Morta Alda Merini


ANSA, Ultimo aggiornamento: 01/11/2009

Morta Alda Merini, la poetessa dalla doppia anima
Aveva 78 anni, e’ deceduta all’ospedale San Paolo di Milan

 
di Elisabetta Stefanelli – ROMA –

“Sono una piccola ape furibonda. Mi piace cambiare di colore. Mi piace di cambiare di misura”. Sono queste le parole che Alda Merini, la grande poetessa scomparsa a Milano, aveva scelto per la hompage del suo sito ufficiale, accanto ad una immagine molto intensa, in bianco e nero, con l’immancabile sigaretta in mano e la altrettanto inseparabile collana di perle al collo. Del resto, in questo mettere insieme regole borghesi e trasgressione era l’anima della sua opera dolorosa, segnata dall’esperienza della follia e del disagio fisico ed economico, in un ventennale entrare e uscire da ospedali psichiatrici tra gli anni Sessanta e Settanta.

GRANDISSIMO DOLORE PER LA MORTE DELLA POETESSA A CUI IL FOTOGRAFO GIULIANO GRITTINI ERA MOLTO AFFEZIONATO DA UN GRANDE RAPPORTO DI AMICIZIA.

La poetessa Alda Merini, 78 anni, è morta oggi pomeriggio alle 17.30 all’ospedale San Paolo di Milano, nel reparto di oncologia, nosocomio che – si legge nella nota ufficiale della struttura sanitaria – «da anni l’ha avuta in cura e a cui ha dedicato profonde riflessioni poetiche oltre a una scultura di forte richiamo a un periodo travagliato della sua vita. Il suo atteggiamento e la sua sensibilità hanno lasciato un profondo ricordo negli operatori sanitari del reparto di cura di Oncologia e cure palliative al quale si è rivolta nella consapevolezza di un supporto al disagio fisico e psicologico che la malattia le ha riservato nell’ultimo periodo della sua esistenza». Era considerata una delle principali poetesse del Novecento. Nel 1996 era stata proposta per il Premio Nobel per la Letteratura dall’Academie Française.

“Sono molto irrequieta quando mi legano allo spazio”, scriveva in una componimento intitolato Poesia e la sua instabilita’ si traduceva in versi ad altissima intensita’ emotiva, spesso erotica, sin a partire dai primi componimenti, semplici, lineari, di pochi versi. Era nata a Milano nel marzo del 1931, ed aveva iniziato a comporre le prime liriche giovanissima, ad appena 16 anni quando subito incontro il favore dei suoi illustri lettori. Il suo primo incontro con il mondo letterario avvenne quando Silvana Rovelli, cugina di Ada Negri, sottopose alcune delle sue poesie ad Angelo Romano’ che, a sua volta, le fece leggere a Giacinto Spagnoletti, considerato lo scopritore della poetessa.

La prima raccolta di poesie di Alda Merini: ‘La presenza di Orfeo’, pubblicata nel 1953, ebbe subito un grande successo di critica ed allora lei aveva gia’ incontrato Giorgio Manganelli, al quale fu legata fino alla fine da una forte amicizia. Sempre nel ’53 sposava Ettore Carniti, proprietario di alcune panetterie a Milano, dal quale ebbe la prima figlia: al pediatra della bambina dedica Tu sei Pietro, del 1961. Nel 1965 viene internata al manicomio Paolo Pini dal quale uscira’ solo nel ’72 a parte brevi periodi a casa nel corso dei quali nasceranno altre tre figlie. Una vita, e un’opera, nell’alternanza tra lucidita’ e follia che troveranno sintesi somma in quello che e’ considerato il suo capolavoro, ‘La Terra Santa’ che le e’ valso, nel 1993, il Premio Librex-Guggenheim ‘Eugenio Montale’ per la Poesia. “La verita’ e’ sempre quella”, scriveva, “la cattiveria degli uomini che ti abbassa/e ti costruisce un santuario di odio dietro la porta socchiusa”. Altre sue raccolte di versi sono ‘Testamento’, ‘Vuoto d’amore’, ‘Ballate non pagate’, ‘Fiore di poesia 1951-1997’, ‘Superba e’ la notte’, ‘L’anima innamorata, ‘Corpo d’amore’, ‘Un incontro con Gesu”, ‘Magnificat. Un incontro con Maria’, ‘La carne degli Angeli’, ‘Piu’ bella della poesia e’ stata la mia vita’, ‘Clinica dell’abbandono’ e ‘Folle, folle, folle d’amore per te. Poesie per giovani innamorati’.

