252 – Il “buongiorno” speciale ♡

Il “buongiorno” speciale è quello accompagnato da un sorriso e da un luccichio negli occhi, quello di chi è felice di vederti, perché anche in un “buongiorno” si può mettere amore.♡

.♡

E … Buonanotte

… a chi é felice
e a chi crede di esserlo,
a chi ama e a chi è amato,
a chi é triste e deluso,
a chi soffre e ha dolore …
trova nel silenzio del tuo Cuore
la forza dell’Amore,
la gioia della Vita!
.♡
un piccolo pensiero;
La vita è un po’ come un figlio.
Io gli indico le cose più grandi e lui mi insegna la bellezza delle piccole cose.
E mentre penso di spiegargli il mondo, mi insegna la poesia di imparare …
ELisa
 

251 – Ricco & Povero

Una serenissima fine settimana mondo di amici!  

Vi racconto di ….

Un padre ricco, volendo che suo figlio sapesse che significa essere povero, gli fece passare una giornata con una famiglia di contadini
Il bambino passò 3 giorni e 3 notti nei campi.
Di ritorno in città, ancora in macchina, il padre gli chiese:
– Che mi dici della tua esperienza ?
– Bene – rispose il bambino….
Hai appreso qualcosa ? Insistette il padre
1 – Che abbiamo un cane e loro ne hanno quattro.
2 – Che abbiamo una piscina con acqua trattata, che arriva in fondo al giardino. Loro hanno un fiume, con acqua cristallina, pesci e altre belle cose.
3- Che abbiamo la luce elettrica nel nostro giardino ma loro hanno le stelle e la luna per illuminarli.
4 – Che il nostro giardino arriva fino al muro. Il loro, fino all’orizzonte.
5 – Che noi compriamo il nostro cibo; loro lo coltivano, lo raccolgono e lo cucinano.
6 – Che noi ascoltiamo CD… Loro ascoltano una sinfonia continua di pappagalli, grilli e altri animali…
…tutto ciò, qualche volta accompagnato dal canto di un vicino che lavora la terra.
7 – Che noi utilizziamo il microonde. Ciò che cucinano loro, ha il sapore del fuoco lento
8 – Che noi per proteggerci viviamo circondati da recinti con allarme… Loro vivono con le porte aperte, protetti dall’amicizia dei loro vicini.
9 – Che noi viviamo collegati al cellulare, al computer, alla televisione. Loro sono collegati alla vita, al cielo, al sole, all’acqua, ai campi, agli animali, alle loro ombre e alle loro famiglie.
Il padre rimane molto impressionato dai sentimenti del figlio. Alla fine il figlio conclude  – grazie per avermi insegnato quanto siamo poveri! –

[ nota: “Ogni giorno, diventiamo sempre più poveri perché non osserviamo più la natura, che è l’opera grandiosa di Dio.” ]

Una volta credevo al lupo cattivo.
Ora credo alla dura realtà.
Una volta credevo alla fortuna.
Ora credo che non basta sperare.
Una volta credevo a Babbo Natale.
Ora credo che era bello sognare.

Vietato calpestare i sogni ©ELisa

250 – Lunedì … ma va?

stanotte … mi hanno chiamato la gurdia medica. quando il medico senti, che da tre settimana sto cosi male, si incavola non di poco … diagnosi: bronchite e se n o n s t o a r i p o s a r e  anche peggio! uff … oltre il danno, anche la beffa! la mia prima volta che chiedo aiuto e becco una scazziata pure? (meritata) bene, visto che e lunedi, …

buon inizio settimana con sorriso ❤ e un piccolo pensiero;

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Quando dio mi ha chiesto se volessi venire al mondo, io ho detto ” accetto la sfida” e lui ha capito “sfiga” … non c’è altra spiegazione 🙂

Un foglio bianco da ….

Aprire il nostro cuore agli altri.

E’ solo cosi che potremmo arricchirci del vero significato della vita.
Quando andiamo incontro ad una persona, inevitabilmente doniamo qualcosa di noi ad essa,ma riceviamo anche molto da lei.

Mi piace pensare che quando si conosca qualcuno, quando s’inizi a concedergli la nostra confidenza e l’altra persona, ricambiandoci, incomincia a fidarsi di noi, scoprendo un pezzetto della sua anima davanti ai nostri occhi, si sia molto simili ad un foglio di carta e una matita colorata.

