo più di cinquanta anni vissuti in questo mondo, questo è tutto ciò che ha imparato,

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È TUTTO QUI:
Il tempo passa.
La vita avviene.
Le distanze separano.
I bambini crescono.
I lavori vanno e vengono.
L’amore scolorisce o svanisce.
Gli uomini non fanno ciò che speriamo.
I cuori si spezzano.
I genitori muoiono.
I colleghi dimenticano i favori.
Le carriere finiscono.
MA… le Sorelle sono là!

Non importa quanto tempo e quante miglia ci siano fra voi.
Un’amica non è mai così lontana da non poter essere raggiunta
Quando dovrai camminare per quella valle solitaria – e dovrai camminare da sola – le donne della tua vita saranno sull’orlo della valle, incoraggiandoti, pregando per te, tenendo per te, intervenendo a tuo favore ed attendendoti con le braccia aperte all’estremità della valle.
A volte, infrangeranno persino le regole e cammineranno al tuo fianco.
O entreranno e ti strapperanno da lì.

Amiche, figlie, nuore, sorelle, cognate, madri, nonne, zie, nipoti, cugine e famiglia estesa, tutte benedicono la tua vita!

Il mondo non sarebbe lo stesso senza donne.

Quando abbiamo cominciato questa avventura denominata femminilità non avevamo idea delle gioie o dei dispiaceri incredibili che avremmo avuto davanti.
Né sapevamo quanto avremmo avuto bisogno le une delle altre.

Ogni giorno, ne abbiamo ancora bisogno.

Un cesto di mela

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“Gold smile apple”

Due settimane fa è arrivata a casa una grande quantità di mele e l’altro pomeriggio ho preparato le mele cotte.

Lo so, lo so, dette così fanno pensare a cibo per malati. Lo pensavo pure io, l’ho pensato per tanto tempo, fino all’altra sera…

Parlando con due amiche, ho detto che avevo a casa abbondanza di buone mele ma, non volendo preparare dolci calorici e difficoltosi, né marmellate e composte, ero “rassegnata” a mangiare mele a fine pasto per almeno due mesi e per quanto potessero essere buone e salutari…insomma, alla lunga potevano stufare.
La mia amica prontamente mi suggerì di prepararle cotte al forno. Ho subito storto il naso, ma quando lei aggiunse che era una preparazione facilissima e veloce e che non costava nulla provarla, anche per gentilezza, ho prestato attenzione a quella ricetta da lei definita ottima e salutare, relegandola però in un angolino del mio cervello.

Quante volte dissi “bleahh” a mia nonna o a mia madre mentre mi invitavano ad assaggiare le mele cotte e bleahhh continuavo a ripetere in silenzio mentre la mia amica concludeva la spiegazione, raccomandandomi di gustarle tiepide.

Poi l’altro pomeriggio, complice forse la pioggia, la nebbia, il primo brivido di freddo, complici quelle mele nel cesto che parevano sorridermi, insomma…non so come e perché, ma ho voluto provare.

    Così ho preso sei mele, le ho lavate e con un coltello appuntito ho scavato un po’ per togliere il torsolo, dentro quella cavità ho messo qualche chicco di uvetta sultanina e un po’ di noci tritate, ho steccato le mele con un paio di chiodi di garofano ed ho spolverizzato con un po’ di cannella. Poi ho aggiunto un cucchiaino di miele dentro ogni mela e mi sono divertita a fare lievi ghirigori di miele sulle bucce.

Ho acceso il forno a 180° e regolato il timer a 20 minuti.
Perplessa, ho chiuso lo sportello del forno e sono andata a sistemare biancheria in un’altra stanza.
Ben presto la casa è stata invasa da un odore intenso, buono, gradevole, migliore di qualsiasi deodorante.
“Come profumatore d’ambiente la ricetta funziona alla perfezione”, pensai sorridendo.

Mentre davo una sbirciatina al forno, suonano alla porta; “C’è un profumooooo!!

Che prepari di buono?”, chiedeva la mia vicina di casa.
“Nulla di che, frutta cotta, sarà una schifezza.”
A volte mi capita nei lunghi pomeriggi invernali di preparare qualcosa di sfizioso

(caldarroste, noccioline tostate, cioccolata calda, …)

Feci intiepidire le mele e, con assoluta riluttanza, ne presi una, la tagliai in due parti e l’assaggiai.Rimasi di stucco: sapeva di buono, di antico, di squisito.

Divisi le mele, li sistemai nei piattini, li irrorai col liquido ambrato di cottura, li spolverai con zucchero a velo …

Le mie figlie arrivando a casa, la prima cosa che dicevano, “che buon profumo”…ma non e Natale ancora 🙂 ! Già, dimenticavo, a dicembre mi diverto col l’arancia e chiodi di garofano …

“ Sono buone, assaggiate”, dissi.
“ Mele cotte? Mica siamo malati.- Hanno un buon profumo, ma no, grazie.-”, furono le risposte

“E’ una ricetta nuova, molto diffusa nei pub, “gold smile apple”!! Solo un assaggio, suvvia!”

Naturalmente non credettero alla mia bugia ma per buona cortesia, con facce per nulla convinte, affondarono il cucchiaino nella polpa ed assaggiarono.

Vidi lentamente la loro espressione modificarsi: “Però! Non lo avrei mai creduto, sono buonissime!”

Dieci minuti prima non lo credevo nemmeno io.
Ma questo evitai di dirlo.

E un mio racconto di anni fa, ma stasera, uno di quelle sere che ho un attacco di nostalgia.

Una serenissima buona serata a voi ❤

Elisa