“Il gabbiano Jonathan Livingston”,


 

Era di primo mattino,
e il sole appena sorto luccicava tremolando sulle scaglie del mare appena increspato. A un miglio dalla costa un peschereccio arrancava verso il largo. E fu data la voce allo Stormo. E in men che non si dica tutto lo Stormo Buona appetito si adunò, si diedero a giostrare ed accanirsi per beccare qualcosa da mangiare. Cominciava cosi una nuova dura giornata.
Ma lontano di là solo soletto, lontano dalla costa e dalla barca, un gabbiano si stava allenando per suo conto: era il gabbiano Jonathan Livingston. Si trovava a una trentina di metri d’altezza: distese le zampette palmate, aderse il becco, si tese in uno sforzo doloroso per imprimere alle ali una torsione tale da consentirgli di volare lento. E infatti rallentò tanto che il vento divenne un fruscio lieve intorno a lui, tanto che il mare ristava immoto sotto le sue ali. Strinse gli occhi, si concentrò intensamente, trattenne il fiato, compì ancora uno sforzo per accrescere solo… d’un paio… di> centimetri… quella… penosa torsione e… D’un tratto gli si arruffano le penne, entra in stallo e precipita giù.
I gabbiani, lo sapete anche voi, non vacillano, non stallano mai. Stallare, scomporsi in volo, per loro è una vergogna, è un disonore.
Ma il gabbiano Jonathan Livingston – che faccia tosta, eccolo là che ci riprova ancora, tende e torce le ali per aumentarne la superficie, vibra tutto nello sforzo e patapunf stalla di nuovo – no, non era un uccello come tanti.
La maggior parte dei gabbiani non si danno la pena di apprendere, del volo, altro che le nozioni elementari: gli basta arrivare dalla costa a dov’è il cibo e poi tornare a casa. Per la maggior parte dei gabbiani, volare non conta, conta mangiare. A quel gabbiano lì, invece, non importava tanto procurarsi il cibo, quanto volare. Più d’ogni altra cosa al mondo, a Jonathan Livingston piaceva librarsi nel cielo.
(Tratto da:da “Il gabbiano Jonathan Livingston”, Richard Bach, 1970)

 

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“Bach ci trasmette anche altri messaggi positivi: credere nelle nostre possibilità, avere fiducia in noi stessi, ma soprattutto essere artefici del nostro destino.” continua —->

14 pensieri su ““Il gabbiano Jonathan Livingston”,

  1. grazie Lisa! questo è uno dei miei libri preferiti che mi ero ripromessa di far leggere a mio figlio ma ha talmente tanti compiti e altri 2 libri pallosi da leggere che ho evitato di sovraccaricarlo! Bellissimo!

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    1. Poveri bambini 😦 … sono d’accordo con te, dovrebbero aggiornarsi nelle scuole italiane! NO compiti a casa, o almeno ragionevoli! – Invece la scuola pretende di arrangiarsi a casa, a posto di fare lezioni mirati … ma si sa … siamo ancora molto arretrati!
      un caro abbraccio. Lisa

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  2. hai citato uno dei miei autori preferiti…

    anche se non nel suo testo di massimo splendore, almeno per i miei gusti…

    mi porterò sempre nella mente “uno”, “niente è per caso”, “nessun luogo è lontano” e “illusioni”

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    1. Nessun luogo è lontano-Richard Bach

      Certo… non contiene la magia e quel senso di libertà che solo “il Gabbiano” sa dare, ma con questo piccolo libro, Bach dedica una sua personale “serenata” all’Amicizia e alla sua onnipotenza. Un piccolo regalo da dedicare agli amici più cari.
      I disegni in acquarello accompagnano con delicatezza il lettore durante questo breve ma ricco viaggio.
      Grazie Erik ♡
      Lisa

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      1. Il mio primo libro di Bach e stato; Il Libro ritrovato
        Le risposte che aiutano a vivere

        Il libro raccoglie, uno per pagina, aforismi, profezie, proverbi, massime.
        Bach suggerisce di usarlo come "libro delle risposte": ci invita a chiudere gli occhi, pensare a una questione della nostra vita che dobbiamo risolvere, aprire a caso il libro e leggere la frase che ci appare davanti agli occhi, applicandola al problema che ci sta a cuore.

        Richard Bach – Illusioni
        Può un uomo qualunque incontrare il Messia? Può lo stesso essere umano aiutare questo Messia a risolvere un problema? Ebbene in questa stupenda storia si può tutto, come rimarca il Messia (riluttante al suo ruolo) a Richard Bach, tra notti stellate o lumeggiate dalla luna, volando tra le nuvole su Fleet o Traival Air oppure semplicemente rimanendo sdraiati su di un invitante prato verde. Illusioni è una grande ma umile parabola che né io, sicuramente, né voi scorderete. Un consiglio: leggetelo senza moderazione:è troppo bello.

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        1. Buon giorno Erik 🙂 “Illusioni” già fatto un piccolo pensiero mio, ecco:
          Richard Bach – Illusioni
          Può un uomo qualunque incontrare il Messia? Può lo stesso essere umano aiutare questo Messia a risolvere un problema? Ebbene in questa stupenda storia si può tutto, come rimarca il Messia (riluttante al suo ruolo) a Richard Bach, tra notti stellate o lumeggiate dalla luna, volando tra le nuvole su Fleet o Traival Air oppure semplicemente rimanendo sdraiati su di un invitante prato verde.

          Illusioni è una grande ma umile parabola che né io, sicuramente, né voi scorderete. Un consiglio: leggetelo senza moderazione:è troppo bello.

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          1. restando su illusioni, hai letto “manuale del guerriero della luce” di coelho?

            in qualche modo io li ho trovati molto vicini…almeno nel tentativo di portare alla luce pensieri di un percorso che chiamiamo vita…

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          2. Guarda più che un riassunto, che mi risulta essere molto complesso visto il genere di libro, ti lascio la premessa del libro che secondo me ti permette di intuire dove ti porterà l’eventuale lettura:

            “E se potessimo incontrare noi stessi come eravamo vent’anni fa? O mille anni fa? E se avessimo l’occasione di poter vedere come potremmo essere in un lontano futuro o in un’altra dimensione? E se scoprissimo che ogni essere umano è un aspetto diverso di noi stessi, e che noi, a nostra volta, siamo aspetti diversi di ogni altro uomo?”

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          3. Grazie Erik!
            “E se potessimo incontrare noi stessi come eravamo vent’anni fa?”
            Bella domanda.
            Ma chi è che almeno una volta non lo ha fatto?
            Grazie veramente la premessa e interessante!
            Un libro da leggere! Un viaggio interiore? … racconterò appena ho letto.
            Un serenissima buona fine settimana, Lisa

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