Aspettando Natale – Il Canto di Natale


Natale, sinonimo di tante cose.

tradizioni, canti, antiche ricette tramandate dalle nonne,
pomeriggi passati tra caminetto acceso e cioccolata calda…
e un libro tra le mani.
Non un libro qualunque un libro che
sia pieno dell’atmosfera di Natale.
Tantissimi grandi della letteratura da Dickens a Pasternak,
da Tolstoj a Buzzati e tanti, tanti altri
hanno lasciato pagine indimenticabili sul Natale.
E allora , io, da diversi anni ho introdotto a casa mia
una nuova tradizione:
Oltre al tradizionale regalo natalizio regalo a tutti un libro
che racconta il Natale…
Natali allegri, Natali opulenti, Natali dei bambini,
Natali di rimpianto, Natali di povertà,
Natali tristi,
perchè Natale non è sempre solo gioia,
a volte è tristezza, a volte solitudine, a volte mancanza degli affetti più cari .
Vi propongo  questi grandi opere della letteratura natalizia
e naturalmente non posso che partire con
Il Canto di Natale di C.Dickens
Diversamente dai lunghi romanzi dickensiani a puntate ci si trova qui di fronte a uno svolgimento
breve, in cui la crescita morale del personaggio
non può avvenire nei tempi lunghi dell’esperienza del mondo.
Entrano così in gioco quei fantasmi…che aiutano lo scrittore a compiere
il miracolo: far ritornare indietro il tempo.
Sembra essere questo il nocciolo del racconto e , forse,
della stessa solennità del Natale.
Quello  che, per esempio, nella mitologia laica del Foscolo,
è il potere dell’immaginazione e della memoria,
l’illusione che mantiene in vita i morti, qui ha le fattezze
di un fantasma.
E’ lo stesso “fantasma”  che è affianco di chi scrive nella speranza di cambiare
qualcosa nel mondo…
Ma è anche lo stesso fantasma che ci assiste ogni volta che,
sedotti dalla magia della parola, ci lasciamo andare
nel mondo di un libro.
Certo, tornati alla realtà, non si è operato in noi un cambiamento
tanto evidente e radicale come quello avvenuto in Scrooge.
Tuttavia ogni libro che si legge modifica il nostro modo di stare
al mondo, oltre che insegnarci a viaggiare in tanti universi paralleli:
chissà poi che in qualcuno di questi universi non capiti di provare ancora
maggior simpatia per un Bob che, assieme alla sua famiglia,
insorge e si conquista quei diritti che nel Canto di Natale
Scrooge gli riconosce solo dall’alto della sua fiabesca
magnanimità ritrovata.

Il Canto di Natale narra la storia di Scrooge,un uomo avaro e cattivo ,che in quanto tale rifiuta di celebrare il Natal,.la sera della vigilia di Natale lo spirito del suo defunto socio viene a trovarlo, dicendogli che la sua vita ulraterrena è affatto piacevole, a causa della sua condotta quando era vivo, che è simile a quella di Scrooge. Lo spirito di Marlowe lo avvisa che tre spiriti verranno a trovarlo nei giorni successivi, ed avrà l’occasione per redimersi.
Scrooge mostra i primi segni di pentimento. Il terzo spirito, quello dei natali che devono ancora venire mostra a Scrooge delle scene del suo funerale, e la morte del piccolo Tim, figlio di Tom, il commesso di Scrooge. Scrooge, scosso e sinceramente impietosito ,capisce che se non cambierà il suo modo di agire il funesto futuro che lo spirito gli ha mostrato si realizzerà, se invece inizierà a comportarsi rettamente il suo futuro cambierà, e il piccolo Tim non morirà. Da lì in poi inizierà a parlare col suo prossimo e a sorridergli, concede un aumento a Bob ed aiuterà il suo prossimo quando ne avrà occasione
La favola di Natale
di Giovannino Guareschi
Questa favola è una pagina di poesia perenne, fusione perfetta di reale e fantastico, oscillare misurato fra commozione e celia che salva sempre dai pericoli del sentimentalismo. Il campo di concentramento, la fame, una guerra perduta, l’incertezza, la morte sempre in agguato: è in questo clima che Guareschi, soldato italiano che non si era arreso e che si era fatto deportare per mantenere fede al suo giuramento, compose questa favola piena di ironia e di speranza per cercare di “tenere alto” il morale dei suoi compagni. Ma nella follia dei lager nazisti era impossibile trovare una logica; si poteva trovare la forza della poesia nei cuori di persone coraggiose e piene d’amore come fu Guareschi.
Natale in casa Cupiello
di Edoardo De FilippoOre 9 del mattino di un 23 Dicembre; siamo a casa di Luca Cupiello. Concetta, la moglie di Luca è già in piedi a sbrigare le prime faccende domestiche e si accinge a dare la sveglia al marito (“Lucarie’, Lucarie’, scetate’ songh’ ‘e nnove!”). Così incomincia la nostra storia.  A casa Cupiello siamo nel pieno dei preparativi per il Natale. In particolare Luca è alle prese con la costruzione del suo presepio, mentre Tommasino, il figlio “bamboccione”, e il fratello Pasquale, che vive a pensione da loro, litigano e fanno di tutto per rovinare l’atmosfera.
All’improvviso irrompe a casa Cupiello la figlia primogenita Ninuccia, decisissima, essendosi innamorata di un altro uomo, a lasciare il marito Nicolino. Quest’ultimo è un importante uomo d’affari molto ricco e il suo matrimonio con Ninuccia è stato salutato in casa Cupiello come un vero colpo di fortuna per la ragazza. Ninuccia racconta tutto alla madre, mentre il nostro Luca tenta inutilmente di capire cosa stia accadendo… .Dopo aver ascoltato la figlia e dopo aver ulteriormente litigato con il marito, Concetta sviene facendo temere il peggio. Fortunatamente si riprende, ma perde nel trambusto una lettera scritta dalla figlia al marito, nella quale la ragazza confessava il suo tradimento e l’intenzione di fuggire con l’amante. La lettera viene raccolta da Luca Cupiello che, non immaginando per nulla il contenuto della missiva, la consegna proprio a Nicolino.
“Il Pianeta degli alberi di Natale
 una favola a cavallo tra la fantascienza, l’utopia e i mondi alla rovescia tanto amati da Rodari. In questo romanzo, un bambino, portato nello spazio da un vascello spaziale mascherato da cavallo a dondolo, incontra degli alieni che, liberati dal lavoro grazie alle macchine, vivono in un “pianeta della cuccagna” e si dedicano solo a scienze, arti e politica. Ma cosa vogliono questi spaziali da lui? Se agli occhi smaliziati di un adulto la trama può sembrare, a tratti, semplicistica, va detto che il libro affrontava temi assolutamente rivoluzionari per l’epoca e attuali ancora oggi, come l’idea che i bambini debbano prepararsi fin da piccoli diventare i governanti del mondo di domani, ma senza perdere la vivacità, la spontaneità e la capacità di essere amici di tutti.
BUON NATALE NUON LETTURA A VOI
Elisa
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