-Alda Merini nasce il 21 marzo 1931-

“Io trovo i miei versi intingendo il calamaio nel cielo.”
Alda Merini
Buon Compleanno … con gli angeli
-Alda Merini nasce il 21 marzo 1931-
– si è spenta il 1° novembre 2009 all’Ospedale San Paolo di Milano –

PERCHE’ AMO GLI ANIMALI
di Alda Merini
Perché amo gli animali? Perché io sono uno di loro.
Perché io sono la cifra indecifrabile dell’erba,
il panico del cervo che scappa,
sono il tuo oceano grande e sono il più piccolo degli insetti.
E conosco tutte le tue creature: sono perfette in questo amore che corre sulla terra per arrivare a te…

Primavera …

Vissuta tante primavere, eppure mi meraviglio sempre quando ricominciano ad allungarsi le giornate. Ed è bellissimo.

Marzo, ti voglio bene.
E sai perchè?
Perchè sei birichino
e, quasi quasi, rassomigli a me.
Anche tu fai capricci:
vieni col sole,
con le primule belle
e le odorose viole.
Poi, ti rabbui, Marzo,
e in un momento
tu butti giù dal cielo
e neve e pioggia e vento…
Ma io ti voglio bene,
perchè, fra un raggio d’oro
e una nuvola nera,
tu porti Primavera.

Mi chiedo come potremmo vivere senza fantasia, senza poesia, senza musica?

Buon  inizio settimana a tutti voi 🙂 Elisa

19 Marzo …

Avevo pensato all’insignificanza dell’uomo. A quanto siamo patetici.
Agli uomini che nella vita si incontrano, si scontrano, si azzannano sulla scacchiera delle cose prive di senso.
Uomini che piangono, uomini che soffrono il dolore che fa parte di loro come fosse un pezzo del loro corpo.
Uomini che sbagliano, uomini che non sanno perdere, uomini che non sanno vincere, uomini che sanno tutto e uomini che non sanno niente.
Uomini che costruiscono e uomini che distruggono, uomini che giudicano e uomini che vengono giudicati.
Uomini che amano e uomini che odiano, uomini che sono soddisfatti di sé e uomini che se stessi è il loro peggior nemico.
Uomini che sono uomini e si sentono donne, uomini che sono donne e si sentono uomini, uomini che fabbricano speranze e uomini che distruggono quelle speranze.
La nostra vita è fatta di uomini nati nella terra e uomini nati nell’oro, uomini che sono uguali e uomini che sono diversi, uomini che sono cittadini e uomini che sono stranieri, uomini che sono puliti e uomini che sono sporchi.
Uomini che vogliono cambiare le cose e uomini che le cose le vogliono sempre uguali. Uomini che non sanno pregare e uomini che hanno dovuto imparare a farlo. Uomini che non riescono a ricordare e uomini che non riescono a dimenticare.
Padri. Uomini. Semplicemente uomini. Patetici. Meravigliosi.  AUGURI!

Buon Domenica cari amici 🙂 Elisa

8 marzo-Oggi è la festa della donna?

Buon Giorno e AUGURI

Oggi è la festa della donna

…. auguri, fiori , dolcetti a tema …
ma la verità è che non finiremo mai di combattere in un mondo che,
nonostante il passare dei secoli, rimane sempre un mondo maschilista.
Fiera di queste donne!

“Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente.
Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale.
Le donne sono la colonna vertebrale delle società.”
Rita Levi Montalcini – 1900/2012 –

RICORDIAMO IL VERO MOTIVO PER CUI SI FESTEGGIA L’8 MARZO …

e  un pensiero anche per le … #8marzodellebambine-spose

“Auguri a tutti gli uomini che fanno sentire speciali le loro donne…”

#festadelladonna  ; mi chiedo … come può essere l’8 marzo un festeggiamento quando chiunque in qualsiasi momento può far male ad una donna, mancarle di rispetto e non essere punito? ELisa

Pensiero della sera …

Una parola è un bocciolo che cerca di diventare un arbusto.
Come si può non sognare mentre si scrive?
È la penna che sogna.
La pagina bianca dà il diritto di sognare.

PENSIERO DELLA SERA

Cara vita,
qualche volta concedi un attimo di tregua alla gente stanca.
E’ che qui i buoni ci rimettono sempre. Amen.

