Mamma

DcfpgOvX0AAM9jB

“D’incanto una piccola luce m’illumina
e mi restituisce il palpito della vita.”

mamma

Lettera a “me stessa”

 

Lettera a “me stessa”presente a te stessa, ai tuoi sogni.
Ma, come tutti i cambiamenti, prima che diventino qualcosa, c’è la confusione, la paura, la solitudine.
Ora ti senti persa, persa dentro mille pensieri e parole, ma un giorno tutte queste vite che stai vivendo ti daranno ragione di quella che sei e sarai. Nel ritrovarti ti accorgerai di aver lasciato qualcosa per strada ma è quello il momento di continuare il viaggio, con prospettive nuove.
Non aggrapparti solo al passato, dilatandolo oltre il suo tempo, ma attingi ora da te stessa, da questo tuo presente, doloroso sì, ma ricco di prospettive di te, dei tuoi sogni, dei tuoi desideri; ricordi cosa diceva un tuo caro amico?

“i sogni non sono mere rappresentazioni dei nostri più reconditi desideri, né vie di fuga, sono, al contrario, strade maestre da percorrere”

Il dolore ci scava e ci uccide, ci fa pensare che tutto è sbagliato, ma questo è un inganno del dolore, che oggi ti ferisce e ti toglie la voglia di continuare una strada che per tutti è irta di disillusioni e amarezze.
Credimi!

La vita ti ha fatto fare scelte diverse ma non rinnegarle.
Ascolta te stessa, i tuoi sogni, le voci dei tuoi figli, il gusto del bello che da sempre ti seduce, ammanta i tuoi pensieri dei tuoi desideri più veri, dei tuoi ideali, abbi certezza che tutto questo non è vano, non è destinato a perdersi per sempre.
“Sono onde di un mare che non conosce né confini né tempeste”

E quando lo sconforto sarà più grande dei tuoi desideri allora affacciati al tuo balcone, guarda quel mare davanti a te, ascoltane il suono e godi del suo profumo e fatti accarezzare dal vento che soffia leggero, come un giorno leggeri saranno i tuoi affanni.

Per ognuno di noi c’è un giardino, fatto di memorie, parole, profumi e suoni, che germoglia di anno in anno, attraverso il nostro cuore.
Fatti guidare da questa luce.

Quando la vita morde ed il pianto sembra vano là troverai sempre te stessa e chi ti ama!

 

 

Non so scegliere …

Parole, Parole, Parole…

Cloud 3E dunque The Guardian ha preso una dozzina di scrittori e ha posto loro una domanda: qual è la vostra parola preferita?

No, sul serio. Ed è una buona idea, perché gli scrittori con le parole ci lavorano, ne usano tante, ne conoscono di specificissime, di inconsuete, di eccentriche, sono abituati a considerarne le sfumature e le implicazioni…

Il risultato è questo articolo, (in inglese) che vale la pena di leggere, perché è una piccola miniera di scoperte linguistiche, e perché ci si coglie il gusto di questa gente per la lingua.

E questo è qualcosa che si cerca – senza sempre riuscirci – di inculcare negli allievi: è davvero difficile scrivere senza avere il gusto delle parole. Senza volerci giocare e sperimentare. Senza perdere una nottata in cerca della sfumatura giusta… Tutto considerato, comincio a credere che questo articolo figurerà nei miei corsi, in futuro. Almeno in via di principio, perché le parole stesse sono spesso intraducibili anzichenò, ma il gusto evidente con cui questa gente gioca con parole perdute, idiotismi, onomatopee e lessici famigliari dovrebbe proprio servire da ispirazione per un paio di paragrafi in materia… Futuri allievi, aspettatevi qualcosa del genere.

Per esempio, a me le parole piacciono per il modo in cui combinano suono, significato e connotazioni. Onomatopea e iconicità sono rilevanti. Scintilla, con quel suono saltellante e quella desinenza luminosa. O fiammeggiante, che l’abbondanza di accenti e doppie consonanti fa davvero danzare. E poisesquipedale, lunga e complessa a sufficienza per suggerire un’enormità che incombe e traballa appena. E che dire di esecrabile? Quel gruppo -cr si mastica così bene che usarlo in un diverbio è di soddisfazione estrema. E bizantino, dal suono elegante e multicolore come un mosaico ravennate. Lanzichenecco, irto di punte all’inizio, e ben corazzato alla fine. È sempre una questione di colori, di consistenza, di suono…

Ma il fatto è che non so troppo bene quale sia la mia parola preferita in assoluto. Liste come questa, dizionari, glossari e repertori, elenchi di nomi, guide del telefono e titoli di coda dei film mi fanno sentire come una bambina in un negozio di giocattoli. Non so scegliere, e questo è quanto.

E voi? Quali sono le vostre parole preferite? E perché?

277 – All’alba del #nuovo anno … 2015

“Quando la vita morde ed il pianto sembra vano, là troverò sempre me stesso e chi mi ama”

Questa lettera va a me stessa …
a me che, ogni volta che piango e qualcuno mi chiede cosa sia successo, mi limito a dire che mi bruciano gli occhi. Va a me…

A me, che cerco di sorridere anche quando sembra impossibile, a me che guardo allo specchio e vedo le rughe dell’età, alla mia fottuta sensibilità che mi fotte nel vero senso della parola, perché fa approfittare gli altri di me.

