L’Europa e il principio della rana bollita

Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana.

Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare.

La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa.

L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita.

Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.

Questa esperienza mostra che – quando un cambiamento si effettua in maniera sufficientemente lenta – sfugge alla coscienza e non suscita – per la maggior parte del tempo – nessuna reazione, nessuna opposizione, nessuna rivolta.

Se guardiamo ciò che succede nella nostra società da alcuni decenni, ci accorgiamo che stiamo subendo una lenta deriva alla quale ci abituiamo. Un sacco di cose, che ci avrebbero fatto orrore 20, 30 o 40 anni fa, a poco a poco sono diventate banali, edulcorate e – oggi – ci disturbano solo leggermente o lasciano decisamente indifferenti la gran parte delle persone. In nome del progresso e della scienza, i peggiori attentati alle libertà individuali, alla dignità della persona, all’integrità della natura, alla bellezza ed alla felicità di vivere, si effettuano lentamente ed inesorabilmente con la complicità costante delle vittime, ignoranti o sprovvedute.

I foschi presagi annunciati per il futuro, anziché suscitare delle reazioni e delle misure preventive, non fanno altro che preparare psicologicamente il popolo ad accettare le condizioni di vita decadenti, perfino drammatiche.

Il permanente ingozzamento di informazioni da parte dei media satura i cervelli che non riescono più a discernere, a pensare con la loro testa.

Allora se non siete come la rana, già mezzo bolliti, date il colpo di zampa salutare, prima che sia troppo tardi!

Noam Chomsky

-Alda Merini nasce il 21 marzo 1931-

“Io trovo i miei versi intingendo il calamaio nel cielo.”
Alda Merini
Buon Compleanno … con gli angeli
-Alda Merini nasce il 21 marzo 1931-
– si è spenta il 1° novembre 2009 all’Ospedale San Paolo di Milano –

PERCHE’ AMO GLI ANIMALI
di Alda Merini
Perché amo gli animali? Perché io sono uno di loro.
Perché io sono la cifra indecifrabile dell’erba,
il panico del cervo che scappa,
sono il tuo oceano grande e sono il più piccolo degli insetti.
E conosco tutte le tue creature: sono perfette in questo amore che corre sulla terra per arrivare a te…

Primavera …

Vissuta tante primavere, eppure mi meraviglio sempre quando ricominciano ad allungarsi le giornate. Ed è bellissimo.

Marzo, ti voglio bene.
E sai perchè?
Perchè sei birichino
e, quasi quasi, rassomigli a me.
Anche tu fai capricci:
vieni col sole,
con le primule belle
e le odorose viole.
Poi, ti rabbui, Marzo,
e in un momento
tu butti giù dal cielo
e neve e pioggia e vento…
Ma io ti voglio bene,
perchè, fra un raggio d’oro
e una nuvola nera,
tu porti Primavera.

Mi chiedo come potremmo vivere senza fantasia, senza poesia, senza musica?

Buon  inizio settimana a tutti voi 🙂 Elisa

19 Marzo …

Avevo pensato all’insignificanza dell’uomo. A quanto siamo patetici.
Agli uomini che nella vita si incontrano, si scontrano, si azzannano sulla scacchiera delle cose prive di senso.
Uomini che piangono, uomini che soffrono il dolore che fa parte di loro come fosse un pezzo del loro corpo.
Uomini che sbagliano, uomini che non sanno perdere, uomini che non sanno vincere, uomini che sanno tutto e uomini che non sanno niente.
Uomini che costruiscono e uomini che distruggono, uomini che giudicano e uomini che vengono giudicati.
Uomini che amano e uomini che odiano, uomini che sono soddisfatti di sé e uomini che se stessi è il loro peggior nemico.
Uomini che sono uomini e si sentono donne, uomini che sono donne e si sentono uomini, uomini che fabbricano speranze e uomini che distruggono quelle speranze.
La nostra vita è fatta di uomini nati nella terra e uomini nati nell’oro, uomini che sono uguali e uomini che sono diversi, uomini che sono cittadini e uomini che sono stranieri, uomini che sono puliti e uomini che sono sporchi.
Uomini che vogliono cambiare le cose e uomini che le cose le vogliono sempre uguali. Uomini che non sanno pregare e uomini che hanno dovuto imparare a farlo. Uomini che non riescono a ricordare e uomini che non riescono a dimenticare.
Padri. Uomini. Semplicemente uomini. Patetici. Meravigliosi.  AUGURI!

Buon Domenica cari amici 🙂 Elisa

8 marzo-Oggi è la festa della donna?

Buon Giorno e AUGURI

Oggi è la festa della donna

…. auguri, fiori , dolcetti a tema …
ma la verità è che non finiremo mai di combattere in un mondo che,
nonostante il passare dei secoli, rimane sempre un mondo maschilista.
Fiera di queste donne!

“Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente.
Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale.
Le donne sono la colonna vertebrale delle società.”
Rita Levi Montalcini – 1900/2012 –

RICORDIAMO IL VERO MOTIVO PER CUI SI FESTEGGIA L’8 MARZO …

e  un pensiero anche per le … #8marzodellebambine-spose

“Auguri a tutti gli uomini che fanno sentire speciali le loro donne…”

#festadelladonna  ; mi chiedo … come può essere l’8 marzo un festeggiamento quando chiunque in qualsiasi momento può far male ad una donna, mancarle di rispetto e non essere punito? ELisa

Pensiero della sera …

Una parola è un bocciolo che cerca di diventare un arbusto.
Come si può non sognare mentre si scrive?
È la penna che sogna.
La pagina bianca dà il diritto di sognare.

PENSIERO DELLA SERA

Cara vita,
qualche volta concedi un attimo di tregua alla gente stanca.
E’ che qui i buoni ci rimettono sempre. Amen.

Notte serena

Elisa

 

 

Buona serata con sorriso

 

Il cappello color porpora
A 3 anni Lei si guarda e vede una Regina.
A 8 anni Lei si guarda e vede Cenerentola.
A 15 anni Lei si guarda e vede un brutto anatroccolo (“mamma non posso andare a scuola con questo aspetto qui”).
A 20 anni Lei si guarda e si vede “troppo grassa/troppo magra, con i capelli troppo lisci/ troppo arricciati”, ma decide che uscirà di casa lo stesso.
A 30 anni Lei si guarda e si vede “troppo grassa/troppo magra, troppo bassa/troppo alta, con i capelli troppo lisci/ troppo arricciati” ma decide che non ha tempo di risistemarsi e che uscirà di casa lo stesso.
A 40 anni Lei si guarda e si vede “troppo grassa/troppo magra, troppo bassa/ troppo alta, con i capelli troppo lisci/ troppo arricciati” ma dice: “almeno sono pulita”, ed esce di casa lo stesso.
A 50 anni Lei si guarda e si vede “esistere” e se ne va dovunque abbia voglia di andare.

Risultati immagini per cappello color porporaA 60 anni Lei si guarda e ricorda tutte le persone che non possono più nemmeno guardarsi allo specchio. Esce di casa e conquista il… mondo.
A settanta anni Lei si guarda e vede saggezza, capacità di ridere e saper vivere, esce e si gode la vita.
A 80 anni non perde tempo a guardarsi, si mette in testa un cappello color porpora ed esce per divertirsi con il mondo.


B U O N A  * S E R A T A

Si scrive “se stesso” o “sé stesso”?

Si scrive “se stesso” o “sé stesso”?
Qualcuno parla di errore, ma l’errore NON c’è

«Quando il se è retto da stesso, l’accento non è necessario, quindi si scrive se stesso. Quando invece troviamo solo il se in posizione non ipotetica, bisogna mettere l’accento».

Le osservazioni sulla differenza tra se congiunzione subordinante (Es. Se tu avessi studiato, non avresti sbagliato) e tra sé particella pronominale (Es. Ognuno studia per sé poi ci si confronta) sono corrette: le due particelle vanno infatti distinte proprio tramite l’accento (succede lo stesso con ne/né, si/sì e così via), che ha dunque ruolo disambiguante.

Chi non usa l’accento si giustifica dicendo che non serve perché tanto non c’è motivo che se si confonda nel sintagma se stesso, ed è vero, perché se stesso vuol dire una sola cosa, e cioè sé, rafforzato, ovviamente, da stesso. L’alternativa sé stesso, però, non è affatto sbagliata, e a parlarne sono illustri storici della lingua e grammatici; ne trovate un’ampia trattazione sul sito dell’Accademia della Crusca, dove viene citato quanto scrive il linguista Luca Serianni in Grammatica italiana – Italiano comune e lingua letteraria:

«Senza reale utilità la regola di non accentare sé quando sia seguito da stesso o medesimo, giacché in questo caso non potrebbe confondersi con la congiunzione: è preferibile non introdurre inutili eccezioni e scrivere sé stesso, sé medesimo. Va osservato, tuttavia, che la grafia se stesso è attualmente preponderante […]» .

Buona giornata …  🙂

 

Voi giocare con me/Risposte

1. Perché si dice benedicevo e non benedivo?

1. Si dice benedicevo, perché benedire è composto di dire, che all’imperfetto fa dicevo. Unica eccezione è data da benedici, visto che l’imperativo di dire è di’ e non *dici (forma comunque presente in alcuni italiani regionali).

2. Mario, ha fatto uscire il cane oggi. In linea di massima, questa frase è sbagliata: in quale caso sarebbe stata corretta scritta così?