Notte serena

Elisa

 

 

Buona serata con sorriso

 

Il cappello color porpora
A 3 anni Lei si guarda e vede una Regina.
A 8 anni Lei si guarda e vede Cenerentola.
A 15 anni Lei si guarda e vede un brutto anatroccolo (“mamma non posso andare a scuola con questo aspetto qui”).
A 20 anni Lei si guarda e si vede “troppo grassa/troppo magra, con i capelli troppo lisci/ troppo arricciati”, ma decide che uscirà di casa lo stesso.
A 30 anni Lei si guarda e si vede “troppo grassa/troppo magra, troppo bassa/troppo alta, con i capelli troppo lisci/ troppo arricciati” ma decide che non ha tempo di risistemarsi e che uscirà di casa lo stesso.
A 40 anni Lei si guarda e si vede “troppo grassa/troppo magra, troppo bassa/ troppo alta, con i capelli troppo lisci/ troppo arricciati” ma dice: “almeno sono pulita”, ed esce di casa lo stesso.
A 50 anni Lei si guarda e si vede “esistere” e se ne va dovunque abbia voglia di andare.

Risultati immagini per cappello color porporaA 60 anni Lei si guarda e ricorda tutte le persone che non possono più nemmeno guardarsi allo specchio. Esce di casa e conquista il… mondo.
A settanta anni Lei si guarda e vede saggezza, capacità di ridere e saper vivere, esce e si gode la vita.
A 80 anni non perde tempo a guardarsi, si mette in testa un cappello color porpora ed esce per divertirsi con il mondo.


B U O N A  * S E R A T A

Si scrive “se stesso” o “sé stesso”?

Si scrive “se stesso” o “sé stesso”?
Qualcuno parla di errore, ma l’errore NON c’è

«Quando il se è retto da stesso, l’accento non è necessario, quindi si scrive se stesso. Quando invece troviamo solo il se in posizione non ipotetica, bisogna mettere l’accento».

Le osservazioni sulla differenza tra se congiunzione subordinante (Es. Se tu avessi studiato, non avresti sbagliato) e tra sé particella pronominale (Es. Ognuno studia per sé poi ci si confronta) sono corrette: le due particelle vanno infatti distinte proprio tramite l’accento (succede lo stesso con ne/né, si/sì e così via), che ha dunque ruolo disambiguante.

Chi non usa l’accento si giustifica dicendo che non serve perché tanto non c’è motivo che se si confonda nel sintagma se stesso, ed è vero, perché se stesso vuol dire una sola cosa, e cioè sé, rafforzato, ovviamente, da stesso. L’alternativa sé stesso, però, non è affatto sbagliata, e a parlarne sono illustri storici della lingua e grammatici; ne trovate un’ampia trattazione sul sito dell’Accademia della Crusca, dove viene citato quanto scrive il linguista Luca Serianni in Grammatica italiana – Italiano comune e lingua letteraria:

«Senza reale utilità la regola di non accentare sé quando sia seguito da stesso o medesimo, giacché in questo caso non potrebbe confondersi con la congiunzione: è preferibile non introdurre inutili eccezioni e scrivere sé stesso, sé medesimo. Va osservato, tuttavia, che la grafia se stesso è attualmente preponderante […]» .

Buona giornata …  🙂

 

Voi giocare con me/Risposte

1. Perché si dice benedicevo e non benedivo?

1. Si dice benedicevo, perché benedire è composto di dire, che all’imperfetto fa dicevo. Unica eccezione è data da benedici, visto che l’imperativo di dire è di’ e non *dici (forma comunque presente in alcuni italiani regionali).

2. Mario, ha fatto uscire il cane oggi. In linea di massima, questa frase è sbagliata: in quale caso sarebbe stata corretta scritta così?

2. La frase è chiaramente scritta in modo sbagliato, poiché la virgola non va mai inserita fra due parole o gruppi di parole strettamente legati fra loro, quindi nome e aggettivo, soggetto e verbo, verbo e complemento oggetto. Sarebbe stato corretto solo se chi scrive avesse voluto indicare che Mario ha fatto uscire il cane e non qualcun altro: ma il contesto avrebbe dovuto farlo capire chiaramente.