C’è chi ha la mina debole e fatica a lasciare una traccia di se stesso sulla superficie del foglio, ma comunque, la lascia, e anche se è meno evidente delle altre, viene a far parte di noi e inevitabilmente, ci rende un po’ diversi da come eravamo prima che essa ci donasse un po’ del suo colore.

C’è, poi, chi, invece, ha una mina molto più dura e incide sul foglio un segno più evidente degli altri, incancellabile in confronto a quelli che già hanno colorato il foglio in precedenza, un segno che sopravvive anche allo scorrere del tempo.
Una traccia che entra a far parte di se stessi e si aggiunge al disegno che gli altri, prima che incontrassimo questa persona, avevano disegnato sul nostro foglio, rendendo il disegno ancora più completo e ricco.

La stessa cosa vale per il foglio.

Ci sono fogli ruvidi che assorbono in se ogni tinta, ogni disegno con il quale vengono dipinti.
Fogli che ricevono e trattengono dalla matita tutto ciò che essa disegna sulla sua superficie e lo custodiscono nelle loro fibre, arricchendosi di ciò che ha disegnato su di lui e per lui.
Poi ci sono fogli, che invece, hanno una superficie più liscia, che lasciano scivolare via il colore da essi e difficilmente si fanno incidere dalla mina della matita..però non per questo la matita si lascia scoraggiare.

Spesso il foglio nemmeno se ne accorge, ma la matita, anche se a piccoli tratti e con tanta pazienza, giorno dopo giorno si avvicina sempre di più a lui e riesce a disegnare su di esso un piccolo quadro.

Solo quando giunge alla conclusione, il foglio si rende conto di quanto era triste e bianco il suo apparire, prima che quella piccola ma tenace matita, dipingesse su di lui quel paesaggio, che in fondo, aveva tratteggiato già su di se, ma che senza l’aiuto della matita non avrebbe mai scoperto.

Scrivo tutto ciò per dire grazie di cuore a persone come voi, che ho incontrato qui, persone speciali che non vedrò mai, ma che hanno lasciato una traccia in me che non andrà via e anche se non abbiamo trascorso assieme molto tempo, mi è bastato lo stesso per capire che persone meravigliose siate.

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Persone dalla mina molto forte, che nonostante la vita abbia cercato di spezzare , non c’è riuscita, anzi l’ha resa ancora più tenace e capace di lasciare sul foglio degli altri un disegno che gli sia d’esempio per continuare a vivere guardando oltre le difficoltà.

 Sereno, buon fine settimana a voi ❤

Vietato calpestare i sogni ©ELisa

Buona notte serena a voi

Ma perché non funziona tutto come nei film?
Perché gli estranei in metropolitana, invece che limitarsi a guardarti, non attaccano bottone dicendoti che hai un sorriso bellissimo?

Perché dopo trent’anni, in un caffé del centro, non rincontri mai la persona per cui hai lottato?

Perché non ti capita mai di correre sotto la pioggia, di arrivare davanti al portone di qualcuno, farlo scendere, scusarti e iniziare a parlare a vanvera per poi trovarti labbra a labbra e sentirti dire: ‘non importa, l’importante è che sei qui’?

Perché non vieni mai svegliato durante la notte da una voce al telefono che ti dice: ‘non ti ho mai dimenticato’?

Se fossimo più coraggiosi, più irrazionali, più combattivi, più estrosi, più sicuri e se fossimo meno orgogliosi, meno vergognosi, meno fragili, sono sicura che non dovremmo pagare nessun biglietto del cinema per vedere persone che fanno e dicono ciò che non abbiamo il coraggio di esternare, per vedere persone che amano come noi non riusciamo, per vedere persone che ci rappresentano, per vedere persone che, fingendo, riescono ad essere più sincere di noi.
(David Grossman – Qualcuno con cui correre)

Sono un essere umano

Storie…

Ogni storia contiene un meraviglioso viaggio ma è la destinazione che fa la differenza e spesso non è la stessa che insieme avevamo concordato.

Durante il viaggio capitano variazioni di percorsi,incontri,si visitano luoghi della persona che non conoscevamo e possiamo rimanere affascinati oppure disorientati. Bisognerebbe prima di ogni viaggio capirne l’importanza mettendo in gioco energia e volontà.

Il viaggio ha bisogno d’esser vissuto e consumato per diventare storia, altrimenti nella valigia della vita non rimane nessun ricordo, un odore da riscoprire, una voce da risentire.

