“Se sei triste sorridi, piangere è troppo facile”.


” Lei non era felice, aveva donato la sua vita agli altri, aveva rimandato la sua felicità a domani e per quanto corresse, quel suo treno domani era sempre distante almeno 24 ore.
Cos’era la felicità, un bacio?
La foto di quella vacanza o l’idea di allargare le gambe per far entrare aria nuova nei suoi sensi ingannati?
Forse un bimbo con il lecca lecca?
Un clown che sorride?
Un marito che ti dice “va bene amore?”
O ancora un caffè buono e un finestrino del treno che si getta alle spalle foto belle, troppe per poterle rimpiangere?
Lei chiedeva poco, chiedeva solo di vivere per vivere senza calpestare le idee di chi viaggiava al suo fianco, chiedeva nulla.

Percorreva invece un film ritagliato, fatto di spezzoni ripetuti, invocati, e evocati e sacrificati alla fine, nell’attesa inevitabile di un’altra eternità, non così ripetitiva e monotona.

Forse abbandonarsi tra le braccia del tempo era la risposta alle sue inquietudini, ma risuonavano passi e voci lungo l’androne consunto nel buio del momento, dove le attese non hanno più consistenza, consapevole che tutto è trascorso, irrimediabilmente… !

Un passato doloroso porta solo dolore
Finchè non fai i conti con il tuo passato, tornerà in un modo o nell’altro a renderti insopportabile il presente e impossibile il futuro, non si scappa da se stessi.
Solo dopo puoi dimenticare…se ci riesci…

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