3. È giusta la divisione in sillabe fi.gli.uo.lo della parola figliuolo? Perché?

3. No, non è corretta, perché iuo è un trittongo: la divisione in sillabe corretta è fi.gliuo.lo.

4. L’astuccio che vedi sul tavolo è di tuo fratello. Nel breve periodo proposto c’è una relativa limitativa o descrittiva?
4. La relativa è limitativa perché che vedi sul tavolo indica proprio quell’astuccio.

5. Scrivere un iperonimo di margherita.

5. Quello più immediato è sicuramente fiore: ricordiamo che per iperonimo si indica una parola che ha un significato generale rispetto ad altre (una specie di rapporto di inclusione fra insieme e sottoinsieme in matematica). Un iperonimo di cane, per esempio, è animale.

6. Deva o debba? Qual è il congiuntivo esatto?

6. Sono entrambi due congiuntivi esatti, ma il secondo è più diffuso.

7. Quale di queste tre frasi contiene sicuramente un errore?

A. Fa che domani sia bel tempo.

B. Non essere sé stessi è un errore imperdonabile.

C. Non do niente a nessuno.

7. La prima contiene un errore evidente: fa non apostrofato (fa’ < fai). Do accentato è considerato corretto da alcuni grammatici, da evitare per molti altri: consiglio di non usarlo, perché non ha proprio senso. Per sé stessi, consultate questo approfondimento. (sara il prossimo articolo) elisa

8. Nella frase Piovono critiche a non finire sull’ultimo programma della conduttrice:

A. Piovere è verbo impersonale;

B. Piovere non è verbo impersonale;

C. Critiche è complemento oggetto.

8. Questo è il caso in cui il verbo viene usato non come impersonale, e dunque senza soggetto come quasi sempre accade con i meteorologici (es. Piove e voglio andare subito a casa); il soggetto, infatti, è espresso da critiche, che ne rappresenta, quindi, la persona (sesta per la precisione).

9. Fornire un esempio di parola che può essere avverbio, congiunzione e preposizione in contesti diversi.

9. Sicuramente dopo: nella frase Verrò dopo è un avverbio; in Dopo di te ci sono molti altri è una preposizione (introduce un complemento); in Dopo aver studiato è andata da un amico è congiunzione (introduce una proposizione).

10. Nella frase A Luigi piacciono molto gli studi linguistici:

A. A Luigi è soggetto logico;

B. A Luigi è soggetto grammaticale;

C. Gli studi linguistici è complemento oggetto.

10. A Luigi è soggetto logico, poiché è proprio Luigi che predilige gli studi linguistici; il soggetto grammaticale è gli studi linguistici, che dunque non è complemento oggetto.

Voglia di giocare con me? …

Buon pomeriggio amici   … questo piccolo test mi piace.   Vediamo quanti di voi …

Questo è un test di grammatica italiana di medio-alto livello, dunque abbastanza difficile per chiunque non abbia degli studi con solide basi alle spalle. Non tutte le domande sono impossibili – anzi: per qualcuno il test potrebbe sembrare un gioco da ragazzi, ma abbiamo cercato – come in passato – di mettere insieme quesiti dalle risposte piuttosto complesse a quesiti la cui risposta potesse tornarvi utile e porre ancor di più l’accento sul fatto che nostro sistema linguistico, in continua evoluzione ma al tempo stesso in equilibrio come tutti gli altri sistemi linguistici, è anche caratterizzato dalla presenza di zone grigie, all’interno delle quali non esistono il giusto e lo sbagliato.
Veniamo subito alle dieci domande:

1. Perché si dice benedicevo e non benedivo?

2. Mario, ha fatto uscire il cane oggi. In linea di massima, questa frase è sbagliata: in quale caso sarebbe stata corretta scritta così?

3. È giusta la divisione in sillabe fi.gli.uo.lo  della parola figliuolo? Perché?

4. L’astuccio che vedi sul tavolo è di tuo fratello. Nel breve periodo proposto c’è una relativa limitativa o descrittiva?