Ma se non succede allora è meglio una breve vacanza perchè l’unica cosa che ti rimane alla fine di questo viaggio è un bagaglio ancora più pesante.

Ne ho avuto abbastanza!

Che magnifiche parole, ma le persone che hanno troppo da fare le pronunciano solo raramente; il non riconoscere di avere dei limiti e l’ignorare quando li raggiungiamo sono due aspetti della nostra follia.

Molti di noi, infatti, considerano l’avere dei limiti come un segnale di inadeguatezza: non ci perdoniamo di essere incapaci di resistere quando siamo esausti, oppure di procedere senza tenere conto delle circostanze.

Rendersi conto che stiamo raggiungendo i nostri limiti e accettarli può essere l’inizio di una nostra ripresa.

Ogni essere umano ha dei limiti e io, sono un essere umano!

Buona notte sereno ©Elisa

e … BUON LUNEDI

“Interrogo i libri e mi rispondono.
E parlano e cantano per me.
Alcuni mi portano il riso sulla labbra o la consolazione nel cuore.
Altri mi insegnano a conoscere me stesso e mi ricordano che i giorno corrono veloci e che la vita fugge via.”

Buona notte dolce notte mondo di amici con un pensiero;

Dei sogni non farne mai a meno
perché la vita grazie ad essi si realizza.
Quindi inizia a fare una lunga scorta di sogni
perché sono loro che ti aiutano a vivere.

ELisa

Cominciamo la giornata con …

Cominciamo la giornata con … SORRISO

Felicità

C’è un’ape che se posa
su un bottone de rosa:
lo succhia e se ne va…
Tutto sommato, la felicità
è una piccola cosa.

Avarizzia

Ho conosciuto un vecchio
avaro, ma avaro: avaro a un punto tale
che guarda li quatrini ne lo specchio
pe’ vede raddoppiato er capitale.

Allora dice: quelli li do via
perché ce faccio la beneficenza;
ma questi me li tengo pe’ prudenza…
E li ripone ne la scrivania.

Pappagallo ermetico

Un Pappagallo recitava Dante:
“Pape Satan, pape Satan aleppe…”.
Ammalappena un critico lo seppe
corse a sentillo e disse: – È impressionante!
Oggiggiorno, chi esprime er su’ pensiero
senza spiegasse bene, è un genio vero:
un genio ch’è rimasto per modestia
nascosto ner cervello d’una bestia.

Se vôi l’ammirazzione de l’amichi
nun faje capì mai quelo che dichi.

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Accidia

In un giardino, un vagabonno dorme
accucciato per terra, arinnicchiato,
che manco se distingueno le forme.

Passa una guardia: – Alò! – dice – Cammina! –
Quello se smucchia e j’arisponne: – Bravo! –
Me sveji propio a tempo! M’insognavo
che stavo a lavorà ne l’officina!

Buona giornata Amici con sorriso ❤

poesie di Trilussa

Dietro quella porta

Ritrovarsi…

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Chiudi gli occhi, ascolta attentamente il silenzio che ha ormai preso possesso, come ogni sera, delle pareti della tua stanza; dalla finestra socchiusa la debole luce dei lampioni disegna ombre, così simili a quelle che spesso ti impediscono di dormire.

Sono abbozzi di ricordi, quadri mai completati di sogni mai realizzati; adesso rilassati, respira profondamente, scendi dentro di te.

Esiste un posto in te che nessuno conosce, oltre le sensazioni, dall’altra parte dell’anima puoi arrivarci lasciando che la tua essenza prenda il posto delle paure, abbandonandoti a quella idea di te alla quale hai sempre rinunciato per compiacere gli altri.

Rilassati, respira, continua a cercare, non puoi sbagliarti, quando i battiti diventano più affrettati, quando intravedi mille colori pur tenendo gli occhi chiusi proprio allora, in fondo al cuore, noterai una piccola porta.

Sembra così piccina che basterebbe un soffio per abbatterla, eppure da tempo non riesci ad aprirla, non riesci più a parlarti e non parlandoti sinceramente non trovi la chiave dietro quella porta.

Rannicchiata in un angolo, risiede la tua vera essenza, quella parte di te che nessuno ha mai conosciuto, che a volte stenti anche tu a ricordare.

