Buon giorno – ESERCIZIO DEL RIENTRO – 2


Un soldino per i suoi pensieri …

“A penny for your thoughts”

“Siamo formati dai nostri pensieri; noi diventiamo quello che pensiamo.
Quando la mente è pura, la gioia segue come un’ombra che non ci lascia mai.

Buddha

«Un penny per i tuoi pensieri», diceva Jeanne Moreau nel film Querelle.
È possibile guardare nella mente di qualcuno e sapere cosa stia pensando?

In uno studio appena pubblicato su «Current Biology», un gruppo della University of California Berkeley ha mostrato che è possibile ricostruire,
a partire da registrazioni dell’attività cerebrale, quello che una persona sta vedendo.
«Utilizzando sofisticate tecniche computazionali, stiamo creando un vocabolario che ci consenta di tradurre immagini in attività cerebrale e viceversa», spiega Jack Gallant, coautore del lavoro.
Il gruppo ha osservato le attivazioni neurali di tre volontari sotto risonanza magnetica funzionale mentre guardavano brevi estratti di alcuni filmati. Queste attivazioni sono state mandate a un computer che, utilizzando opportuni algoritmi, ha “imparato” la corrispondenza fra determinate immagini, come la presenza di un volto, e la risposta cerebrale.
Così, quando successivamente i tre volontari hanno guardato dei nuovi filmati, il computer ha potuto ricostruire ciò che vedevano a partire dalla sola attività cerebrale.
Questa nuova tecnologia apre le porte a una migliore comprensione di come il cervello riesca a trasformare un mondo esterno, dinamico e ricco di informazione, in rappresentazioni interne.
Lascia inoltre intravedere potenziali applicazioni in campo clinico, soprattutto nell’ambito di pazienti con gravi lesioni cerebrali.
Una delle più grandi sfide di fronte a pazienti di questo tipo è poter valutare quanta attività cerebrale sia ancora intatta, e se questa attività sia sufficiente a dar luogo a uno stato di coscienza.
Questa tecnologia potrebbe in futuro consentirci di stabilire, almeno per quanto riguarda le immagini visive, il livello di funzione cerebrale di pazienti paralizzati, non coscienti o con altre patologie che impediscono loro di esprimersi.
Ma quello che questa tecnologia non ci consente di sapere è se a questa attività cerebrale corrisponda uno stato di coscienza fenomenologica, cioè la presa di coscienza di un’immagine e le sensazioni che vi si accompagnano.
È arrivato il momento in cui i nostri pensieri non saranno più privati e potranno esserci estratti contro la nostra volontà?
Certamente no. Per adesso i nostri pensieri continueranno a costare un penny solo su uno schermo hollywoodiano.
Per la scienza di oggi cercare di leggere la mente umana è un po’ come cercare di leggere un libro di cui conosciamo a mala pena la lingua con un paio di occhiali sfuocati.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Shinji Nishimoto, An T. Vu, Thomas Naselaris, Yuval Benjamini, Bin Yu, Jack L. Gallant, «Reconstructing Visual Experiences from Brain Activity Evoked by Natural Movies», Current Biology, 22 September 2011

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13 commenti su “Buon giorno – ESERCIZIO DEL RIENTRO – 2

    • SOGNI DOLCI …
      E LA MIA ORA QUESTA

      E l’ora che lascia alla spalle il giorno passato
      e va … verso quello nuovo…

      E l’ora in cui si apre la porta dei sogni
      e si chiude quella della realtà.

      E una notte fredda d’autunno
      fuori tira vento e si vedono poche stelle.

      Le nuvole si muovono veloci verso la montagna
      quasi avessero furia di andare a riposare …
      Io, lo seguo …

      Dolce notte a te …
      Lisa

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  1. Ecco secondo me cosa pensa :
    ”Ed ora come lo dico a mia moglie? Come posso dirle che ho perso questo lavoro? Ha tanta fiducia in me, non posso deluderla. Ma perchè Franz mi ha messo alla porta? Dove ho sbagliato? Eppure mi piaceva quello che facevo, era una passione vera la mia : aggiustare orologi. Mi piaceva riportare in vita quel tic tac di ciascuno, quando ormai muti sembravano impossibilitati a rivivere. . Ed ora invece chi ridarà vita a me? Come lo dirò a mia moglie?

    Un bacio Isabella Ps Bel commento quello di ” il barman del club”

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  2. già… tutto bello, ma se incominciano a cercare anche nei nostri pensieri, un giorno arriveranno a farci firmare il “classico” documento, dove liberalizzare la privacy del nostro immaginario. Mi viene in mente il film di Wim Wenders: “Fino alla fine del mondo” dove, una macchina che visualizzava i sogni di ognuno, alla fine, rese schiavi e drogati delle loro stesse immagini, tutti i protagonisti della storia, dove praticamente vivevano solamente per dormire e rivedere i propri mondi onirici. Probabilmente ai fini terapeutici è sempre una conquista, ma pensa se alla fine circolassero sul web i video dei nostri pensieri nascosti: rubati come oggi rubano le immagini…. Meglio i silenzi, e cercare d’immaginare cosa c’è dentro ai pensieri di un altro: il fascino della sorpresa è sempre più bello.
    Il futuro arriva sempre inaspettato !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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    • Amo il silenzio del primo mattino,
      lo sbadiglio lento dell’ incompiuto giorno
      ove tutto par nuovo, di promesse intatto.
      godo l’assonnato risveglio, l’attesa magica della vita…♡
      Lisa

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