Va a me, al mio essere troppo buona e spudoratamente generosa. Va a me che quando cado trovo sempre la forza di rialzarmi, a me che guardo intorno e vedo tante, tantissime luci, una città colorata… ma poi mi guardo intorno e vedo sorrisi spenti.
Questa lettera va a me, ai miei sorrisi, alle mie lacrime sprecate, alle mie grida, ai miei momenti di pazzie, ai miei momenti noiosi, semplicemente a me stessa. Va a me, che quando devo aiutare gli altri sono un’esperta e quando devo aiutare me stessa, non sono neanche una dilettante.

A me, che trovo sfogo in una stupida sigaretta, a me che faccio l’indifferente e poi dopo piango, a me che quando mi trovo sola mi sento ansiosa perché i miei pensieri mi occupano la mente.

A me, che do tanto amore alle persone e non vengo mai ricambiata.
A me che sono stata derubata,  a me…

Una me che molte volte non riesco ad accettare, ma con il quale sto imparando a convivere, una me che tutti hanno cercato di cambiare, ma che nessuno è riuscito a farlo.

Mi vedo… un passo dal cambiamento, dalla voglia di essere presente a me stessa, ai miei sogni.
Ma come tutti i cambiamenti, prima che diventino qualcosa c’è la confusione, la paura, la solitudine.

Ora mi sento persa dentro mille pensieri e parole, ma un giorno tute queste vite che sto vivendo mi danno ragione di quello che sono e sarò.
Nel ritrovarmi mi sono accorta di aver lasciato qualcosa per strada ma è questo il momento di continuare il viaggio, con prospettive nuove.

Non devo aggrapparmi solo al passato, ma devo attingere ora da me stessa, da questo mio presente, doloroso sì, ma ricco di prospettive di me, dei miei sogni, dei miei desideri.

Ricordo di aver letto da qualche parte: “ i sogni sono mere rappresentazioni dei nostri più reconditi desideri, né via di fuga, sono al contrario strade maestre da percorrere”.

Ascolto me stessa i miei sogni, il gusto del bello che da sempre mi seduce, vela i pensieri dei miei desideri più veri, dei miei ideali, ho certezza che tutto questo non è vano, non è destinato a perdersi per sempre.

Sono onde di un mare che non conosce né confini né tempeste e quando lo sconforto sarà più grande dei miei desideri allora mi affaccio alla finestra, guardo quella montagna che ho davanti, ascoltando il suono e godere del suo profumo farmi accarezzare dal vento che soffia leggero, come un giorno … leggeri saranno i miei affanni.

Penso che per ognuno di noi c’è un giardino, fatto di memorie, parole, profumi e suoni, che germoglia di anno in anno, attraverso il nostro cuore.

“Quando la vita morde ed il pianto sembra vano, là troverò sempre me stesso e chi mi ama.”

“2015 …
Spero che finalmente la vita mi riservi, all’alba del nuovo anno, certezze più concrete e maggiore determinazione!”

Quando … il ricordi ri_tornano♡

Ricordo i nostri sogni

♡ ♡

Ricordo i nostri sogni

Ho voglia di bussare alla porta del cielo
per dirti che mi manca il tuo sorriso.

La tua voce.
Il tuo sguardo pulito.
La voglia di allegria.

Le cose bisbigliate, gridate, con la voce del cuore.
Mi mancano quei giorni fatti di tenerezze.

Le lunghe chiacchierate.
Le risate ricolme di un presente vissuto.
Assaporato.

Ricordo i nostri sogni.
La gran voglia di dare … e di fare
per un mondo migliore.

Profumava di buono la tua vita.
Ed ancora mi avvolge e mi sorregge la fragranza di te.

Ho voglia di bussare alla porta del cielo.
Ho voglia di incontrarti.

Basterebbe un istante.
Un battito di ciglia.
Un sussurro.

Nel pugno chiuso conservo una carezza.
Che ci vuole?
Mi basta l’illusione.

 

11 luglio

 

 Copyright © Poesilandia

Oggi e cosi

Per vedere una cosa bisogna comprenderla.

Angelo

Ma quante volte nella mia mente ho visto il film: “la storia della mia vita”… lo stesso attore, stesso racconto…ma che monotonia!

E ritrovarmi sola, e con la voglia di conoscere la felicità.
Sentirmi scoppiare il petto per l’immensa voglia di amare, e poi dividere le forze e le speranze con la solitudine, e sentir passare gli anni senza che succede nulla, e lottare fino in fondo in cerca di un motivo per questa mia vita.

“Un giorno un vecchio mi parlò con molto amore, e disse che la vita quando colpisce lo fa senza compassione. L’imprudenza di questa vita appartiene ad ogni età, e gli errori con il tempo li pagherai!”

Ma senza dubbio so che domani un’altro giorno verrà, forse in quest’anima ci sarà il buio ma fuori il sole brillerà.
E il vento tornerà a portare via tutti i ricordi, e certamente asciugherà le mie lacrime una volta in più!

“C’è sempre una piccola luce di speranza, basta crederci e credere nei propri sogni”

 Copyright ©Poesilandia