In un piccolo scrigno di cristallo riposano tutti i tuoi sogni, le ambizioni, gli amori sognati, quelli finiti, quelli mai iniziati, i fantastici voli della gioventù, quando tutto era possibile e nessuno sarebbe mai riuscito a metterci in ginocchio.
Le aspettative messe in un angolo, i sogni proibiti che stenti a confessare, sperando sempre che lui se ne accorga e li realizzi.

Riposano le parole mai dette, le frasi smorzate al soffio della realtà, le richieste della fantasia che non trovano mai risposta al buio, solo fretta, sudore e piacere ormai solitario.

Dietro quella porta ci sei tu, quella persona che nessuno ha mai conosciuto, o che colui che è al tuo fianco ha soltanto, distrattamente, intravisto.

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Basterebbe soltanto iniziare a parlargli, riprendere quella conoscenza così violentemente interrotta, presentati a lei e inizia nuovamente a frequentarla, parlati, amati, apprezzati, prima di pretendere che il mondo si accorga di te, devi essere tu ad accorgerti di esistere!

Buona notte sereno ©Elisa

Pace notturna

Pace notturna

Dal freddo raggio della luna
Il silenzio della pace notturna
Che tramanda ecchi di gemiti
Per l’aria immota

L’insaziabile pschiche
Riposa
Volta ad un felice
Domani

Un cesto di mela

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“Gold smile apple”

Due settimane fa è arrivata a casa una grande quantità di mele e l’altro pomeriggio ho preparato le mele cotte.

Lo so, lo so, dette così fanno pensare a cibo per malati. Lo pensavo pure io, l’ho pensato per tanto tempo, fino all’altra sera…

Parlando con due amiche, ho detto che avevo a casa abbondanza di buone mele ma, non volendo preparare dolci calorici e difficoltosi, né marmellate e composte, ero “rassegnata” a mangiare mele a fine pasto per almeno due mesi e per quanto potessero essere buone e salutari…insomma, alla lunga potevano stufare.
La mia amica prontamente mi suggerì di prepararle cotte al forno. Ho subito storto il naso, ma quando lei aggiunse che era una preparazione facilissima e veloce e che non costava nulla provarla, anche per gentilezza, ho prestato attenzione a quella ricetta da lei definita ottima e salutare, relegandola però in un angolino del mio cervello.

Quante volte dissi “bleahh” a mia nonna o a mia madre mentre mi invitavano ad assaggiare le mele cotte e bleahhh continuavo a ripetere in silenzio mentre la mia amica concludeva la spiegazione, raccomandandomi di gustarle tiepide.

Poi l’altro pomeriggio, complice forse la pioggia, la nebbia, il primo brivido di freddo, complici quelle mele nel cesto che parevano sorridermi, insomma…non so come e perché, ma ho voluto provare.

    Così ho preso sei mele, le ho lavate e con un coltello appuntito ho scavato un po’ per togliere il torsolo, dentro quella cavità ho messo qualche chicco di uvetta sultanina e un po’ di noci tritate, ho steccato le mele con un paio di chiodi di garofano ed ho spolverizzato con un po’ di cannella. Poi ho aggiunto un cucchiaino di miele dentro ogni mela e mi sono divertita a fare lievi ghirigori di miele sulle bucce.

Ho acceso il forno a 180° e regolato il timer a 20 minuti.
Perplessa, ho chiuso lo sportello del forno e sono andata a sistemare biancheria in un’altra stanza.
Ben presto la casa è stata invasa da un odore intenso, buono, gradevole, migliore di qualsiasi deodorante.
“Come profumatore d’ambiente la ricetta funziona alla perfezione”, pensai sorridendo.

Mentre davo una sbirciatina al forno, suonano alla porta; “C’è un profumooooo!!

Che prepari di buono?”, chiedeva la mia vicina di casa.
“Nulla di che, frutta cotta, sarà una schifezza.”
A volte mi capita nei lunghi pomeriggi invernali di preparare qualcosa di sfizioso

(caldarroste, noccioline tostate, cioccolata calda, …)

Feci intiepidire le mele e, con assoluta riluttanza, ne presi una, la tagliai in due parti e l’assaggiai.Rimasi di stucco: sapeva di buono, di antico, di squisito.

Divisi le mele, li sistemai nei piattini, li irrorai col liquido ambrato di cottura, li spolverai con zucchero a velo …

Le mie figlie arrivando a casa, la prima cosa che dicevano, “che buon profumo”…ma non e Natale ancora 🙂 ! Già, dimenticavo, a dicembre mi diverto col l’arancia e chiodi di garofano …

“ Sono buone, assaggiate”, dissi.
“ Mele cotte? Mica siamo malati.- Hanno un buon profumo, ma no, grazie.-”, furono le risposte

“E’ una ricetta nuova, molto diffusa nei pub, “gold smile apple”!! Solo un assaggio, suvvia!”