2. La frase è chiaramente scritta in modo sbagliato, poiché la virgola non va mai inserita fra due parole o gruppi di parole strettamente legati fra loro, quindi nome e aggettivo, soggetto e verbo, verbo e complemento oggetto. Sarebbe stato corretto solo se chi scrive avesse voluto indicare che Mario ha fatto uscire il cane e non qualcun altro: ma il contesto avrebbe dovuto farlo capire chiaramente.

3. È giusta la divisione in sillabe fi.gli.uo.lo della parola figliuolo? Perché?

3. No, non è corretta, perché iuo è un trittongo: la divisione in sillabe corretta è fi.gliuo.lo.

4. L’astuccio che vedi sul tavolo è di tuo fratello. Nel breve periodo proposto c’è una relativa limitativa o descrittiva?
4. La relativa è limitativa perché che vedi sul tavolo indica proprio quell’astuccio.

5. Scrivere un iperonimo di margherita.

5. Quello più immediato è sicuramente fiore: ricordiamo che per iperonimo si indica una parola che ha un significato generale rispetto ad altre (una specie di rapporto di inclusione fra insieme e sottoinsieme in matematica). Un iperonimo di cane, per esempio, è animale.

6. Deva o debba? Qual è il congiuntivo esatto?

6. Sono entrambi due congiuntivi esatti, ma il secondo è più diffuso.

7. Quale di queste tre frasi contiene sicuramente un errore?

A. Fa che domani sia bel tempo.

B. Non essere sé stessi è un errore imperdonabile.

C. Non do niente a nessuno.

7. La prima contiene un errore evidente: fa non apostrofato (fa’ < fai). Do accentato è considerato corretto da alcuni grammatici, da evitare per molti altri: consiglio di non usarlo, perché non ha proprio senso. Per sé stessi, consultate questo approfondimento. (sara il prossimo articolo) elisa

8. Nella frase Piovono critiche a non finire sull’ultimo programma della conduttrice:

A. Piovere è verbo impersonale;

B. Piovere non è verbo impersonale;

C. Critiche è complemento oggetto.

8. Questo è il caso in cui il verbo viene usato non come impersonale, e dunque senza soggetto come quasi sempre accade con i meteorologici (es. Piove e voglio andare subito a casa); il soggetto, infatti, è espresso da critiche, che ne rappresenta, quindi, la persona (sesta per la precisione).

9. Fornire un esempio di parola che può essere avverbio, congiunzione e preposizione in contesti diversi.

9. Sicuramente dopo: nella frase Verrò dopo è un avverbio; in Dopo di te ci sono molti altri è una preposizione (introduce un complemento); in Dopo aver studiato è andata da un amico è congiunzione (introduce una proposizione).

10. Nella frase A Luigi piacciono molto gli studi linguistici:

A. A Luigi è soggetto logico;

B. A Luigi è soggetto grammaticale;

C. Gli studi linguistici è complemento oggetto.

10. A Luigi è soggetto logico, poiché è proprio Luigi che predilige gli studi linguistici; il soggetto grammaticale è gli studi linguistici, che dunque non è complemento oggetto.

Voglia di giocare con me? …

Buon pomeriggio amici   … questo piccolo test mi piace.   Vediamo quanti di voi …

Questo è un test di grammatica italiana di medio-alto livello, dunque abbastanza difficile per chiunque non abbia degli studi con solide basi alle spalle. Non tutte le domande sono impossibili – anzi: per qualcuno il test potrebbe sembrare un gioco da ragazzi, ma abbiamo cercato – come in passato – di mettere insieme quesiti dalle risposte piuttosto complesse a quesiti la cui risposta potesse tornarvi utile e porre ancor di più l’accento sul fatto che nostro sistema linguistico, in continua evoluzione ma al tempo stesso in equilibrio come tutti gli altri sistemi linguistici, è anche caratterizzato dalla presenza di zone grigie, all’interno delle quali non esistono il giusto e lo sbagliato.
Veniamo subito alle dieci domande:

1. Perché si dice benedicevo e non benedivo?

2. Mario, ha fatto uscire il cane oggi. In linea di massima, questa frase è sbagliata: in quale caso sarebbe stata corretta scritta così?

3. È giusta la divisione in sillabe fi.gli.uo.lo  della parola figliuolo? Perché?

4. L’astuccio che vedi sul tavolo è di tuo fratello. Nel breve periodo proposto c’è una relativa limitativa o descrittiva?