5. Scrivere un iperonimo di margherita.

6. Deva o debba? Qual è il congiuntivo esatto?

7. Quale di queste tre frasi contiene sicuramente un errore?

A. Fa che domani sia bel tempo.

B. Non essere sé stessi è un errore imperdonabile.

C. Non do niente a nessuno.

8. Nella frase Piovono critiche a non finire sull’ultimo programma della conduttrice:

A. Piovere è verbo impersonale;

B. Piovere non è verbo impersonale;

C. Critiche è complemento oggetto.

9. Fornire un esempio di parola che può essere avverbio, congiunzione e preposizione in contesti diversi.

10. Nella frase A Luigi piacciono molto gli studi linguistici:

A. A Luigi è soggetto logico;

B. A Luigi è soggetto grammaticale;

C. Gli studi linguistici è complemento oggetto.

Ci vediamo Domenica –   E pubblico la risposta giusta.

Grazie di esserci  ❤

Una felice settimana a voi e auguri ai A-mici mici che oggi e …

 

L’amore …

love rosso
L’amore è sempre, non solo a Febbraio
L’amore è tra innamorati veri,
tra mamma e figlio,
tra sorrisi e sguardi,
L’amore è la famiglia
L’amore è l’amicizia.
L’amore è per se stessi.

Dovremmo amarci di più.
L’amore è tutti i giorni.
Non una volta l’anno.

Dal mondo dei sogni, …

Le ragioni per cui leggere prima di dormire: dal mondo dei sogni, al sentirsi meno soli… Il libro (tra l’altro) è l’antidoto a ogni lunedì lavorativo…


Premessa d’obbligo: leggere un libro è sempre cosa buona e giusta, ci teniamo a sottolinearlo, ma oggi ci occupiamo del motivo per cui leggere un libro prima di dormire può risultare un’azione positiva per mente e corpo.

Va anche premesso che la lettura a letto è una cosa privata, quindi i motivi possono variare da soggetto a soggetto, però vogliamo offrirvene 5 che possono essere i principali:

1) Concilia il sonno: ebbene si!, perdersi nei meandri di una trama, immedesimarsi con un personaggio, leggere e rileggere attentamente lunghe e dettagliate descrizioni, può conciliare il sonno. Questo non vuol dire che il libro è brutto, anzi, vuole solo dire che si è scelto di addormentarsi nel modo migliore.

2) Stimola l’attività onirica: la fase successiva a quella del sonno conciliato dalla lettura, è quella dei sogni; un fantasy o una storia d’amore possono farci sognare mondi in cui siamo eroi o coroniamo storie sentimentali appunto “da sogno”, un thriller o un horror, al contrario, ci possono suscitare incubi, attenzione alla lettura che si sceglie!

3) Aiuta a rilassarsi dopo le fatiche quotidiane: lunedì mattina terribile o giornata faticosa? Sciopero dei mezzi? Pioggia senza ombrello? Un buon libro di sera, a letto, sotto le coperte, può aiutare a dimenticare e a rilassarvi. Dopo una giornata difficile, sapere di tornare a casa, aprire la pagina dove si è lasciato il segnalibro e riprendere la lettura, può essere di conforto. Il libro è l’antidoto a ogni lunedì lavorativo!

4) Sconfigge la solitudine: si ha paura del buio a ogni età, si sentono rumori sospetti ogni volta che si sta a casa da soli. Leggere un libro prima di dormire fa sentire più sicuri di sé, protetti, al sicuro nel proprio mondo di pagine, come se si dormisse sotto una bolla di vetro infrangibile. Il libro è una guardia del corpo!

5) Un libro non è mai una buonanotte banale: l’ultimo motivo, il famoso “last but not least”, è riassuntivo dei primi quattro, ma al tempo stesso unico nel suo genere. La buonanotte di un libro può essere diversa tutti i giorni: può cambiare personaggi, trama, lingua; può essere dolce, crudele, fantastica, giocosa, timorosa, sarcastica. La buonanotte di un libro è contemporaneamente diversa ogni volta, ma confortevole al tempo stesso.

Il libro è la buonanotte più sicura e varia che c’è.

E voi, leggete prima di dormire?