Naturalmente non credettero alla mia bugia ma per buona cortesia, con facce per nulla convinte, affondarono il cucchiaino nella polpa ed assaggiarono.

Vidi lentamente la loro espressione modificarsi: “Però! Non lo avrei mai creduto, sono buonissime!”

Dieci minuti prima non lo credevo nemmeno io.
Ma questo evitai di dirlo.

E un mio racconto di anni fa, ma stasera, uno di quelle sere che ho un attacco di nostalgia.

Una serenissima buona serata a voi ❤

Elisa

Pensieri … “senza senso”

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“L’amore non ha bisogno di tempo
lo sguardo di un attimo
accende la scintilla
del cuore”

Convinta, nonostante tutto, che nessuno di noi sia nella propria vita, davvero destinato alla solitudine e che aprirsi agli altri in fondo sia la piu’ grande occasione che abbiamo per poter amare gli altri amando noi stessi …

Quando il tuo orgoglio non si piega
urla la tua anima,
respiri, come se ti mancasse l’aria,
l’odio divora, corrode l’amore mancato,
il cuore rallenta ai limiti della sopportazione
lo spirito, subisce la solitudine
e la paura imprigiona il corpo,
che tace nella sua materia.

Notti che durano non so quante ore cascate impetuose o gocce in un mare, notti che bruciano su una ferita, notti boccate di vita.
Notti che spaccano il calendario senza brindare per l’anniversario, vasi di tempo che invecchiano l’uomo, nubi gonfie di storie perdute.
Le notti scivolano o raschiano il fondo imprevedibili come naufragi, voltarti indietro stupito, ché non sei neanche partito.

Vorrei conoscere l’odore del tuo paese, camminare nel tuo giardino, respirare nell’ aria gli aromi dei tuoi fiori parlando con te del tempo e dei giorni andati, e lo vorrei perchè non “sono”quando non ci sei e resto solo coi pensieri miei.
Ed io… raccontarti e poi farmi raccontare, il senso d’ un rabbuiarsi e del tuo gioire, vorrei tornare nei posti dove sono stato, spiegarti di quanto tutto sia poi diverso e per farmi da te spiegare cos’è cambiato e quale sapore nuovo abbia l’ universo.
Vedere di nuovo Roma o il mare di una remota spiaggia dove risuona
fra gli alberi un’usata e semplice tramontana.

Vorrei restare per sempre in un posto solo per ascoltare il suono del tuo parlare,
del semplice tuo camminare e restare in silenzio al suono della tua voce o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso, dimenticando il tempo troppo veloce, giocare con te un eterno gioco proibito, che l’oggi restasse oggi, senza domani o domani potesse tendere all’ infinito e lo vorrei perchè non “sono” quando non ci sei.

Il tempo passa
i sogni cambiano
ma certe “presenze”
non le dimentichi.
Stanno sempre lì
dove tieni le persone speciali,
nell’anima.

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Se un giorno tornerò alla vita la mia casa non avrà chiavi: sempre aperta sarà, come il mare, il sole e l’aria.
Che entrino la notte e il giorno, la pioggia azzurra, la sera, il pane rosso dell’aurora … “casa dolce casa.”

Che l’amicizia non trattenga il passo sulla soglia, né la rondine il volo.
Nessuno deve bussare.
La mia casa e il mio cuore mai chiusi: che passino gli uccelli, gli amici, e il sole e l’aria.
Questa è la vera natura della casa: il luogo della pace; il rifugio, non soltanto da ogni torto, ma anche da ogni paura, dubbio e discordia.
Solo l’amore e la morte cambiano ogni cosa.

Faccio mio il pensiero del saggio che dice: Essere positivi non significa che si è sempre pervasi da un entusiasmo concentrabile e un sorriso incessante.
Essere positivi è affrontare ogni giorno le avversità della vita con la voglia di emergere, la fede che se solo lo si vuole tutto si puo’ affrontare.
Basta non abbondonare mai la speranza!