5. Scrivere un iperonimo di margherita.

6. Deva o debba? Qual è il congiuntivo esatto?

7. Quale di queste tre frasi contiene sicuramente un errore?

A. Fa che domani sia bel tempo.

B. Non essere sé stessi è un errore imperdonabile.

C. Non do niente a nessuno.

8. Nella frase Piovono critiche a non finire sull’ultimo programma della conduttrice:

A. Piovere è verbo impersonale;

B. Piovere non è verbo impersonale;

C. Critiche è complemento oggetto.

9. Fornire un esempio di parola che può essere avverbio, congiunzione e preposizione in contesti diversi.

10. Nella frase A Luigi piacciono molto gli studi linguistici:

A. A Luigi è soggetto logico;

B. A Luigi è soggetto grammaticale;

C. Gli studi linguistici è complemento oggetto.

Ci vediamo Domenica –   E pubblico la risposta giusta.

Grazie di esserci  ❤

Una felice settimana a voi e auguri ai A-mici mici che oggi e …

 

L’amore …

love rosso
L’amore è sempre, non solo a Febbraio
L’amore è tra innamorati veri,
tra mamma e figlio,
tra sorrisi e sguardi,
L’amore è la famiglia
L’amore è l’amicizia.
L’amore è per se stessi.

Dovremmo amarci di più.
L’amore è tutti i giorni.
Non una volta l’anno.

Dal mondo dei sogni, …

Le ragioni per cui leggere prima di dormire: dal mondo dei sogni, al sentirsi meno soli… Il libro (tra l’altro) è l’antidoto a ogni lunedì lavorativo…


Premessa d’obbligo: leggere un libro è sempre cosa buona e giusta, ci teniamo a sottolinearlo, ma oggi ci occupiamo del motivo per cui leggere un libro prima di dormire può risultare un’azione positiva per mente e corpo.

Va anche premesso che la lettura a letto è una cosa privata, quindi i motivi possono variare da soggetto a soggetto, però vogliamo offrirvene 5 che possono essere i principali:

1) Concilia il sonno: ebbene si!, perdersi nei meandri di una trama, immedesimarsi con un personaggio, leggere e rileggere attentamente lunghe e dettagliate descrizioni, può conciliare il sonno. Questo non vuol dire che il libro è brutto, anzi, vuole solo dire che si è scelto di addormentarsi nel modo migliore.

2) Stimola l’attività onirica: la fase successiva a quella del sonno conciliato dalla lettura, è quella dei sogni; un fantasy o una storia d’amore possono farci sognare mondi in cui siamo eroi o coroniamo storie sentimentali appunto “da sogno”, un thriller o un horror, al contrario, ci possono suscitare incubi, attenzione alla lettura che si sceglie!

3) Aiuta a rilassarsi dopo le fatiche quotidiane: lunedì mattina terribile o giornata faticosa? Sciopero dei mezzi? Pioggia senza ombrello? Un buon libro di sera, a letto, sotto le coperte, può aiutare a dimenticare e a rilassarvi. Dopo una giornata difficile, sapere di tornare a casa, aprire la pagina dove si è lasciato il segnalibro e riprendere la lettura, può essere di conforto. Il libro è l’antidoto a ogni lunedì lavorativo!

4) Sconfigge la solitudine: si ha paura del buio a ogni età, si sentono rumori sospetti ogni volta che si sta a casa da soli. Leggere un libro prima di dormire fa sentire più sicuri di sé, protetti, al sicuro nel proprio mondo di pagine, come se si dormisse sotto una bolla di vetro infrangibile. Il libro è una guardia del corpo!

5) Un libro non è mai una buonanotte banale: l’ultimo motivo, il famoso “last but not least”, è riassuntivo dei primi quattro, ma al tempo stesso unico nel suo genere. La buonanotte di un libro può essere diversa tutti i giorni: può cambiare personaggi, trama, lingua; può essere dolce, crudele, fantastica, giocosa, timorosa, sarcastica. La buonanotte di un libro è contemporaneamente diversa ogni volta, ma confortevole al tempo stesso.

Il libro è la buonanotte più sicura e varia che c’è.

E voi, leggete prima di dormire?

Buon giorno …

IN FONDO CAMMINARE è il paradigma della vita.
A volte trovi percorsi difficili che pensi di non superare, ma se ci metti grinta e tenacia tutto è sormontabile e dopo puoi trovare delle vaste praterie dove assaporare il gusto di aver creduto in te stesso, perché quando l’uomo e la natura si incontrano, grandi cose accadono.
Per questo è bene non perdere la voglia di camminare. Camminando ogni giorno si raggiunge uno stato di benessere e ci si lascia alle spalle ogni malanno; i pensieri migliori si hanno mentre si cammina, e non si conosce pensiero così gravoso da non poter essere lasciato alle spalle con una camminata…
Ma stando fermi si arriva sempre più vicini a sentirsi malati…
Perciò basta continuare a camminare, e andrà tutto bene.

( che vuol dire, è utile continuare a vivere, in ogni caso)

BUON fine settima, e qualche volta ricordiamoci dell’importanza del benessere del nostro corpo e della nostra mente perché è qui l’unico luogo dove dobbiamo vivere!

ELisa