Buon giorno …

IN FONDO CAMMINARE è il paradigma della vita.
A volte trovi percorsi difficili che pensi di non superare, ma se ci metti grinta e tenacia tutto è sormontabile e dopo puoi trovare delle vaste praterie dove assaporare il gusto di aver creduto in te stesso, perché quando l’uomo e la natura si incontrano, grandi cose accadono.
Per questo è bene non perdere la voglia di camminare. Camminando ogni giorno si raggiunge uno stato di benessere e ci si lascia alle spalle ogni malanno; i pensieri migliori si hanno mentre si cammina, e non si conosce pensiero così gravoso da non poter essere lasciato alle spalle con una camminata…
Ma stando fermi si arriva sempre più vicini a sentirsi malati…
Perciò basta continuare a camminare, e andrà tutto bene.

( che vuol dire, è utile continuare a vivere, in ogni caso)

BUON fine settima, e qualche volta ricordiamoci dell’importanza del benessere del nostro corpo e della nostra mente perché è qui l’unico luogo dove dobbiamo vivere!

ELisa

 

Il paradiso degli angeli

Il paradiso degli angeli

Un uomo amava moltissimo il suo gatto.

Quando il gatto morì, per l’uomo fu un colpo durissimo, che gli fece rendere conto
che quel micio era l’unico essere vivente che l’avesse amato in modo davvero incondizionato. Così quando anche l’uomo morì, il suo ultimo pensiero fu di gioia, perché avrebbe rivisto il suo gatto. E infatti, lui era lì ad aspettarlo, tutto ronfante e felice di rivederlo.

E così l’uomo e il suo gatto si trovarono su una lunga strada di campagna.

L’uomo vede un cartello che dice “Paradiso”– per di qui. E cammina e cammina. Dopo un po’ supera una fattoria.  All’orizzonte vede il riflesso di un enorme cancello bianco e sente che finalmente è arrivato.

Arriva al cancello, stanchissimo. La luce che emana dalla città è abbagliante e lui completamente stupefatto.
Anche il gatto è piuttosto entusiasta … finalmente appare un uomo vestito di bianco. “Benvenuto in Paradiso” gli dice.
“Tutto quello che hai sempre voluto qui c’è – ogni tuo desiderio sarà esaudito.

Che cosa desideri?” L’uomo sorride.

“Beh, in questo momento tutto quello che vorrei è un pò d’acqua per me e per il mio gatto”. L’uomo schiocca le dita e fa apparire un calice splendido. Un altro schiocco di dita, e il calice si riempie di ghiaccio dalle forme splendide. L’acqua si materializza sopra  al ghiaccio, che però non si scioglie. Una cannuccia e una fetta di limone completano lo spettacolo.

E l’uomo dice “non ci sarebbe anche una ciotola per il mio gatto?”
L’uomo in bianco scuote la testa e gli spiega che gli animali non sono ammessi in paradiso, il paradiso è solo per gli umani.

L’uomo pensa al meraviglioso compagno della sua vita, ricorda che è stato l’unico essere vivente che l’abbia mai amato in modo incondizionato e spiega al signore in bianco che non vuole andare in paradiso senza il suo gatto. L’uomo in bianco scuote la testa e risponde “mi dispiace, ma ci sono delle regole”

– E così l’uomo prende in braccio il micio esausto e lentamente torna indietro
lungo la strada.

Quando arriva alla fattoria , un signore anziano e pieno di rughe lo saluta. Il gatto, che era in braccio esausto, guarda su e miagola piano piano. Il contadino saluta l’uomo “Hey straniero, sembri stanco e assetato. Vuoi bere qualcosa?”.

A questo punto all’uomo non interessa assolutamente dovi si trovi, tutto quello che sa è che ha tantissima sete e che il suo adorato gatto è quasi disidratato. Allora fa segno di si con la testa, e il contadino lo porta ad un pozzo. “Mi dispiace, non ho niente di buono da offriti”, gli spiega, immergendo una latta nel pozzo. La passa all’uomo che beve avidamente. Appena finisce di bere, si accorge che il vecchio sta dando da bere al gatto. Il contadino gli spiega “Credo che avesse sete anche lui. Davvero un bel gatto, complimenti”

– L’uomo fa cenno di si, e continua a bere.

Il contadino sorride tra se e se. “Amico, senti, vorresti fermarti per cena? Non ho niente di buono da offrirti, ma a mia moglie e ai miei figli e a me farebbe piacere la tua compagnia. “ Poi guarda il gatto gli strizza un occhio e dice “credo che sia avanzato anche un po’ di latte per te”.