Mi manchi …

Ammirando l’azzurro del mare
guardo la spiaggia con le sue orme infinite
che mi ricordano tanto della mia vita.
Orme di cose passate
Orme di cose non fatte
Orme di se e di ma
Orme che non concedono sconti
Orme che calpestano l’anima …
e indifferenti ti lasciano a terra
a soffrire

“Nella vita puoi camminare in due modi, con la mano sul cuore o con la mano sugli occhi, è tua la scelta …” mi diceva la mia dolce noninna. “Non perdere la speranza. Accantonala. Tienila nel tuo cuore, nel silenzio della notte, ma non perderla.”

‎Buon domenica sereno a voi ❤
©Elisa

Buon giorno

Anche questa mattina e volata via in solitudine, e devo dire che non mi dispiace affatto, anche se a volte una ciancia anche sciocca ci starebbe bene.
Ho scambiato qualche messaggio qui e la, letto un articolo, fumato indisturbata, e con l’inmancabile tazza di caffè …

Il passato e passato, il futuro non appartiene ancora, quindi l’oggi e cio che conta.

Anche se, come mi disse un amico Buddista, “l’oggi racchiude l’o ieri e il domani”

Come molti sanno, o forse tutti, gli ebrei raccontano delle storie bellissime.

Una di queste spiega che Dio creo un essere alato, a sua immagine, maschio e femmina.

Era bello in questa doppia natura e aveva delle ali magnifiche.

Ma, dopo un po l’essere alato ando da Dio chiedendo di essere diviso, perche non voleva piu vivere cosi, essere due in uno, ma voleva essere uno: o maschio o femmina.

Dio, che lo amava, decise di accontentarlo .

Due esseri ora erano davanti a lui: un uomo e una donna, come lo sono oggi.
Si guardarono, finalmente ognuno aveva la propria unica natura, potevano fare ognuno cose diverse in momenti diversi, potevano volare quando volevano e se volevano farlo,
no! non potevano.

Si guardarono e videro che avevano una sola ala.
Un’ala ciascuno.
L’uomo provo a spiccare il volo, ma non ci riusci.
Guardo Dio con occhi tristi e gli chiese come mai solo un’ala e non tutte e due.
Dio, che sapeva che mai si sarebbero cercati altrimenti, disse che per il loro bene doveva essere cosi.
Che nella loro vita avrebbero cercato l’altra ala, la corrispondente, per poter volare come prima alti nel cielo.

Da quel giorno il cuore dell’uomo e quello della donna vanno in cerca della loro ala corrispondente e quando la trovano si uniscono e tornano ad essere un unico essere alato e insieme possono volare alti nel cielo.

Ma accade che, per alcuni errori, per fatti a volte non dipendenti da loro, si uniscono a delle ali che non sono le corrispondenti, sembra lo siano, ma poi non riescono a volare alti nel cielo, oppure volano per poco tempo e poi cadono giu.

E’per questo che spesso sentiamo dentro di noi un inquietudine che porta la nostra anima, il nostro cuore a cercare un’altra ala: la corrispondente.

A volte sentiamo quel dolore sordo provenire da dentro il nostro cuore, e perche cerca il suo corrispondete.

E il cuore?
Nonostante fosse stato catturato da un profondo senso di vuoto, nonostante fosse prigioniero di emozioni contrastanti fra loro, continuava a battere, ricordandogli tutto sommato di essere ancora vivo…

1 NOVEMBRE …

 foto 

È  Novembre.

Gli  alberi  dei  nostri  boschi  assomigliano  a  un  quadro  di  Monet. Foglie  rosse, gialle, argento  e  oro  sorridono  al  cielo, e  un  pallido  sole  le  illumina.
Sta  arrivando  la  sera: una  nebbia  fitta  avvolge  dolcemente  le  piante  e  le  nostre  foglie.

Un  ultimo  sguardo  prima  di  tornare  a  casa: mi  accorgo  che  al  paesaggio  non  serve  la  mia  presenza. Ed  ecco  il  vento, immagino  le  nostre  foglie  colorate  mentre  leggere  e  ondeggianti  scendono  formando  una  tavolozza  di  colori,  su  cui  si  adagerà  la  brina  del  primo  mattino.

“Te ne andasti in autunno, quando il nostro sentiero era pieno di vento, e le foglie spente macchiavano la terra umida.
Te ne andasti in autunno, e il silenzio parlava sul nostro sentiero.
Te ne andasti in autunno, quando la nebbia oscurava i nostri boschi spogli.
Tornerò lassù in autunno, quando il vento passeggerà nella nostra radura cercando la tua voce.” ©ELisa