Scrivere fa bene al cuore


Scrivere mi fa bene. Lo sento.
Anche quando scrivo cose tristi,
qualcosa in me si tranquillizza,
sento di avere uno scopo.

David Grossman – “Che tu sia per me il coltello”

Si scrive per guarire se stessi, per sfogarsi,
per lavarsi il cuore.
Si scrive per dialogare anche con un lettore sconosciuto.
Ritengo che nessuno senza memoria possa scrivere un libro, che l’uomo sia nessuno senza memoria.
Io credo di essere un collezionista di ricordi, un seduttore di spettri.
La realtà e la finzione sono due facce intercambiabili della vita e della letteratura.
Ogni sguardo dello scrittore diventa visione,
e viceversa: ogni visione diventa uno sguardo.
In sostanza è la vita che si trasforma in sogno e il sogno che si trasforma in vita, così come avviene per la memoria.
La realtà è così sfuggente ed effimera…
Non esiste l’attimo in sé, ma esiste l’attimo nel momento in cui è già passato.
Piuttosto che vagheggiare un futuro vaporoso ed elusivo, preferisco curvarmi sui fantasmi di ieri senza che però mi impediscano di vivere l’oggi nella sua pienezza. –Gesualdo Bufalino

 

12 pensieri su “Scrivere fa bene al cuore

  1. David Grossman è uno dei miei scrittori preferiti sin da quando lessi “Il libro della grammatica interiore”. Praticamente uno di quei libri che ritengo “necessari” per la nostra vita, e poi mi piace il suo rapporto con l’infanzia, quel filo conduttore che pianifica tutta la nostra vita, come lo “scrivere”: la salvezza dell’anima!

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    1. Questo romanzo e il meno conosciuto, (e il secondo) lo stile abbaglia ed affascina (mai più Grossman si lascierà andare ad un flusso di coscienza così caotico), suonano chiaramente le stonature della narrazione. E, come se non bastasse, nonostante l’intensità della scrittura, il coinvolgimento è parziale, niente a che vedere, ad esempio, con le bellissime pagine di “Che tu sia il coltello.” Ma e’ uno stile meraviglioso, arricchito da una fenomenale padronanza della lingua e da certe trovate di una poeticità assoluta.

      Confesso,per me, questo romanzo non è facile, perché ho commesso l’errore (involontario) di partire dai suoi romanzi più recenti, e procedere poi a ritroso. Dopo aver letto i suoi ultimi capolavori è difficile mantenere una certa obiettività per questo suo secondo romanzo.
      Ma io sono io, e poi forse anche la mia mancanza culturale, che non sono italiana di nascita. Forse …
      Grazie per il tuo intervento, e un piacere scoprire nuovi amici 🙂 Lisa (io saro sempre un gin fizz!)

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  2. Testimonianze per un ritratto
    Autore Bufalino Gesualdo;
    "Dicono gli atlanti che la Sicilia è un'isola e sarà vero, gli atlanti sono libri d'onore. Si avrebbe però voglia di dubitarne, quando si pensa che al concetto d'isola corrisponde solitamente un grumo compatto di razza e costumi, mentre qui tutto è dispari, mischiato, cangiante, come nel più ibrido dei continenti. Vero è che le Sicilie sono tante, non finiremo mai di contarle. Vi è la Sicilia verde del carrube, quella bianca delle saline, quella gialla dello zolfo, quella bionda del miele, quella purpurea della lava..." Il volume, scritto a quattro mani da Gesualdo Bufalino e Nunzio Zago, è il viaggio, pieno di fascino e calore, in una serie di testimonianze letterarie, antiche e moderne, umili e colte, per tentare il ritratto di quest'isola magica di cui tanti hanno parlato e della quale tanto, ancora, resta da dire.

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    1. Hai ragione cara Diemme 🙂 i “Le menzogne della notte e …
      un romanzo splendido, colto e intelligente, da gustare con calma, frase dopo frase.
      Numerosi i riferimenti letterari alle opere di grandi scrittori del passato come Manzoni, Leopardi, De Maistre e molti altri, indicativi della profonda cultura letteraria dell’autore.
      Quasi al livello di “Diceria dell’untore”.
      E’ un libro perfetto, scritto in un italiano ricco e avvolgente, un italiano che pochi conoscono e soprattutto, usano. [Il tempo di abituarsi al linguaggio – volutamente invecchiato con parole rare e inusuali per ricalcare l’italiano di metà ottocento] – Straordinario!
      ti abbraccio, Lisa

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  3. Sì la scrittura è relazione , è comunicazione con un altro. Non c’è differenza tra realtà e fantasia quando il protagonista della scrittura è il vero , è la lealtà con se stessi. Bellissima la citazione di Grossman di un libro che amo molto.
    Ciao

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