C’era una volta un’anima.


C’era una volta un’anima.
Non aveva mai pensato al passato, non aveva mai pensato al futuro.
Pensava soltanto al presente.
Non era mai nata e non sarebbe mai morta.
Non si sa esattamente da quando ci fosse stata e fin quando ci sarebbe stata.
Era stata qualsiasi cosa e sarebbe stata qualsiasi cosa.
O meglio, era sembrata ogni cosa e sarebbe sembrata ogni cosa.
Non aveva sesso e non aveva età.
Non apparteneva a nessun paese né a nessuna razza.
Si era sempre reincarnata e si sarebbe reincarnata per sempre, perché quello era il suo destino.
Aveva vissuto attraverso i secoli.
Era stata ricca e povera, colta e ignorante, libera e sottomessa, saggia e folle, bella e brutta.
Aveva amato, odiato, condannato e perdonato, ucciso e salvato.
Ma la gente aveva sempre ignorato tutto, salvo il suo aspetto.
E l’anima ne aveva sofferto.

Così, aspettava la Luce e sia che fosse stata uomo o donna, bambino o anziano, guardava il cielo e piangeva.

Guardava le stelle, le stelle lontane e luminose, quelle stelle comprensive che l’avevano sempre aiutata, con le quali parlava.
Piangeva e le stelle la capivano e la confortavano.
Diceva che dacché poteva ricordare, aveva sofferto della superficialità della gente e aveva sperato che, col tempo, le cose sarebbero cambiate.

Ma, benché il tempo passasse, tutto era sempre uguale.
E la sua speranza andava indebolendosi, giorno dopo giorno,
anno dopo anno, secolo dopo secolo, vita dopo vita.

Le stelle l’ascoltavano. Brillavano e le sorridevano con affetto.
Erano le sue sorelle maggiori che le davano consigli e amore.
Le stelle somigliavano all’anima.

Anche loro non avevano sesso né età, anche loro non appartenevano a nessun paese,
a nessuna razza.
Ma loro erano molto più sagge.

Perché, mentre l’anima era fatta di spirito, loro erano fatte di razionalità.

Così, mentre l’anima viveva di sensazioni ed emozioni, le stelle formulavano ragionamenti e pensieri.
E conoscevano la risposta esatta ad ogni domanda.

E il loro raziocinio era il fazzoletto che asciugava le lacrime che cadevano giù, rigando il volto dell’anima.

Un giorno le stelle dissero:
– Ricorda piccola, non devi badare all’opinione della gente.
Gli altri giudicano dalle apparenze e non dai fatti e se ti amano quando sei bella e ti evitano quando non lo sei, sii tu ad evitare loro perché non sono in grado di capire che tu non cambi, sei sempre la stessa.

Se non sono in grado di capire che tu sei sempre speciale perché i tuoi sentimenti sono veri ed eterni, non fare caso a loro!
Sii tutto ciò che vuoi essere, perché puoi trasformarti in tutto ciò che credi di poter essere.
Sii libera! Non aver paura di essere libera!
E ricorda: loro ti somigliano… anche loro hanno paura di essere se stessi perché temono il giudizio degli altri.
Succede perché non si amano abbastanza.
Devi amare te stessa ed essere libera!

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C’era una volta un’anima.
Era libera e felice.
Le stelle erano le sue amiche.
E mentre lei era fatta di spirito, loro erano fatte di ragione.
Ma sia le stelle che l’anima desideravano raggiungere la Luce.
E quando la Luce arrivò, il tempo, i sentimenti, i consigli,
lo spirito e la ragione erano solo ricordi vaghi e confusi.
Tutto era bellezza, libertà, felicità e pace.

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