E così l’uomo ebbe una cena semplice ma nutriente, e sorrideva felice. Il micio era accoccolato davanti al fuoco, e tutti intorno alla tavola sembravano felici ed in pace. Chiacchieravano della giornata di lavoro, di cosa gli animali avevano bisogno, cosa seminare la prossima stagione di chi aveva bisogno di quale aiuto e cosa fare domani.

L’uomo era più felice di quanto non fosse stato in molti anni, e il suo vecchio micione stava ronfando in un modo che gli faceva venire le lacrime dalla commozione. Il contadino se ne accorse e gli disse “figliolo, perché non ti fermi per un po’, sembra proprio che tu non sappia dove andare. Non possiamo offrirti una sistemazione comoda, ma di sicuro qui è dignitoso. Puoi aiutare le mie figlie e i miei figli a curare  gli animali e il raccolto, e lavorare nella fattoria e noi divideremo con te la nostra semplice casa. Chiaramente il tuo gatto può restare con gli altri gatti. Lo ameremo tutti come se fosse uno dei nostri.

E così l’uomo rimase e lavorò nella fattoria del vecchio contadino e non era mai stato più felice e soddisfatto in vita sua. Il gatto riprese
le forze e il suo pelo e i suoi occhi brillavano come se fosse ritornato cucciolo. Nella fattoria non c’era niente di moderno o lussuoso, ma si stava davvero tanto bene.

Ma un giorno, mentre lavorava nei campi e il suo gatto cacciava i topi vicino a lui, ricordò improvvisamente il cancello luminoso che aveva
rifiutato di varcare. Improvvisamente gli venne la paura di andare all’inferno, corse dal vecchio e gli domandò dove si trovasse realmente e perché lui e gli alti della fattoria fossero stati cacciati via dal Paradiso.

Il contadino sorrise e disse “Figlio, quel posto non è il paradiso. Non lasciarti imbrogliare dai cancelli che brillano. Hai fatto la cosa giusta
andandotene. Pensi davvero che Dio rifiuterebbe l’ingresso ad un dei suoi angeli?”

– Il gatto corse a strusciarsi sulle gambe del contadino e fece le fuse per dire che era d’accordo.

Il contadino chiese all’uomo se fosse felice lì e gli piacesse fare il lavoro che gli era stato assegnato. L’uomo disse che non era mai stato più
felice in vita sua, che il lavoro era duro ma dava soddisfazioni e il cibo era semplice ma buono e la sua stanza era perfetta per lui. E che
specialmente, poteva stare col suo gatto e vederlo felice.

E il vecchio sorrise e chiese all’uomo “allora, che dubbi hai?” Non tutto quello che vuoi è bene per te, il tuo cuore desidera molte cose che potrebbero farti male e tu devi fare molta attenzione ai tuoi desideri. Se non sei felice qui puoi andartene quando vuoi, ma a me piacerebbe che tu restassi.

” Il micio si strusciò sulle gambe del contadino. “A proposito, dove credi di essere?”.

Mentre il contadino sollevava il micio sulla sua spalla per accarezzarlo per bene, il sole brillò attraverso la pelliccia del gatto. L’uomo notò che il contadino aveva una specie di aureola luminosa. Un pensiero lo sfiorò “si” disse il contadino “adesso hai capito”.

L’uomo guardò ancora e vide che molti animali avevano la stessa aureola, e tutti erano felici di riflettere l’amore semplice e incondizionato che Dio ha per noi.
“Loro sono l’unico modo che ho per raggiungere la maggior parte di voi” disse “e sono felice che il tuo angelo finalmente ti abbia riportato da me”. E lo abbracciò. “La tua famiglia ha sentito la tua mancanza, bentornato a casa”:

E l’angelo appollaiato sulla spalla di Dio ronfava felice.

Buona notte serena amici, qualche volta non fa male, prima di andare a letto, leggere una bella favola.  ❤ Elisa

Proteggere gli animali contro la crudeltà degli uomini, dar loro da mangiare se hanno fame, da bere se hanno sete; correre in loro aiuto se estenuati dalle fatiche, questa è la virtù più bella del forte verso il debole .         -Giuseppe Garibaldi-