Sono un essere umano


Storie…

Ogni storia contiene un meraviglioso viaggio ma è la destinazione che fa la differenza e spesso non è la stessa che insieme avevamo concordato.

Durante il viaggio capitano variazioni di percorsi,incontri,si visitano luoghi della persona che non conoscevamo e possiamo rimanere affascinati oppure disorientati. Bisognerebbe prima di ogni viaggio capirne l’importanza mettendo in gioco energia e volontà.

Il viaggio ha bisogno d’esser vissuto e consumato per diventare storia, altrimenti nella valigia della vita non rimane nessun ricordo, un odore da riscoprire, una voce da risentire.

Ma se non succede allora è meglio una breve vacanza perchè l’unica cosa che ti rimane alla fine di questo viaggio è un bagaglio ancora più pesante.

Ne ho avuto abbastanza!

Che magnifiche parole, ma le persone che hanno troppo da fare le pronunciano solo raramente; il non riconoscere di avere dei limiti e l’ignorare quando li raggiungiamo sono due aspetti della nostra follia.

Molti di noi, infatti, considerano l’avere dei limiti come un segnale di inadeguatezza: non ci perdoniamo di essere incapaci di resistere quando siamo esausti, oppure di procedere senza tenere conto delle circostanze.

Rendersi conto che stiamo raggiungendo i nostri limiti e accettarli può essere l’inizio di una nostra ripresa.

Ogni essere umano ha dei limiti e io, sono un essere umano!

Buona notte sereno ©Elisa

16 pensieri su “Sono un essere umano

  1. Mi piace molto questo post cara Elisa. Il viaggio della vita è vero che va vissuto, attimo per attimo, nel bene e nel male, sempre. E’ l’unico modo per scpprire davvero i nostri limiti e cercare di superarli, riconoscendoli. E’ faticoso ma assolutamente pieno di sorprese. Un forte abbraccio .Isabella Ps Le tue notizie su Budapest sono fantastiche. Le farò leggere a mio figlio e mio marito. qui tutti l’adoriamo e abbiamo due amici , lei ungherese, che hanno un appartamentino dove siamo stati a maggio. Mi dispiace, non sono riuscita a mettere il commento direttamente al tuo post,non sono brava con altri blog che non siano wordpress. Un bacio . Isabella

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    1. Chè bello hai visto il mio vecchio blog … insomma ancora non conoscevo wordpress 🙂 era anno 2007-8? Nata per caso, aiutavo il tesi di mia figlia, e la forza di ricerca, … ho detto; ma perchè non salvare e dividere, all’inizio era storia , poi oggi diventato un pò di attualità. 🙂
      Faccio fatica anche io scrivere oggi, da quando si e messo Google+ …
      Felice che hai letto! almeno so che ancora vive la mia piccola creatura ❤
      Un caldo abbraccio a te e famiglia 🙂 e un caro saluto ai amici ungheresi! 🙂
      *Jò èjszakàt Isabella
      *Notte serena cara Isabella ❤

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      1. La ”tua piccola creatura” è ricca e affascinante cara Elisa.Sei bravissima. Quanti anni hanno le tue figlie? Ti abbraccio lasciandoti un sorriso. Isabella

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  2. Scusa della mia assenza in questi giorni, stavo aspettando alla nuova linea di internet alla fibre ottiche.. torno domani con un nuovo post un abbraccio Rebecca

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    1. Il bello del viaggio è il viaggio.
      Viaggiare – ti lascia senza parole, poi ti trasforma in un narratore.
      Grazie del passaggio Erik, mi dispiace non poter ricambiare … non trovando traccia di un tuo blog. buon viaggio amico di penna 🙂

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      1. Caro Erik, non conoscevo questo film e cosi andato alla ricerca:

        Waking Life
        Girato dal vivo in 25 giorni con 60 attori, anche non professionisti, e poi montato, fu affidato alla matita di Bob Sabiston che, con l’aiuto di 30 tecnici e in 9 mesi di lavoro, lo trasformò in un cartoon. È il 1° rotoscopio (inventato nel 1917 dai fratelli Fleischer e usato anche in Biancaneve e i sette nani) dell’era digitale. Che cosa non racconta? Personaggi in cerca di autori (Bazin, Debord, Kierkegaard, Nietzsche, Sartre e soprattutto Philip K. Dick) camminano per le strade di un centro urbano, parlando di tutto e riflettendo sul senso della vita reale, la vita da svegli, come dice il titolo. Il tutto è dato come un incubo onirico del protagonista W. Wiggins. La chiave d’interpretazione è rintracciabile nel finale. In concorso a Venezia 2001. Animazione per adulti colti e resistenti. fonte

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