Nella sua carriera artistica, Alda Merini si e’ cimentata anche con la prosa in ‘L’altra verita’. Diario di una diversa’, ‘Delirio amoroso’, ‘Il tormento delle figure’, ‘Le parole di Alda Merini’, ‘La pazza della porta accanto’ (con il quale vinse il Premio Latina 1995 e fu finalista al Premio Rapallo 1996), ‘La vita facile’, ‘Lettere a un racconto. Prose lunghe e brevi’ e ‘Il ladro Giuseppe. Racconti degli anni Sessanta’ e con gli aforismi ‘Aforismi e magie’. Nel 1996 era stata proposta per il Premio Nobel per la Letteratura dall’Academie Francaise, e la raccolta di adesioni continuava ancora oggi sul suo sito. Ha vinto il Premio Viareggio e nel 1997 le e’ stato assegnato il Premio Procida-Elsa Morante e nel 1999 il Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Settore Poesia. Era stata protagonista, negli ultimi anni della sua vita di una serie di apparizioni teatrali e anche di un documentario presentato alla mostra del Cinema di Venezia quest’anno, “Alda Merini. Una donna sul palcoscenico”, di Cosimo Damiano Damato.

io non ho bisogno di ..
Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,di parole,
di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino
all’orecchio degli amanti….
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia
la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni
e dà colori nuovi.
Alda Merini
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5 commenti su “Morta Alda Merini

  1. Ha smesso di soffrire una lunga e travagliate esistenza, ma come poetessa non è mai stata un granché.
    Non basta aver avuto una vita travagliata o essere dei dannati per essere poeti, ma serve quel quid in più che la Merini non ha mai avuto.

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  2. L’amore della povera gente
    La verità è sempre quella, la cattiveria degli uomini che ti abbassa e ti costruisce un santuario di odio dietro la porta socchiusa. Ma l’amore della povera gente brilla più di una qualsiasi filosofia. Un povero ti dà tutto e non ti rinfaccia mai la tua vigliaccheria.

    da Terra d’amore – Alda merini

    Anima che accarezzo la sera
    Anima che accarezzo a sera, e sei un cane
    stanco, ma un cane sempre fedele. Un cane
    che balbetta un nome: padrone, padrone mio.
    Non lasciarmi anima cane, non lasciarmi mai.

    di Alda Merini

    “Sei stata una grande e come tutti i grandi intelletti non sei mai stata capita fino in fondo e lo sarai ora, che sei diventata postuma.
    Ricordo un bel articolo del Corriere della Sera in cui dicevi che eri innamorata di Milano e che saresti andata via dalla tua casa solo per andare in Paradiso.
    Ecco, quel giorno oggi è arrivato e come un rigo della tua poesia sei stata veloce e scaltra nel aprire una nuova dimensione.
    Ti lascio con un po’ di sospiro e di affanno, immaginandomi di essere anche io li con te a guardare i nostri Navigli dalla finestra, ti abbraccio e ti ringrazio di avermi infilato nell’anima la meraviglia e l’amore per la poesia.
    Ciao Poeta. “

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  3. Addio Alda, ci hai insegnato ad uscire dai tempi usuali, denaro, successo, apparenza, ci hai insegnato a “vedere” la vita con i tuoi occhi dolci di colomba bianca, ora vola in alto, vai, noi sappiamo che ci sei, ci sarai sempre, perchè quelli come te non muoiono mai.
    Grazie.

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  4. Hai smesso di soffrire,
    adesso sei una colomba bianca,
    che vola in alto …
    Buon viaggio cara Alda,
    Grazie per le tue poesie …
    Finalmente sei un spirito libera…

    sempre nel cuore
    poesilandia

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